L’ITALIA SI ESTINGUENDO. E NON BASTA UN BONUS MAMME PER INVERTIRE LA TENDENZA – CONTINUA IL CROLLO DELLE NASCITE IN ITALIA: NEL 2025 SONO STATI 355MILA I NUOVI BEBÈ, UN RECORD NEGATIVO PER IL NOSTRO PAESE - LA NATALITÀ PRECIPITA CON UNA VELOCITÀ CHE NEMMENO GLI ESPERTI SI ASPETTAVANO. (IL NUMERO MEDIO DI FIGLI PER DONNA È DELL'1,14, CONTRO L'1,18 DEL 2024) E AUMENTANO GLI ANZIANI: UNA CRESCITA CHE RICHIA DI INCEPPARE LA CRESCITA ECONOMICA E IL FUNZIONAMENTO DEL WELFARE…
Estratto dell’articolo di Maria Novella De Luca per "la Repubblica"
[…] I bambini in Italia diminuiscono di anno in anno, si svuotano asili, giostre e altalene, un calo inesorabile e velocissimo al di là di ogni catastrofica previsione. Certificazione concreta, plastica e tangibile del fallimento di tutte le politiche di welfare, di quello che sarebbe dovuto essere l'esecutivo del ritorno alla natalità, così come la premier Meloni prometteva.
Ma gli scarsi sostegni alle famiglie — a cominciare dal bonus mamme — non sono serviti a nulla. Nel 2025 infatti, dicono i dati Istat sulla popolazione, i nuovi bebè sono stati 355mila, contro i 370mila 2024, cioè il 3,9% in meno dell'anno prima. In caduta libera.
«Una situazione molto preoccupante — dice affranto il demografo Alessandro Rosina — non eravamo mai scesi così in basso. Il numero delle nascite è addirittura inferiore rispetto allo scenario peggiore ipotizzato dall'Istat. La previsione era di 361mila bambini nati nel 2025, mentre ne sono venuti al mondo soltanto 355mila».
[…] Raccontano il terremoto della famiglia le nuove statistiche demografiche Istat, che certificano un panorama di nuclei sempre più piccoli, composti in media da 2 persone, ma dove addirittura il 37,1% è "unipersonale", formato cioè da un solo o sola componente. Un esercito di single per scelta, per caso o di ritorno (vedovi e vedove) che vent'anni fa erano il 25,9%. In Italia, infatti, le famiglie sono 26 milioni e 600mila, oltre 4 milioni in più rispetto al Duemila.
Una crescita frutto di una "atomizzazione" delle strutture familiari. Non solo. In questo frastagliato universo oggi le coppie con figli sono il 28,4%, quelle senza figli il 20,2%.
[…] Il dato però è chiaro: la natalità decade con una velocità che nemmeno gli esperti si aspettavano. (Il numero medio di figli per donna è dell'1,14, contro l'1,18 del 2024). In compenso però siamo uno dei paesi più longevi d'Europa, con una aspettativa di vita fortunatamente sempre più alta, 81,7 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne.
Una quarta età che spesso si mantiene gagliardamente in forma, ma grava fortemente sul costo delle pensioni che senza l'apporto delle generazioni future rischia di soccombere.
Per il peso degli over 65enni l'Italia è il paese più anziano della Ue. E si allunga così l'età pensionabile che si "allontana" con il crescere delle aspettativa di vita. Spiega infatti Rosina: «Tutti i paesi stanno andando verso un invecchiamento, la differenza sarà tra invecchiare bene o male. Noi ci stiamo mettendo nella condizione peggiore, se alla longevità non corrisponderà, anche, un miglioramento delle condizioni dei giovani e delle donne, sia italiani che immigrati».
Perché, infatti, se c'è un vento positivo è proprio il ruolo che oggi gioca l'immigrazione, al di là della propaganda xenofoba. Se la popolazione residente nel nostro paese è di quasi 59 milioni, stabile rispetto al 2024, è grazie agli arrivi degli immigrati, oltre 5 milioni nel nostro paese. Perché la desertificazione dell'Italia non è un destino ineluttabile, «ma bisogna agire subito, con decisione, guardando paesi come la Francia e la Spagna dove la natalità è in ripresa».





