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IL “PAPELLO” CHE SCOTTA – IL COMMERCIALISTA GIAN GAETANO BELLAVIA, CONSULENTE DI MOLTE PROCURE E DI “REPORT”, ALLA FINE AMMETTE CHE È STATO LUI A SCRIVERE IL DOCUMENTO DI 36 PAGINE CON LA LISTA DEI PERSONAGGI NOTI PRESENTI NEL MILIONE DI FILES CHE SONO STATI SOTTRATTI DALL’ARCHIVIO DEL SUO STUDIO DALL’EX COLLABORATRICE VALENTINA VARISCO – QUEL LUNGO “APPUNTO”, CHE CONTIENE ANCHE I NOMI DEI 19 MAGISTRATI PER CUI BELLAVIA HA LAVORATO NEGLI ANNI, È FINITO AGLI ATTI DELL’INCHIESTA NONOSTANTE FOSSE PRIVO DI FIRMA, DATA E TIMBRO DI DEPOSITO IN PROCURA – IL COMMERCIALISTA: “ERA UNA MEMORIA PER IL MIO AVVOCATO, NON SO COME SIA FINITA AGLI ATTI, LO DEVE SAPERE IL PM” – IL LEGALE DI BELLAVIA: “NESSUN DOSSIER NÉ ALCUN MATERIALE IMPROPRIO CHE ESULI DALL’ATTIVITÀ PROFESSIONALE” – LA PROCURA DI MILANO VALUTA DI APRIRE UN FASCICOLO PARALLELO PROPRIO SUL “PAPELLO”

CASO BELLAVIA-VARISCO, PM INDAGANO SUL 'PAPELLO' CON ELENCO POLITICI E VIP

Gian Gaetano Bellavia

(ANSA) - MILANO, 09 GEN - La Procura di Milano sta valutando di aprire un fascicolo 'parallelo' sul caso Bellavia-Varisco, che ha sollevato polemiche politiche in questi giorni, per indagare sulla vicenda di quel 'papello' di 36 pagine, con un elenco di imprenditori e politici, finito negli atti del procedimento a carico dell'ex dipendente del noto commercialista e consulente di pm e giudici, ma anche della trasmissione Report. Un documento saltato fuori dal fascicolo, ma senza timbri di deposito né indicazioni sull'autore.   

 

DOSSIERAGGIO

Gian Gaetano Bellavia, con una nota di ieri del suo legale Luca Ricci, ha spiegato che quel documento riporta il "contenuto" di "comunicazioni" private "via mail" tra lui e il precedente difensore, in cui il commercialista "elencava i nomi di personaggi noti della politica e dell'economia risultanti dai file copiati" dall'ex dipendente Valentina Varisco (ne avrebbe sottratti oltre un milione) ed "evidentemente di possibile interesse di agenzie investigative, con le quali" l'ex dipendente "aveva cominciato a collaborare". 

 

Come quelle pagine siano finite negli atti, ha scritto il legale, è una "domanda alla quale solo il titolare del fascicolo stesso potrà rispondere". La Procura milanese sta cercando proprio di capire come quel documento "anonimo" sia arrivato nel fascicolo tra gli atti depositati dopo la chiusura indagini.

 

Gian Gaetano Bellavia

Sempre Bellavia, con la nota del suo legale, ha voluto chiarire che tra i file copiati, comunque, non ci sono "dossier né alcun materiale improprio, che esuli dall'attività professionale svolta negli anni", ossia le sue consulenze per pm e giudici e gli allegati. L'avvocato Andrea Puccio, legale di Varisco, aveva spiegato che "non appena ci siamo avveduti della più che anomala presenza" nel fascicolo "di tale documento agli atti del procedimento, questa difesa si è immediatamente attivata per chiedere delucidazioni al pubblico ministero".   

 

i componenti del garante della privacy - Agostino Ghiglia - Ginevra Cerrina Feroni - Pasquale Stanzione - Guido Scorza

In questi giorni il Garante della Privacy ha avviato un'istruttoria su Bellavia e Forza Italia ha presentato un'interrogazione ai ministri Carlo Nordio ed Adolfo Urso. E si è parlato, in sostanza, di un nuovo caso di dossieraggio e spionaggio.

 

"Sarebbe molto interessante sapere a quale titolo lo stesso dott. Bellavia deteneva, ben schedato tra i tanti, anche un file relativo a Geronimo La Russa che di sicuro non ha procedimenti giudiziari a suo carico", aveva affermato il presidente del Senato Ignazio La Russa.    Non è escluso che in Procura a Milano arrivino presto denunce da persone che figurano nell'ormai noto elenco e che si ritengono vittime di dossieraggi illeciti.

 

 

Estratto dell’articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”

 

gian gaetano bellavia - report

«Non ne so nulla: se esiste, quel documento non proviene da me o dal nostro studio», aveva dichiarato sei giorni fa a Il Fatto Quotidiano il commercialista Gian Gaetano Bellavia (consulente di molte Procure ed esperto consultato da redazioni giornalistiche tra le quali Report), a proposito di un documento di 36 pagine apparentemente scritto in prima persona ma senza firma, senza data, senza timbro di ricezione:

 

e tuttavia finito digitalizzato agli atti dell’inchiesta milanese nata dalla denuncia di Bellavia contro l’ex collaboratrice Valentina Varisco per la copiatura di oltre 1 milione di file dello studio «ad altissima sensibilità», a suo dire sottratti «a 19 magistrati» di cui nella nota faceva l’elenco al pari di una esemplificativa sintesi di 104 «nomi risultanti dai file rubati».

 

ACCESSO BANCHE DATI

Ma ieri Bellavia, attraverso il suo avvocato Luca Ricci, futura parte civile nel procedimento che a fine dicembre 2025 ha sinora visto la pm Paola Biondolillo rinviare a giudizio Varisco con citazione diretta per l’ipotesi di reato di «accesso abusivo» ai computer di studio di Bellavia, cambia il racconto delle 36 pagine.

 

L’estate scorsa, non vedendo accolte le proprie richieste alla Procura di fare perquisizioni e sequestri a Varisco e magari pure alle due agenzie investigative per le quali era andata a lavorare e sulle quali Bellavia esprimeva pesantissime considerazioni, Bellavia ora afferma che «a sostegno di queste richieste» aveva «indirizzato via mail al proprio avvocato di allora» (Gianni Tizzoni) «alcune comunicazioni, evidentemente riservate fra il difensore e la persona offesa».

 

Il mistero dell’appunto

Giangaetano Bellavia

In esse Bellavia «rappresentava alcune ipotesi legate al movente» di Varisco, ed «elencava i nomi di personaggi noti della politica e dell’economia risultanti dai file copiati e di possibile interesse di agenzie investigative con le quali la ex collaboratrice aveva cominciato a collaborare».

 

Bellavia dice di non essere stato lui a depositare in Procura l’appunto, esclude che magari per sbaglio l’abbia fatto il suo «precedente difensore», ma ritiene di mettere il cerino in mano alla Procura, quando si dice «non in grado di individuare chi abbia inserito nel fascicolo» quel promemoria rivolto al suo legale: «Domanda alla quale — è l’enigmatica aggiunta di Bellavia — potrà rispondere solo il titolare del fascicolo stesso», cioè la pm.  […]

 

«Solo il mio archivio»

sigfrido ranucci report 5

Quei nomi, afferma poi il legale di Bellavia in polemica (e in annuncio di querele) a chi nel centrodestra ha evocato dossieraggi, sarebbero solo «un elenco di soggetti che figurano citati nelle relazioni di consulenza tecnica redatte nel corso degli anni» da Bellavia e «costituenti il frutto della propria attività professionale»: relazioni che il commercialista ritiene di dovere «conservare per 10 anni», e comunque di potere «conservare» essendo «l’archivio storico della propria attività e dei propri scritti.

 

DOSSIER

Nessun dossier né alcun materiale improprio che esuli dall’attività professionale svolta negli anni», secondo Bellavia: «I documenti sono quelli in formato digitale utilizzati, nonché allegati alle relazioni di consulenza tecnica» stilate nel tempo da Bellavia sui materiali di indagine man mano consegnatigli dagli inquirenti, e ogni volta (giura Bellavia) restituiti alla fine agli inquirenti.

 

Frase che quindi sembra introdurre, nella rappresentazione di Bellavia, una assimilazione tra la conservabilità delle «relazioni» (cioè delle sue consulenze tecniche stilate negli anni su incarico dei magistrati) e la conservabilità invece di copie di taluni «allegati», che parrebbero trattenuti anche dopo la riconsegna ai pm degli originali di tutti i materiali.

 

«Da Report a me»

Giangaetano Bellavia

Il legale di Bellavia, infine, anticipa che l’esame della copia forense del pc di Varisco può dimostrare come abbia portato via anche carte della trasmissione tv Report, ma solo «file forniti a Bellavia dai giornalisti di Report per la disamina di alcune posizioni successivamente oggetto di approfondimenti giornalistici, affinché Bellavia potesse esprimere il proprio parere professionale e rilasciare le relative interviste».

 

Quindi, rimarca l’avvocato Ricci, non documenti da Bellavia a Report su persone oggetto in passato di consulenze tecniche di Bellavia per i pm, ma «documenti acquisiti da fonti aperte ed inviati dai giornalisti di Report a Bellavia: esattamente il contrario di ciò che taluni» (il centrodestra in questi giorni) «hanno sostenuto».

 

sigfrido ranucci report

Questo varrebbe in particolare, elenca ieri Bellavia, per l’attore Luca Barbareschi, il banchiere Massimo Ponzellini, il costruttore Manfredi Catella, il tesoriere leghista Alberto Di Rubba, il mafioso Giuseppe Graviano, gli imprenditori Claudio Lotito e Flavio Briatore e Danilo Iervolino. Tutti nomi che stavano però tra i 104 indicati nell’appunto sui «dati ad altissima sensibilità».

DOSSIER

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