edith bruck

“NON HO MAI PENSATO AL SUICIDIO, SONO TROPPO ATTACCATA ALLA VITA” – I 90 ANNI DI EDITH BRUCK, LA POETESSA SOPRAVVISSUTA AI CAMPI DI CONCENTRAMENTO CHE NON HAI SMESSO DI TESTIMONIARE L’ORRORE DELL’OLOCAUSTO: “SONO STANCA. I PROF MI CHIAMANO DICENDO CHE CERTI RAGAZZI CANTANO INNI FASCISTI E NON SANNO COME FARE. COME SI FA A TIRARSI INDIETRO? L’ITALIA? È STATA LEI A SCEGLIERE ME. NEL ’54 MI SEMBRÒ CHE NAPOLI MI DICESSE "BENVENUTA!""

Paolo Conti per il “Corriere della Sera”

 

edith bruck 8

Edith Bruck, lei oggi compie 90 anni. Il suo libro Il pane perduto (La Nave di Teseo) corre per il premio Strega, giovedì 29 aprile il presidente Sergio Mattarella l'ha ricevuta al Quirinale per nominarla Cavaliere di Gran Croce, papa Francesco è venuto il 20 febbraio a trovarla a casa.

 

Un momento straordinario della sua vita di intellettuale ebrea, sopravvissuta alla Shoah

«Sì, tutti avvenimenti bellissimi. Sono contenta. Se fosse accaduto vent' anni fa sarebbe stato diverso. Oggi mi sembra una specie di conclusione, di fine. Ho una maculopatia progressiva, vedo sempre meno: però, non so come, riesco a scrivere. Ma sono qui, e certo non mi lamento».

edith bruck e papa francesco 3

 

Lei si chiede nel libro se i riconoscimenti siano più alla sopravvissuta a diversi campi di concentramento (Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen) o più alla scrittrice. Ha una risposta?

«Sono spesso indicata come una sopravvissuta, forse anche per la mia decisione di testimoniare. Ma sono una scrittrice, un'autrice di poesie.

 

edith bruck 1

Io non parlo solo di me stessa, nei libri: ma del mondo, dei giovani e del loro domani, dell'umanità. Ieri la persecuzione è toccata a me con il nazismo, oggi può toccare a te, domani ad altri. Per questo scrivo.

 

Non bisogna mai tacere per esempio oggi contro il razzismo, l'intolleranza, l'aggressività, l'indifferenza, anche la volgarità. Vedo raduni di fascisti, incredibilmente tollerati. È una nube nera che avanza, molto preoccupante».

edith bruck e papa francesco 2

 

Cosa la preoccupa?

«Io ho novant' anni e certe volte sono stanca di girare... Ma per esempio giorni fa alcuni professori di una scuola romana mi hanno detto: signora per favore venga a raccontare, qui certi ragazzi cantano inni fascisti, non sappiamo più come fare.

 

Come si fa a tirarsi indietro? Sono piena di lettere di giovani che mi ringraziano dopo le mie visite nelle scuole. I ragazzi supplicano di sapere e di capire, molto più di quanto pensiamo».

 

Il pane perduto Edith Bruck

Il pane perduto del titolo è quello che stava lievitando prima che la sua famiglia fosse strappata, nella primavera del 1944, dal villaggio ungherese di Tiszakarád al ghetto di Sátoraljaújhely, prima tappa della deportazione verso Auschwitz. Lei, la piccola Edith Steinschreiber, aveva solo 13 anni.

«Mia madre non smise mai di piangere per quel pane, nel suo pianto era confluito il terrore, il dolore, la consapevolezza della fine del nostro mondo. In quei giorni, soprattutto sul treno verso Auschwitz, noi figli di colpo diventammo adulti e i nostri genitori vecchi».

 

Lei avrebbe poi perso madre, padre e un fratello nei campi nazisti. Il libro è denso di ricordi strazianti. C'è anche il suicidio della sua amica Eva, morta fulminata dalla corrente del filo spinato. Lei pensò mai al suicidio, in quei campi?

EDITH BRUCK 2

«Ricordo il corpo di Eva, appeso a braccia aperte, come un Cristo sulla croce... No, mai pensato al suicidio. Troppo forte il mio attaccamento alla vita. Ho superato anche una delle ultime prove a Bergen Belsen quando dovemmo "ripulire" come ci dissero, il campo dai cadaveri degli uomini morti.

 

Si formavano le piramidi umane sotto la tenda della morte. Uno di loro era ancora vivo, mi disse: "Racconta, non ci crederanno, racconta, se sopravvivi, anche per noi". Così ho fatto».

 

Una stessa pagina del libro ha colpito sia il Papa che il capo dello Stato. A Dachau un soldato le gettò addosso una gavetta ordinandole di lavarla. Però in fondo aveva lasciato della marmellata...

«L'aveva lasciata per me. Rappresentò una delle luci che mi aiutarono ad andare avanti, a sperare, a sopravvivere. Un significato enorme, ed entrambi lo hanno capito. Il Papa mi ha chiesto di raccontargli quella storia, e anche Mattarella».

edith bruck 2

 

Due incontri indimenticabili, c'è da immaginare.

 «Il Papa emanava calore, mi ha detto che approvava la mia lettera finale a Dio. Chissà cosa approvava? I dubbi? Le domande? La ricerca? A Mattarella voglio un gran bene: è un uomo serio, giusto, mi dispiace che finisca il suo mandato».

 

 Perché ha scelto l'Italia come definitiva Patria?

«È stata l'Italia a scegliere me. Dopo la liberazione, tornai in Ungheria, andò male. Poi la Cecoslovacchia, il tentativo fallito di radicarmi in Israele, quindi la Grecia, la Turchia, la Svizzera... nel 1954 capitai a Napoli in tournée con uno spettacolo dove ero ballerina in una compagnia di esuli.

edith bruck 4

 

Mi sembrò che la città mi dicesse "benvenuta!". La gente si parlava dalle finestre, i panni stesi, chi cantava Maruzzella . Una vitalità vibrante nell'aria. Poi scoprii Roma: monumentalità, eternità, maestosità. Mi sentii a casa. Lì conobbi mio marito, il poeta e regista Nelo Risi. L'amore della mia vita. Alla fine l'ho assistito per dieci anni, un lungo Alzheimer. È stato il più bel periodo della mia esistenza: far nascere ogni giorno un essere umano, assistendolo».

 

Progetti a novant' anni?

edith bruck 3

«A giugno esce un mio libro di poesie, sempre per La Nave di Teseo. Si intitola Tempi . Parlo dell'oggi, dei giovani, della loro educazione: dovrebbero abituarsi subito a dividere ciò che hanno con gli altri, a partire dalle merende a scuola».

 

Guardandosi indietro, rifarebbe tutto ciò che ha fatto nella vita?

«Tutto. Non rimpiango niente».

NELO RISINELO RISI

edith bruck e papa francesco 1EDITH BRUCKedith bruck 6edith bruck 5

NELO RISI

EDITH BRUCK 3

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…