jerome powell fed inflazione quantitative easing federal reserve

LA LOTTA ALLA CASTA HA ROVINATO ANCHE GLI STATI UNITI – IL PRESIDENTE DELLA FEDERAL RESERVE, CHE CON LE SUE DECISIONI È IN GRADO DI CAMBIARE LE SORTI DELL’ECONOMIA MONDIALE, GUADAGNA “SOLO” 172MILA EURO ALL’ANNO (QUATTRO VOLTE MENO DELLA SUA OMOLOGA EUROPEA, CHRISTINE LAGARDE). UNA CIFRA CHE NEL SETTORE PRIVATO, NEGLI STATI UNITI, SAREBBE CONSIDERATA RIDICOLA – PER FORTUNA SUA, POWELL È MILIONARIO DI SUO. MORALE DELLA FAVA: NEGLI STATES LA POLITICA E L’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA È DIVENTATA UN LAVORO “VOLONTARIO”. E SOLO CHI SE LO PUÒ PERMETTERE LO PUÒ FARE...

 

ALEXANDER KARP - LA REPUBBLICA TECNOLOGICA

LO STIPENDIO DI CHRISTINE LAGARDE, PRESIDENTE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA, NEL 2024 È STATO DI 726 MILA EURO – LAGARDEGUADAGNA QUASI QUATTRO VOLTE DI PIÙ DEL NUMERO UNO DELLA FED STATUNITENSE, JEROME POWELL, CHE SI FERMA A 172 MILA EURO L’ANNO…

https://www.dagospia.com/business/quant-e-generosa-l-europa-christine-lagarde-stipendio-presidente-bce-459101

 

 

LO STIPENDIO DI JEROME POWELL

Estratto da “La Repubblica tecnologica”, di Alexander C. Karp e Nicholas W. Zamiska (Silvio Berlusconi editore)

 

Nel febbraio 2023 l'Economic Club di Washington ospitò un colloquio con David Rubenstein, rinomato operatore di private equity, e Jerome Powell, presidente della Federal Reserve.

 

trump jerome powell

[...] A un certo punto Rubenstein, che aveva contribuito a fondare il Carlyle Group e che possedeva un patrimonio netto stimato di quasi 4 miliardi di dollari, pose a Powell una domanda apparentemente semplice: «Qual è lo stipendio del presidente della Federal Reserve Board?».

 

Powell sorrise, senza tradire il minimo disagio, e rispose che il suo stipendio annuale era di circa 190.000 dollari. Rubenstein si spinse oltre, chiedendo a Powell: «Pensa che sia una retribuzione adeguata per questa posizione?», Powell rispose in modo sincero e convincente: «Credo di sì», Il pubblico rise nervosamente, forse per solidarietà con Powell, che stava gestendo una serie di domande potenzialmente esplosive con una grazia straordinaria.

 

VIGNETTA PUBBLICATA DA DONALD TRUMP IN CUI LICENZIA JEROME POWELL

Fu un'esperienza surreale. Un miliardario che chiedeva a un multimilionario se uno stipendio inferiore a quello di un neoassunto in una banca d'investimento fosse appropriato per il presidente della Federal Reserve, la banca centrale più potente e influente del pianeta.

 

Le decisioni che Powell prende in prima persona sono senza ombra di dubbio tra le più rilevanti nel mondo. Nel corso del suo mandato, i destini di centinaia di milioni di lavoratori negli Stati Uniti e all'estero dipendono dalle sue scelte in materia di inflazione, dalla sua capacità di prevedere il momento esatto in cui aumentare o diminuire i tassi di interesse, e dalla sua visione sullo stato di salute dell'economia americana e globale.

 

alex karp palantir

Le sue idee e i suoi tentativi di guidare l'economia statunitense, e di conseguenza quella mondiale, [...]  si traducono in scambi per migliaia di miliardi di dollari nei mercati azionari di tutto il mondo, da New York a Londra, da Sydney a Shanghai. Eppure il Congresso ha deciso di pagarlo circa 190.000 dollari l'anno. Nel settore privato uno stipendio del genere sarebbe considerato assurdo, data la portata e l'impatto del suo ruolo e le risorse a disposizione del datore di lavoro.

 

christine lagarde e jerome powell al forum della bce a sintra

Con questo stipendio, Powell sta essenzialmente donando il suo tempo al paese.? Il compenso che riceve come dipendente del governo federale è trascurabile rispetto al suo patrimonio netto, che si stima superiore ai 20 milioni di dollari. Lo stesso Powell ha dichiarato pubblicamente di vivere essenzialmente dei suoi ingenti risparmi.

Ma perché noi, il paese più ricco del mondo, chiediamo a un volontario di dirigere la Federal Reserve? Che tipo di incentivi ne derivano, e in che misura questa situazione restringe drasticamente il numero di potenziali candidati che potrebbero essere interessati a quel lavoro?

 

Ci lamentiamo dell'influenza del denaro nella politica, per poi rimanere in silenzio quando i ricchi dominano sempre di più la corsa elettorale. La conseguenza imprevista del nostro approccio alle retribuzioni nel settore pubblico è che un numero sempre più sproporzionato di persone tra le più ricche si candida a una carica pubblica, sia negli Stati Uniti sia nel resto del mondo, vincendo la competizione.

 

donald trump e jerome powell 10

Secondo uno studio del 2023 condotto da un gruppo di ricercatori della Northwestern University, per esempio, circa l'11 per cento dei duemila miliardari identificati da «Forbes» ha ricoperto una carica politica o si è candidato per assumerla. Gli incentivi generati dal nostro approccio attuale sono controproducenti. I membri della Camera dei rappresentanti e del Senato degli Stati Uniti guadagnano in media soltanto 174.000 dollari l'anno, anche se le loro decisioni possono influenzare la vita di milioni di soldati, insegnanti, lavoratori e studenti in tutto il paese.

 

Qualsiasi azienda che pagasse i propri dipendenti come fa il governo federale con quelli pubblici non ce la farebbe a sopravvivere.

jerome powell e christine lagarde al forum della bce a sintra

 

Ci ripetiamo che i politici dovrebbero ambire alle cariche pubbliche per motivi più nobili che non siano il compenso che ne ricavano, corrispondendo quindi loro una parte minima di quanto potrebbero guadagnare nel privato. Tuttavia evitiamo di affrontare la principale conseguenza di questo approccio, ovvero il fatto che incentiviamo i candidati al servizio pubblico a diventare ricchi prima di assumere una carica, o a trarre profitto dalla loro posizione dopo averla lasciata.

 

jerome powell al forum della bce a sintra

Nel Congresso degli Stati Uniti l'autopromozione e la teatralità raggiungono livelli sorprendenti: i rappresentanti della camera bassa competono per i like e per l'influenza sui social media, mirando in questo modo a incrementare i loro guadagni dopo la fine del mandato. La qualità dei candidati dipende, in parte, da quanto siamo disposti a pagarli.

Altri si sono espressi a favore di un aumento della retribuzione dei nostri rappresentanti eletti e non eletti.

 

Come ha scritto Matthew Yglesias, cofondatore di «Vox» nel 2014, «se vuole un Congresso migliore e più funzio-nale, il popolo americano dovrebbe fare quello che farebbe qualsiasi altro datore di lavoro: rendere la posizione più appetibile in modo che si candidi un maggior numero di persone».  [...]

CHRISTINE LAGARDE JEROME POWELL donald trump e jerome powell 6

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