emanuele grimaldi vincenzo onorato

TRAGHETTI WESTERN - IL PRIMO ARMATORE D'ITALIA, EMANUELE GRIMALDI, GETTA L’ANCORA SULLA TESTA DEL CONCORRENTE VINCENZO ONORATO: “CI SONO ROTTE DOVE IO IMPIEGO NAVI ITALIANE E NUOVE, LUI USA NAVI VECCHIE E PRENDE SOLDI PUBBLICI. PERCHÉ? LA VERITÀ È CHE DOVREI CHIEDERE UN RISARCIMENTO ALLO STATO, COME È SUCCESSO IN FRANCIA PER LE ROTTE SULLA CORSICA: CHI HA FATTO RICORSO HA GIÀ VINTO IN PRIMO GRADO. NON DOBBIAMO CREARE UN ALTRO CASO ALITALIA. NON SI MANTIENE IN VITA UNA COMPAGNIA FACENDO PAGARE PIÙ TASSE AGLI ITALIANI”

Francesco Ferrari per “il Secolo XIX”

 

emanuele grimaldi

Il 2020 chiuso con un risultato positivo, malgrado un fatturato ridotto di 400 milioni a 2,8 miliardi. E la prua puntata verso nuove acquisizioni: di navi, porti e concorrenti. Le ambizioni di Emanuele Grimaldi, a capo dell’omonimo gruppo armatoriale napoletano, prima azienda del Sud per volume d’affari e quindicimila dipendenti, non arretrano di fronte all’emergenza Covid. “Guardiamo avanti, come sempre.

 

grimaldi lines

L’anno scorso abbiamo avuto danni molto forti nella parte passeggeri e in quella automotive: con le fabbriche chiuse abbiamo dovuto fermare quindici navi. Ma siamo riusciti comunque ad archiviare un bilancio positivo”.

 

Come?

“Tagliando i costi e chiedendo supporti ai fornitori. Ma devo essere sincero: abbiamo anche avuto la fortuna di avere un costo del petrolio molto basso. Tra aprile e maggio il barile è arrivato a 20 dollari: oggi siamo tornati a 60, più o meno ai livelli di un anno fa, e non possiamo certo lamentarci. Stiamo tenendo la barra dritta, anche il 2021 avremo un risultato positivo”.

 

VINCENZO ONORATO

Il Covid ha impattato negativamente sui vostri piani di sviluppo?

“Tutt’altro. Abbiamo preso in consegna tre navi solo a gennaio, non era mai successo nella nostra storia. E siamo in trattativa per altre sei”.

 

Navi di che tipo?

“Navi multipurpose per il trasporto di auto, trattori, camion e contenitori. Quelle che utilizziamo sono car carrier di grandi dimensioni, che portano 3-4.000 auto e un migliaio di contenitori. Ne ordineremo altre sei, appunto, più moderne e innovative. Siamo in fase di negoziazione con i cantieri”.

emanuele grimaldi

 

Cantieri cinesi?

“Non solo. Diciamo che stiamo dialogando con diversi stabilimenti del Far East. I cantieri italiani non hanno interesse a costruire questo tipo di navi: sono concentrati sulle unità militari e su quelle passeggeri”.

 

State anche partecipando al bando di privatizzazione dei porti lanciato dal governo greco. Con quali obiettivi?

“Siamo molto interessati al porto di Heraklion, dove ha sede la nostra compagnia Minoan: è uno scalo che reputiamo strategico, da qui facciamo 700 viaggi all’anno, peraltro con navi realizzate da Fincantieri. E poi c’è Igoumenitsa: siamo in gara anche per quel porto”.

VINCENZO ONORATO

 

Non solo navi: il vostro gruppo è presente in molte infrastrutture di terra.

“In Svezia l’unico porto privatizzato è gestito da noi. Ma siamo presenti anche ad Anversa, in Nigeria, per citare alcune località. In Italia abbiamo terminal a Monfalcone, Palermo, Salerno, Gioia Tauro, Savona”.

 

E’ vero che state cercando spazi anche a Genova?

“Sì, siamo interessati a fare importanti investimenti nella logistica e nei terminal, soprattutto su quelli adatti alle autostrade del mare. Fa parte delle nostre strategie di sviluppo. E’ chiaro che un investimento può essere in alternativa a un altro”.

grimaldi lines 2

 

Parliamo di linee. Negli ultimi mesi avete raddoppiato i collegamenti tra Ancona e la Grecia, potenziato le partenze da Brindisi, avviato la Palermo-Cagliari. Volete presidiare sempre di più il Mediterraneo?

“Certo, e siamo pronti ad acquisire compagnie. Ovviamente per fare operazione di acquisizione c’è bisogno del venditore, e oggi la situazione è complessa. Penso ad Anek Lines, ma non è la sola. A dire il vero ci sarebbero tutti i presupposti economici, perché ci sono aziende che possiedono solo debiti.

 

E non mi riferisco a qualcuno in particolare: almeno quattro grandi armatori che operano nel Mediterraneo hanno in pancia debiti che valgono il doppio della compagnia. La vera domanda è: banche e istituzioni quando smetteranno di fare concorrenza sleale agli armatori sani dando soldi a chi non li potrà mai restituire?

 

MOBY ZAZA

Lo dico in veste di vicepresidente degli armatori mondiali: la concorrenza sleale non è qualcosa che può essere utilizzato come ristoro. Il ristoro va distribuito alle categorie, a tutti coloro che impiegano persone e non riescono a lavorare. Si vuole pagare in parte lo stipendio dei marittimi, come ha fatto la Danimarca? Facciamolo, ma per tutti e in modo uguale. Nessuno può distribuire licenze per uccidere la concorrenza. Non si può, la scusa della pandemia, salvare chi sarebbe fallito anche senza coronavirus. Si trasmette un messaggio sbagliato al mercato”.

 

Qual è, allora, la ricetta?

“Abbiamo troppi settori polverizzati, mentre ci sarebbe bisogno di far crescere campioni nazionali. Io ho 15.000 dipendenti, più della metà sono italiani: è interesse del Paese proteggere realtà come questa. Poi, diciamola tutta, certe situazioni sono illegali: le ho impugnate e continuerò a farlo”.

famiglia grimaldi

 

Si riferisce a Tirrenia?

“Le faccio un esempio banale: ci sono rotte dove io impiego navi italiane e nuove, lui (l’armatore Vincenzo Onorato, ndr) usa navi vecchie e prende soldi pubblici. Perché? La verità è che dovrei chiedere un risarcimento allo Stato, come è successo in Francia per le rotte sulla Corsica: chi ha fatto ricorso ha già vinto in primo grado. Non dobbiamo creare un altro caso Alitalia. Non si mantiene in vita una compagnia facendo pagare più tasse agli italiani”.

 

A proposito di Tirrenia: come vi comporterete, alla scadenza della convenzione?

“Per quanto mi riguarda, quella convenzione è scaduta il 18 luglio scorso. Tant’è che Tirrenia non ha più ricevuto soldi: chiunque dovesse firmare una decisione del genere rischierebbe il danno erariale. Ogni tanto sento dire – lo ha detto anche qualche ministro – che il mercato dei traghetti è libero. Certo che lo è: ma grazie a quegli imprenditori che lavorano rischiando in prima persona, senza prendere soldi pubblici. E non parlo solo di Grimaldi: anche Aponte opera in Italia senza sussidi. Bisogna prendere atto senza indugi di questa situazione, perché le risorse pubbliche oggi più che mai servono al Paese, agli ospedali, ai servizi essenziali”.

traghetto tirrenia finisce sugli scogli alle tremiti

 

Sta per insediarsi un nuovo governo, cambieranno i vostri interlocutori su questi temi.

“Mario Draghi sarà un presidente del Consiglio di primo livello, autorevole e affidabile, come dimostra la reazione dei mercati nei giorni scorsi. E il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sarà cruciale per l’economia del Paese”.

 

Che cosa si aspetta dall’esecutivo?

“Ho già preso atto con piacere che, a proposito di Recovery Fund, si parla di fondi legati alla qualità degli investimenti. E’ una visione nuova, che sosterremo con vigore. Bisogna rinunciare a foraggiare settori decotti: questa è la scelta da fare. Anche perché ce lo chiede l’Europa”.

grimaldi

 

L’Europa chiede anche una maggiore attenzione per l’ambiente.

“E’ giusto, e noi ci faremo trovare pronti. Abbiamo appena pubblicato uno studio, validato dal Rina, sulle emissioni di CO2 delle nostre navi. Le anticipo un paio di dati. La nostra Eurocargo Patrasso, costruita da Fincantieri nel 1997, emette 3,1 kg di CO2 per trailer/miglio marino, con un abbattimento del 66% rispetto al trasporto su gomma.

 

Una nostra nave realizzata da Hyundai nel 2011 ne emette 2,1, quelle di nuova generazione scendono a 0,9. Sono dati inimmaginabili solo pochi anni fa. Il mio gruppo ha un’intera divisione dedicata esclusivamente a questi temi. A bordo dei nostri traghetti ibridi abbiamo una batteria da 5 megawatt, è la più grande al mondo, capace di autoricaricarsi grazie ai pannelli solari. Utilizziamo motori a controllo elettronico per una migliore carburazione, sfruttiamo i gas di scarico per produrre calore. Insomma: il green non è un’ambizione, è realtà”.

grimaldi lines

 

Un anno fa lei scrisse una lettera a Gianluigi Aponte, fondatore di Msc, per riunire sotto un’unica sigla le due associazioni del settore: Confitarma e Assarmatori. Che cosa è successo nel frattempo?

“Non c’è stato un seguito, ma il 2020 è stato un anno difficile per tutti. La mia ambizione resta l’unità: due associazioni creano solo disordine e confusione. Mi auguro che ci si arrivi presto”

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