renzi monti

“L’ITALIA NON PUÒ RISCHIARE SOLO PERCHÉ RENZI VUOL FARE ANCORA IL PREMIER” - MARIO MONTI ATTACCA IL BULLETTO TOSCANO: “NON VEDO UNA SOLA RAGIONE VALIDA PER RICORRERE ALLE ELEZIONI ANTICIPATE. UNA GRANDE COALIZIONE? POTREBBE ESSERE PIÙ FACILE PROMUOVERE RIFORME RADICALI, DISTRIBUENDONE I SACRIFICI…”

Carmelo Lopapa per “la Repubblica”

 

Mario MontiMario Monti

«Io non vedo una sola ragione valida per ricorrere alle elezioni anticipate, in una situazione come quella italiana. Che qualcuno voglia tornare a fare il presidente del Consiglio può essere una legittima ambizione personale, non certo una ragione valida per anticipare il voto quando vi è un governo che lavora con dignità ed è meno incline all' azzardo del governo precedente. L' opinione pubblica italiana, secondo me, accetta troppo facilmente che i politici spesso non agiscano nell' interesse Paese ma mirino al loro potere personale».

gentiloni e mattarellagentiloni e mattarella

 

Il senatore a vita Mario Monti, eccezionalmente in camicia e senza cravatta, parla lentamente, poi si ferma e getta uno sguardo fuori dalla finestra del suo studio, al secondo piano di Palazzo Giustiniani, sotto c' è Piazza Pantheon. In 90 minuti di chiacchierata non citerà mai Matteo Renzi, ma l' evocazione è implicita. Sospira: «L' Italia è in una fase delicata, dopo aver superato l' emergenza finanziaria. E sì che tre anni fa era stato detto al mondo che "l'Italia riparte e ora non ce n' è per nessuno"».

 

Presidente Monti, nel 2011 lei viene chiamato dal Colle a guidare il governo dopo le dimissioni di Berlusconi, in una situazione di forte instabilità, proprio per evitare le urne. Cosa pensa dello scioglimento anticipato delle Camere, quasi certo a questo punto?

Mario MontiMario Monti

«La situazione di allora era incomparabilmente più grave rispetto a quella ttuale, la speculazione molto più aggressiva, occorreva un governo in grado di far approvare dal Parlamento in due-tre settimane provvedimenti radicali. Mancava un anno e mezzo alla fine della legislatura. Nessuno chiese seriamente elezioni in quel momento. Se l'Italia fosse caduta, l'euro difficilmente sarebbe sopravvissuto. Oggi per fortuna la situazione è diversa, ma l' imperativo della crescita è diventato urgentissimo. Mai come questa volta occorre che noi italiani resistiamo al suono magico di qualsivoglia pifferaio di Hamelin».

 

renzi con la campanellarenzi con la campanella

Da economista, pensa sia conciliabile l' autunno elettorale con la stagione della legge di stabilità 2018 che si preannuncia ancor più delicata e impegnativa? Basterà un decreto a stoppare l' aumento dell' Iva?

«Saremo gli osservati speciali della Commissione europea, dei mercati, per tutta la durata della campagna. Al di là del metodo, mi risulta difficile pensare che si provvederà nei prossimi mesi alla messa in sicurezza dei conti dello Stato, al decollo della crescita, al contenimento della disoccupazione, al risanamento delle banche, cioè a tutto quel che non è stato fatto pienamente e tempestivamente negli ultimi tre anni, pur caratterizzati da una invidiabile stabilità politica e da una leadership indiscussa. Purtroppo, nell'uso delle risorse pubbliche si è privilegiata una logica politica finalizzata ad accrescere il consenso, risultato per altro conseguito solo in parte».

 

Siamo ancora un Paese in emergenza?

«Se guardiamo all' Italia in retrospettiva, negli ultimi 5-6 anni, diciamo che l' uscita dall'emergenza c'è stata, siamo meno precari di quanto una certa opinione pubblica internazionale voglia dipingerci. Ma è mancata la ripresa della crescita. Da noi, non negli altri paese europei».

paolo gentilonipaolo gentiloni

 

Le piace il sistema elettorale tedesco sul quale c' è accordo?

«Sarebbe meglio chiamarlo italiano alla tedesca. Evoca già il ricorso alle grandi coalizioni».

 

Sarà quello l'approdo sicuro per questo Paese? In fondo è stata la soluzione Monti.

«Può essere la salvezza o la dannazione. Con una grande coalizione, magari limitata nel tempo, potrebbe essere più facile promuovere riforme radicali, distribuendone i sacrifici. Il timore è che qualcuno pensi di trasformarla nello strumento utile a distribuire risorse che il Paese non ha».

 

MERKEL MACRONMERKEL MACRON

L'Italia dall' autunno rischia di restare in coda alla locomotiva franco-tedesca di Macron e Merkel?

«Penso che un' Europa che ricominci a respirare con due polmoni, tedesco e francese, sarà solo un bene per l' Italia e per tutti i Paesi del Sud del continente. Germania e Francia vogliono un ruolo maggiore per l' Italia. Sta a noi dimostrarci capaci di riempirlo».

 

MACRON MERKEL2MACRON MERKEL2

 

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO