"TI FACCIO BUCARE LE GAMBE, BRUTTO INFAME. TE FACCIO SPUTA’ TUTTI I DENTI, TE FACCIO MAGNA’ I VERMI" - LE MINACCE DI UNA BABY GANG DI ROMA, COMPOSTA DA TRE MAGGIORENNI E QUATTRO MINORENNI, AI LORO DEBITORI - I SETTE, INDAGATI, TORTURAVANO QUELLI CHE RIMANEVANO INDIETRO CON I PAGAMENTI PER LA DROGA: A UNO DI LORO, DOPO AVERLO MALMENATO, HANNO VERSATO ADDOSSO UNA TEIERA DI ACQUA BOLLETTE - LA BANDA SEQUESTRAVA ALTRI RAGAZZI E CHIEDEVA IL RISCATTO ALLE LORO FAMIGLIE - LA BABY GANG AVEVA FATTO ESPLODERE ANCHE UNA BOMBA...
Estratto dell'articolo di Giuseppe Scarpa per “la Repubblica – edizione Roma”
«Ti prego fra’, ti prego». Poi le urla di dolore. La voce si spezza mentre la telecamera del cellulare continua a registrare. Dall’altra parte qualcuno ride. Intanto lo smartphone riprende una baby gang composta da tre maggiorenni e quattro minorenni. Uno di loro incalza: «Domani devi portare duemila euro, hai capito? Duemila. Dove stanno questi soldi?».
Il telefonino riprende tutto. La vittima è legata a una sedia, con mani e piedi immobilizzati. Le mazze si alzano e si abbassano. Schiaffi, calci, pugni. Alla fine la sedia cede e il ragazzo cade a terra. Sviene. In un altro filmato uno degli aggressori entra nell’inquadratura con una teiera fumante e gli rovescia addosso dell’acqua bollente.
baby gang prende a calci in faccia un senzatetto a trastevere, roma 5
«Ti prego, no, ascolta…», implora la vittima mentre l’acqua rovente gli viene versata sui piedi. È tutto nei video sequestrati dagli investigatori, che hanno dato origine a un’indagine del pm della Dda Carlo Villani e che restituiscono uno spaccato inquietante di una parte della gioventù della periferia romana. Non solo la cruda violenza, ma anche la sua esibizione.
Cappucci calati sulla testa, calata romana, l’obiettivo del cellulare sempre puntato sulla scena. Il pestaggio diventa racconto, prova di forza, intimidazione. Tutto ruota attorno a un debito di droga, hashish. Se non fosse realtà sembrerebbe una sequenza uscita da Romanzo Criminale. Invece è cronaca.
Roma nord-ovest, quartiere Primavalle. Nei filmati non si colpisce soltanto. Si parla alla telecamera, si scandiscono le cifre, si umilia la vittima mentre implora. «Pezzo di merda, domani devi porta’ duemila euro, hai capito? Li trovi ‘sti soldi?».
Secondo l’inchiesta coordinata dal pm dell’antimafia Villani, è così che agiva il gruppo: sequestri lampo tra coetanei, pestaggi e richieste di denaro. Il primo episodio risale ai primi giorni del 2025. La vittima è un minorenne. Viene prelevato con la forza, caricato su un’auto e portato in un garage in zona via Pentimalli.
[...] Quando diventa chiaro che quei soldi non ci sono, la violenza aumenta. «Ti taglio tutto, ti ammazzo», gli urlano mentre continuano a colpirlo, anche con il calcio di una pistola. [...] Quando non bastano i pestaggi, arrivano i messaggi. Su Telegram uno degli indagati scrive: «Ti faccio bucare le gambe, brutto infame… stavolta ti sparo… te faccio sputa’ tutti i denti, te faccio magna’ i vermi». Il tono è lo stesso dei video.
In mezzo ai sequestri spunta anche una bomba. Un ordigno artigianale piazzato davanti a un complesso di case popolari Ater. L’esplosione danneggia le strutture e solo per caso non provoca feriti. Le carte dell’indagine descrivono un gruppo giovane ma già organizzato: c’è chi preleva le vittime, chi le tiene sotto controllo, chi picchia e chi riprende tutto con il telefono. Il cellulare, in questa storia, non è un dettaglio ma parte del metodo. Le botte servono a ottenere i soldi. Il video a dimostrare che le minacce sono reali.
Ora l’indagine è arrivata al capolinea. Le immagini sequestrate sono prove pesanti e per gli indagati maggiorenni la procura ha ottenuto il processo immediato. Il resto della vicenda passerà alla procura dei minorenni. [...]


