arianna trans ibm

TRANS LIBERA TUTTI! L’IBM ORGANIZZA DELLE LEZIONI SULLA TRANSESSUALITÀ PER I SUOI DIRIGENTI PER TUTELARE IL MANAGER CHE HA DECISO DI CAMBIARE SESSO: “HO CREDUTO A LUNGO CHE L’UNICA STRADA FOSSE LA PROSTITUZIONE. COI MIEI FIGLI RESTO ‘NEUTRO’”

Elena Tebano per il “Corriere della Sera”

 

ARIANNA MANAGER TRANS ALLA IBMARIANNA MANAGER TRANS ALLA IBM

Venerdì 18 novembre 2011 Ibm Italia ha convocato una riunione riservata nella sua sede di Segrate, a Milano, con una trentina di persone. Tra loro c’erano il direttore finanziario dell’azienda e un responsabile delle risorse umane. Nelle slide mostrate durante l’incontro non si faceva riferimento a computer o budget.

 

C’era invece la spiegazione di che cos’è la transessualità. «Il management ha annunciato che in Ibm c’era un caso, che quel caso ero io e che se anche mi avevano conosciuto come un uomo, avrei iniziato a vivere una seconda vita, da donna. Soprattutto, ha spiegato che l’azienda era lì per sostenermi».

ibmibm

 

Arianna F., 51 anni, è la prima manager transessuale d’Italia. Oggi, che ha concluso la sua transizione ed è in attesa delle pratiche per ottenere la rettificazione anagrafica sui documenti, ha deciso di raccontare la sua storia (ma ha chiesto di non pubblicare il cognome per proteggere la riservatezza dei figli).

 

La sua vicenda è un’eccezione non solo per il ruolo che Arianna ricopre in Ibm, dove è responsabile finanziaria di prodotto a livello europeo, ma anche perché l’azienda l’ha aiutata ad affrontare le reazioni dei colleghi alla sua transizione. «Molte ragazze che conosco hanno avuto problemi sul lavoro e anch’io all’inizio non ero sicura su cosa fare», ammette. Ma rassicurata dall’adesione di Ibm Italia a Parks (associazione no profit che aiuta le aziende a essere più inclusive con gay e trans) e dai suoi avvocati, ha chiamato i responsabili delle risorse umane.

CAMBIO SESSO CAMBIO SESSO

 

«Mi hanno detto che andava bene, ma che avevano bisogno di un po’ di tempo per prepararsi». «Ne è nato — spiega Federica Di Sansebastiano, che in Ibm si occupa di valorizzazione delle differenze — un percorso guidato anche da un team internazionale, che prevedeva incontri e colloqui con il management e con i colleghi di Arianna». Il primo, convocato di venerdì perché i partecipanti avessero il fine settimana per digerire la notizia, era proprio la riunione di Segrate: «Io non c’ero — dice Arianna — per non creare imbarazzo a nessuno».

 

All’incontro successivo, il lunedì, è andata anche lei: «Per l’ultima volta mi sono presentata in ufficio al maschile — ricorda —. Eravamo tutti molto emozionati. Ho spiegato le mie ragioni, ho chiesto di avere pazienza e se gentilmente usavano il femminile con me. Infine ho cercato di togliere subito di mezzo la cosa che avrebbe potuto creare più problemi: “Non vi preoccupate per il gabinetto: userò quello dei disabili”.

cambio sesso x cambio sesso x

 

È un argomento a cui non si pensa, ma è delicato — dice con un sorriso —. Oltretutto io non ero pronta ad andare in quello delle donne, mi sembrava di invadere uno spazio». L’indomani ha varcato i cancelli dell’azienda con un filo di trucco e i tacchi. «Ero terrorizzata all’idea di andare in mensa: mi hanno dovuta portare i colleghi». Per alcuni di loro però la sua scelta è stata uno choc: «Umanamente lo comprendo — concede Arianna —: non è che ero un uomo effeminato. Ero un uomo. E a un certo punto si sono ritrovati una donna».

uomini nati donna uomini nati donna

 

È forse la cosa più difficile da capire quando una transizione avviene così tardi: Arianna ha vissuto gran parte della sua vita da uomo. «Una bella vita da uomo — riconosce —, con una moglie che ho sposato per amore, due figli avuti per amore e un sacco di responsabilità».

teenager transgenderteenager transgender

 

Eppure a un certo punto non ce l’ha fatta più: «C’era sempre questa cosa a latere , fin da quando avevo 12-13 anni: provavo a soffocarla ma è diventata sempre più invasiva. Per 15 anni mi sono persa. Alla fine ho capito che se non assecondavo la mia natura sarei rotolata via».

 

Arianna sa che la scelta di essere se stessa l’ha dovuta pagare anche la sua famiglia: «Quando sei una persona giovane è diverso: decidi solo per te. La mia ex moglie ha dovuto affrontare una doppia transizione: la mia e la sua. Io andavo a guadagnare qualcosa. Lei ha dovuto superare una disillusione: devo ringraziarla».

 

Poi c’erano i figli, appena adolescenti quando Arianna ha iniziato la transizione, cinque anni fa. «Mi ha aiutato l’endocrinologo a spiegargliela. So di non potere offrire molto come genitore ora, ma spero che un giorno capiranno — aggiunge, ed è l’unico momento in cui dalla sua voce traspare dolore —. Non mi mostro mai al femminile con loro, cerco di rimanere neutro. E ho chiesto il permesso per forarmi le orecchie. “Ormai gli orecchini ce li hanno anche i maschi!” mi ha detto il più grande. “Io ne voglio due come le femminucce”, ho risposto. E lui: “Ma Papo, tu sei così, che devi farci”. Ecco, io rimarrò sempre quello per i miei figli: “Papo”, un papà sui generis. Mai la loro madre».

le domande che fanno alle persone transgenderle domande che fanno alle persone transgender

 

Un percorso così complesso sarebbe stato impossibile se Arianna avesse dovuto rinunciare anche al lavoro. «Ho creduto a lungo che l’unica strada per le transessuali fosse la prostituzione e che non sarei mai potuta essere me stessa». Le cose sono cambiate «quando ho iniziato a conoscere persone come me che avevano una vita comune — spiega —. Ma so anche di essere stata fortunata a lavorare in Ibm».

 

Da parte dell’azienda ha significato anche tamponare qualche reazione negativa: «Hanno fatto capire chiaramente che se qualcuno aveva delle difficoltà, il problema era suo, non mio — dice Arianna —. Quando c’è un management (o nel caso di un Paese, un governo) che dà un messaggio molto diretto di accettazione, le riserve vengono abbattute». Lei se ne è accorta poco dopo il suo coming out in azienda: «Prima di Natale sono arrivate delle colleghe a dirmi: ma vieni nel bagno delle donne, che problemi ti fai. Da quel momento ho capito che avevamo voltato pagina».

 

le domande  che fanno alle persone transgenderle domande che fanno alle persone transgenderI TRANSGENDER POSSONO MODIFICARE IL CERTIFICATO DI NASCITAI TRANSGENDER POSSONO MODIFICARE IL CERTIFICATO DI NASCITA

 

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO