disoccupazione disoccupati lavoro

CRONACHE DA UN PAESE SENZA LAVORO - NON BASTAVANO I GIOVANI A SPASSO: ORA CRESCE LA DISOCCUPAZIONE TRA GLI OVER 50 (+103 MILA RISPETTO AL 2016) - LA STORIA DI FEDERICA: “A 23 ANNI HO TROVATO UN POSTO DA 800 EURO MENTRE PAPÀ E MAMMA PERDEVANO IL LORO. SE VADO VIA DI CASA I MIEI GENITORI MUOIONO DI FAME”

1 - NELLA CORSA ALLA DISOCCUPAZIONE

Paolo Baroni per “la Stampa”

 

tabella Eurostat su disoccupazionetabella Eurostat su disoccupazione

Fino a ieri il problema erano i giovani che non trovavano lavoro soprattutto a causa dei troppi over 50 trattenuti in servizio per colpa dell' innalzamento dell' età di pensionamento. Adesso, in base ai dati diffusi ieri dall' Istat, la situazione si ribalta: da un lato, infatti, la disoccupazione giovanile scende e segna un nuovo minino al 34,1% (0,4 punti in meno rispetto a febbraio, il livello più basso da febbraio 2012); dall' altro si registra un vero e proprio boom di disoccupati con più di 50 anni, ben 567 mila a marzo, 59 mila più di febbraio e ben 103 mila in più rispetto al 2016.

 

disoccupazione giovaniledisoccupazione giovanile

È la prima volta dall' inizio delle serie storiche (2004) che ci sono più disoccupati nella fascia over 50 che tra i 15-24enni (524 mila). Secondo l'Istat l' aumento dell' indice di disoccupazione all' 11,7% che si è registrato a marzo è dovuto soprattutto ai lavoratori più anziani il cui tasso di occupazione cala di mezzo punto mentre tra i giovani sale di 0,4.

Effetto ammortizzatori Cosa sta succedendo?

 

Secondo i sindacati paghiamo l'atteso, e soprattutto temuto, effetto della riforma degli ammortizzatori sociali. La fine della mobilità, sostituita da fine 2016 dalla Naspi, in questa fase finirebbe col produrre nuovi disoccupati. E per questo ieri Carmelo Barbagallo della Uil ha ricordato che i sindacati hanno chiesto da tempo al ministro del Lavoro Giuliano Poletti di aprire una discussione sugli ammortizzatori sociali.

 

disoccupazionedisoccupazione

A suo giudizio «bisogna ragionare su nuovi strumenti che tengano conto del territorio di residenza e dell' età della persona che perde il lavoro per evitare che si arrivi, soprattutto per i più anziani, al disastro sociale. Con migliaia di persone lontane dalla pensione e senza la speranza di trovare un lavoro».

 

INDIPENDENTI IN AFFANNO

Un altro dato viene invece segnalato da Confcommercio, che segnala le crescenti criticità che si registrano anche sul fronte del lavoro autonomo. Giusto lo scorso mese questo comparto ha perso ben 70 mila posti a fronte dei 63 mila guadagnati dai lavoratori dipendenti (41 mila permanenti). Secondo Francesco Seghezzi, direttore della fondazione Adapt, a determinare questa situazione «è un mix di cause. Ma alla base c'è sicuramente un indebolimento dell' effetto Fornero».

 

DisoccupatoDisoccupato

Il boom fatto registrare negli ultimi anni dagli over 50 sarebbe insomma stato determinato più dall' allungamento dell' età pensionabile che da nuove assunzioni, «effetto che era destinato ad esaurirsi come pare stia avvenendo». Gigi Petteni della Cisl sostiene che «è sbagliato creare contrapposizioni generazionali» e fornisce tutt'altra lettura. A suo parere il problema della disoccupazione giovanile non può essere derubricato, visto che i disoccupati con meno di 35 anni sono pur sempre 1,4 milioni.

 

GIÙ GLI INATTIVI

Il resto del bollettino Istat ci consegna una situazione in chiaroscuro: l' asticella della disoccupazione sale di 0,1 punti su febbraio a quota 11,7% (mentre in Europa è stabile al 9,5%), i disoccupati si assestano a quota 3,022 milioni (+41 mila su febbraio e +88 mila sul 2016), mentre il tasso di occupazione è stabile al 57,6% (+0,6 sul 2016).

 

Come sempre maggioranza e opposizione danno una lettura contrapposta della situazione. Il ministro del Lavoro da parte sua sottolinea innanzitutto i dati più positivi: 734 mila occupati in più e 266 mila disoccupati in meno sul 2014, 24 mila giovani occupati in più in un mese e ben 9,2 punti di disoccupazione giovanile in meno rispetto a 3 anni fa.

disoccupazione  disoccupazione

 

2 - "A 23 ANNI HO TROVATO UN POSTO DA 800 EURO MENTRE PAPÀ E MAMMA PERDEVANO IL LORO"

Lodovico Poletto per “la Stampa”

 

Federica hai un sogno?

«Sì. Vorrei andare a convivere con il mio fidanzato. Ma non posso. Se lo facessi mio padre e mia madre morirebbero di fame. Io sono l' unica che lavora in famiglia. E senza gli 800 euro al mese che guadagno facendo la cameriera-barista per loro sarebbe davvero la fine».

 

Federica qualche mese fa ha scritto una lunga mail alla sindaca di Torino, Chiara Appendino, raccontando la sua storia di ragazza di 23 anni che ha rinunciato a tutto per mantenere i genitori, senza lavoro da anni. Chiedeva la dilazione del debito nella casa popolare da 300 euro al mese che il Comune ha assegnato alla sua mamma. Gliel' hanno concesso, perché la sua è davvero una storia di questo mondo al contrario, con i figli costretti ad aiutare i genitori. Rinunciando a tutto, anche a vivere la loro gioventù.

disoccupazione disoccupazione

 

Ecco la storia di Federica è tutta qui. Ma è fatta di tanti dettagli. E inizia con la separazione dei genitori. Seguita dalla malattia del papà che perde il lavoro. E con la mamma, addetta alle pulizie in una cooperativa sociale, lasciata a casa per esubero di personale. Lei voleva fare la segretaria d' azienda: è finita a fare la cameriera tre anni fa. Ha trovato un posto dove la amano tutti, perché è affidabile, precisa, di buon umore. Ma i soldi sono quelli che sono.

 

E i conti sono facili da fare: «Pago 300 euro di affitto, più il debito pregresso. Faccio la spesa per mamma e me. E la spesa per mio papà. Per lui spendo circa 70 euro alla settimana: 50 per il cibo, 10 glieli lascio per le piccole spese e 10 di ricarica del telefono». E ci sono mesi nei quali non ci riesce proprio, neanche facendo i salti mortali che fa da anni bastano a far quadrare i conti. E allora deve scegliere: spesa, arretrati o bollette. Un disastro.

disoccupazione   disoccupazione

 

Eppure c' è stato un tempo in cui anche lei aveva una vita normale. «Avevo tutto ciò che volevo, al mio compleanno facevo delle feste meravigliose. Oggi se va bene andiamo a mangiare una pizza e ognuno paga per sé. Oggi mi sono abituata a questo modo di vivere, ma all' inizio è stata dura. Non avevo più nulla, mi sentivo una fallita. Ho pianto tutte le lacrime che avevo. Mi sembrava un' ingiustizia ciò che mi stava capitando, guardavo gli altri e non capivo». Il mondo al contrario: i suoi coetanei aiutati dai genitori, lei costretta a sentire sua mamma - che al telefono la chiama piccola mia - domandarle 10 euro per il pane.

 

«Quando sei messa così devi crescere in fretta. Metti da parte le tue necessità e pensi a chi ti ha dato la vita. Io lavoro per loro, vivo per loro. Senza di me non potrebbero andare avanti». Guardi il suoi profilo sui «social» e la vedi sorridente. Con cappelli, in pose da ragazza di 23 anni. Senza quel velo di malinconia che ha adesso mentre racconta che lei non ha l' auto - «Perché con che soldi me la potrei comprare?» - e nemmeno la patente di guida.

disoccupazionedisoccupazione

 

Ecco, la vita di Federica è tutta lì. Ha sentito parlare della legge per il fallimento del privato: vorrebbe trovare qualcuno che la indirizzi, che l' aiuti e le spieghi come si fa: «Perché magari riusciamo a ridurre i debiti e possiamo tirare un po' il fiato».

 

A Natale il ragazzo con cui è fidanzata da 7 anni le chiesto di andare a vivere insieme.

«Ho detto di no - racconta - perché io devo mantenere papà e mamma». E per te, Federica, che cosa rimane dei tuoi 800 euro? «Mi restano i soldi per due magliette al mercato al mese. Me lo sono imposto: lavoro, mi sbatto, anch' io ho diritto a qualcosa: ma la spesa massima è di 15 euro in tutto». Il resto sono sacrifici e qualche dono del moroso: «Guarda, lo smartphone me lo ha regalato lui a Natale. È il regalo più bello che abbia mai ricevuto».

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO