ECCO COSA NON TORNA NELL’INCHIESTA SULLA MORTE DI LUCA VARANI - DAL TENTATO SUICIDIO DI MARCO PRATO ALLE PRESENZE NELLA CASA FINO A POSSIBILI COMPLICITÀ, I PUNTI OSCURI - CI SONO 36 ORE DA CHIARIRE E, PER I PM, IL PR GAY POTREBBE AVER RACCONTATO UNA VERITÀ DI COMODO

Fulvio Fiano e Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”

 

manuel foffo marco pratomanuel foffo marco prato

Le bugie di Prato, 36 ore di buio e 23 verbali che male si incastrano tra loro. Riparte da qui l’inchiesta sulla morte di Luca Varani, con tanti dubbi ancora da sciogliere. Come e perché è stato attirato in quella casa al Collatino. Chi e quando ha deciso di ucciderlo. Cosa è successo nelle ore successive alla sua morte, se cioè qualcun altro ha visto il cadavere prima dell’arrivo dei carabinieri.

 

MARCO PRATO MARCO PRATO

Gli autori dell’omicidio sono due, ma ruoli e complicità psicologica fra loro sono tra gli aspetti più insondabili del delitto. Da una parte c’è Manuel Foffo, che nega con forza di essere omosessuale, ma si autoaccusa dell’aggressione (coltellata fatale a parte). Dall’altra Marc Prato, che racconta con dovizia di particolari la parte orgiastica di quei tre giorni, ma si scarica di ogni responsabilità sull’omicidio.

 

MARCO PRATO 5MARCO PRATO 5

Fra i due — ne è convinta la Procura — chi ha ancora molto da dire è il secondo, che in linea con la sua personalità istrionica potrebbe aver raccontato una verità di comodo, se non addirittura mentito al gip nell’interrogatorio di garanzia. Per questo, il 29nne animatore delle feste gay della Capitale sarà risentito a breve dal pm Francesco Scavo, che punta a stanarne le contraddizioni.

 

marco prato   9marco prato 9

Non ultima, quella del tentato suicidio, la sera dopo aver ucciso Varani: se davvero Prato avesse ingerito le tre boccette di Minias e quella di En ritrovate nella camera d’albergo dove si era rintanato e acquistate in due diverse farmacie da Foffo con una semplice ricetta, difficilmente — è il ragionamento di chi indaga — ne sarebbe uscito vivo. Soprattutto dopo aver consumato, in compagnia del complice, 26 grammi di cocaina tagliata con altre sostanze e bevuto alcolici in grande quantità.

 

marco prato   6marco prato 6

Ma i buchi nel racconto di Prato non sono i soli sui quali anche ieri si sono confrontati magistrato e carabinieri per fare un punto sulla mole di materiale raccolto. In mano agli inquirenti ci sono 23 verbali di sommarie informazioni che al momento sono tessere di un puzzle che non combaciano.

 

Orari, spostamenti, presenze nella casa vanno ricostruiti. Sono confuse le testimonianze di chi in quella casa è passato prima del delitto: Alex, che nega di aver consumato droga e sarebbe «sfuggito» a un tentativo di addormentarlo; Giacomo, sentito a Milano (sarà risentito a Roma) che non è chiaro a che titolo abbia fornito il suo bancomat per comprare la cocaina. Lo stesso Roberto, fratello di Foffo, convocato per errore o forse no, per unirsi al gruppo. È poi incoerente il racconto della misteriosa bionda che avrebbe visto la mattina del 4 marzo Luca in treno ricevere le chiamate da casa Foffo.

 

Luca Varani - da Facebook Luca Varani - da Facebook

E sono da approfondire le versioni dei genitori di Manuel, i primi a sapere del delitto. Luca Varani muore alle 9,30 di venerdì, i carabinieri lo trovano la sera di sabato alle 22, dopo che il padrone di casa si è costituito. Parte del tempo è trascorso con i killer addormentati accanto al cadavere, ma potrebbe essere accaduto dell’altro.

 

E va capito anche perché il 23enne Varani sia andato in quell’appartamento. Quante volte è stato contattato e da chi? Che tono avevano quegli «inviti»? Era una vittima designata o solo quella ritenuta adatta dopo aver scartato prede meno vulnerabili, in una sorta di drammatico casting?

LUCA VARANI LUCA VARANI

 

Parte delle risposte possono arrivare dagli esami scientifici. Oggi sarà approfondita l’autopsia per stabilire la successione dei 30 colpi (fra martellate e coltellate) inferti al ragazzo e mercoledì la salma verrà restituita alla famiglia per i funerali. Ieri intanto è stato effettuato il prelievo di sangue per il test antidroga su Foffo, mentre il risultato degli esami tossicologici su Varani è atteso alla fine del mese.

 

Sarà poi esaminato il contenuto dei telefoni dei due aggressori — video, chiamate, messaggi — in cerca di prove e indizi. La Procura è ferma nel proposito di ricontestare l’aggravante della premeditazione, caduta al primo esame del gip proprio per le versioni contrastanti dei due unici testimoni di un delitto meno chiaro di come sembrava all’inizio.

LUCA VARANI   LUCA VARANI

 

 

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO