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È SCOPPIATA LA GUERRA DEGLI SPIONI – CON LA MESSA IN LIQUIDAZIONE DI “EQUALIZE”, LA SOCIETÀ DI ENRICO PAZZALI AL CENTRO DELL’INCHIESTA SUL DOSSIERAGGIO DI VIP E POLITICI, LE SOCIETÀ PRIVATE D’INVESTIGAZIONE CORRONO AD ACCAPARRARSI I MIGLIORI CLIENTI – IN PRIMA LINEA LA “G7 INTERNATIONAL”, CHE HA COME AMMINISTRATORE LUCIANO CAMPOLI, EX 007 GIÀ COLLABORATORE DI IGNAZIO LA RUSSA, E COME DIRIGENTE FILIPPO PARADISO, EX  POLIZIOTTO CHE LAVORÒ AL VIMINALE E NELLO STAFF DI CASELLATI, GIÀ RINVIATO A GIUDIZIO NEL CASO AMARA PER TRAFFICO D’INFLUENZE (POI ARCHIVIATO) – RESPONSABILE DELLE RELAZIONI ISTITUZIONALI DELLA “G7 INTERNATIONAL” È L’EX SOTTOSEGRETARIO AL MINISTERO DELL’INTERNO, IL GRILLINO CARLO SIBILIA…

Estratto dell’articolo di Enrica Riera per “Domani”

 

ignazio la russa enrico pazzali carmine gallo - lapresse

«È un miracolo che Equalize sia chiusa», dice una /coppia di amici davanti al buffet di un salotto della Roma bene. Perché sì, anche nella città eterna continuano ad arrivare echi di notizie sulla sorte dell’agenzia investigativa di via Pattari numero 6, a Milano, in liquidazione dopo l’inchiesta giudiziaria che ne ha rivelato ombre e segreti.

 

Nella capitale c’è chi commenta compiaciuto. Vuoi per l’afflato etico, vuoi per il tornaconto personale. Morta Equalize, d’altronde, a chi potranno rivolgersi i suoi storici clienti? Se il settore Security & Investigation è in grande ascesa, la guerra delle aziende diventa più cruenta.

 

NUNZIO SAMUELE CALAMUCCI CON CARMINE GALLO E I 'RAGAZZI' AL LAVORO AL QUARTIER GENERALE DI EQUALIZE

Ma di società specializzate in questo campo ce n’è una che sembra già aver spiazzato tutto il resto della concorrenza. Si chiama G7 International, la sede principale è a Roma, in zona Eur, ma, stando al suo sito web, ne ha anche altre sparse per il mondo: dall’Egitto alla Repubblica del Congo, passando per il Mozambico, fino alla Bulgaria, all’Arabia Saudita e all’Armenia.

 

G7 International collabora con agenzie governative e, sempre in base a quanto si legge sul sito, si basa sulle competenze di un team navigato: il personale ha avuto esperienze nelle forze d’intelligence e speciali.

 

Leonardo, Eni, Kpmg, Ansaldo energia alcune delle numerosissime società che vi si sarebbero rivolte. I loro loghi campeggiano sulla pagina Internet della G7 che, fondata nel 2016, ha iniziato la sua attività nel 2023 e ha come amministratore unico Luciano Campoli, l’ex 007 già collaboratore del presidente del Senato Ignazio La Russa (le altre quote societarie sono in mano a Roberta Campoli e Donatella Corridore).

 

ENRICO PAZZALI

A ricoprire, invece, il ruolo di responsabile delle relazioni istituzionali e internazionali è l’ex sottosegretario al ministero dell’Interno, il grillino Carlo Sibilia.

 

Potrebbe essere stato proprio il pentastellato a fare alla proprietà della G7 il nome di una sua vecchia conoscenza, Filippo Paradiso, l’ex poliziotto pugliese che lavorò nella sua segreteria al Viminale. Oggi Paradiso ricopre l’incarico di dirigente della G7 Investigations – Business Intelligent Specialist. E cioè del comparto della società che si occupa delle questioni più delicate.

 

carlo sibilia

Anzi delicatissime: supportare «aziende e professionisti nell’individuazione e nella prevenzione di attività illecite che possono compromettere il business», come ad esempio la verifica sull’infedeltà dei soci, ma anche «rilevare e neutralizzare dispositivi di intercettazione e trojan per proteggere la riservatezza di conversazioni e dati sensibili» […]

 

Tutte attività legittime. Col coordinamento di Paradiso, però, potrebbe avanzare qualche perplessità. Chi è davvero l’ex agente? Domani ne aveva già raccontato i trascorsi. Poliziotto arrestato negli anni Novanta con l’accusa di omicidio volontario durante una rapina, fu del tutto scagionato, tanto da ricevere 270mila euro dallo stato per ingiusta detenzione. Poi, una volta uscito dal carcere, il dirigente della G7 ha cominciato a collaborare nelle segreterie di ministeri e palazzi del potere.

 

FILIPPO PARADISO

È partito nel 2004 dagli uffici dell’ex ministro Rocco Buttiglione, passando poi a quelli dell’ex portavoce di Berlusconi Paolo Bonaiuti, fino a quelli dell’ex ministro Saverio Romano e nel 2018 alla segreteria di Matteo Salvini. Dopodiché una breve esperienza a Palazzo Madama su chiamata di Elisabetta Casellati. E infine l’esperienza già citata: quella al fianco di Sibilia.

 

Poi il 2022, quando l’ex poliziotto è stato rinviato a giudizio a Roma con l’avvocato dei misteri ed ex consulente legale di Eni Piero Amara.

 

L’accusa? Traffico di influenze. Secondo gli inquirenti, tra il 2015 e il 2018, Paradiso «sfruttando e vantando relazioni con pubblici ufficiali in servizio presso ambienti istituzionali si faceva indebitamente promettere e consegnare denaro o altre utilità da Piero Amara come prezzo della propria mediazione».

 

luciano campoli

Utilità che consistevano in somme di denaro, carte di credito, appartamenti di cui l’avvocato siciliano aveva la disponibilità. Il processo, da avviare nel 2023, è andato prescritto.

 

Nello stesso anno, invece, a Potenza era stato chiuso un altro procedimento che coinvolgeva sempre Amara e Paradiso, insieme all’ex procuratore di Trani e Taranto Carlo Maria Capristo. Al centro dell’inchiesta un presunto scambio di favori e “raccomandazioni” su membri del Consiglio superiore della magistratura per far ottenere sedi vacanti a Capristo. In tal caso il processo è in corso nel capoluogo lucano.

 

Amico di Marco Mancini, caporeparto del Dis “pensionato” da Mario Draghi e Franco Gabrielli, di politici di destra e sinistra, di magistrati di rilievo di varie correnti, su Paradiso Domani aveva inoltre scoperto che, in appena dieci anni, era riuscito a creare un tesoretto personale di oltre due milioni di euro.

 

PIERO AMARA

Denaro dall’origine misteriosa, custodito in una polizza assicurativa finita nel mirino dell’antiriciclaggio. I magistrati potentini scrivevano non a caso che questa polizza «di gestione patrimoniale» era «incompatibile con il suo regime reddituale».

 

Quando poi i pm capitolini nel 2020 gli chiedevano come avesse ottenuto cifre così rilevanti, Paradiso si avvaleva della facoltà di non rispondere. Tutto top secret.

 

[…]  Attualmente dunque, nonostante l’opacità di certe sue relazioni, Paradiso – «incensurato e non più dipendente della Pa», tiene a precisare il suo legale – ha un ruolo importante nella G7 International. Che tra i clienti, oltre a quelli già richiamati, conta finanche il ministero della Difesa e Consap, la società partecipata dal Tesoro. Nel 2024, proprio la spa ha affidato i «servizi di sicurezza fisica e bonifica aziendale» alla G7. Importo concordato: 39 euro.

 

MARCO MANCINI

Ma com’è stato possibile svolgere un lavoro così critico e cruciale, ad alta professionalità, ottenendo un ribasso di questo tipo? Contattato il presidente della società, ci è stato confermato l’affidamento ma non ci sono state fornite motivazioni dal momento che «la domanda» è risultata «di difficile comprensione». Ciò che è certo è che lo slogan della società che mette insieme Campoli, Sibilia e Paradiso continua a essere uno solo: «La tua protezione, la nostra priorità».

 

Per un commento questo giornale si è rivolto pure all’ex pubblico ufficiale. Paradiso dice di essere entrato in G7 «nel 2022». E ai maliziosi che parlano di inopportunità in relazione al fatto che, dato il suo passato, gestisca pratiche riservatissime, risponde che «non c’è nessun problema».

 

carlo sibilia 1

Paradiso ride, invece, quando Domani domanda se è possibile che, chiusa Equalize, molti clienti si siano già rivolti o potrebbero rivolgersi alla G7. «Bisogna chiedere al presidente», chiosa. […]

carlo sibilia giuseppe contesede della Equalize a milano

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