PERCHÉ LANCIAMO IL RISO AI MATRIMONI? - CE LO SPIEGA L’ANTROPOLOGO MARINO NIOLA: È UN ANTICO RITO AUGURALE CHE SIGNIFICA ABBONDANZA, FERTILITÀ E RICCHEZZA. GIÀ AI TEMPI DEGLI ANTICHI ROMANI SI UTILIZZAVANO SEMI, GRANO O AVENA, ASSOCIATI SIMBOLICAMENTE IN NATURA ALLA NASCITA DI VITA NUOVA. NEL MEDIOEVO CHE IL GRANO È STATO SOSTITUITO DAL RISO, PIÙ VICINO SIMBOLICAMENTE ALLA FECONDITÀ DEL PARTO...
Estratto dell’articolo da www.repubblica.it
Lanciare riso agli sposi è un antico rito augurale che significa abbondanza, fertilità e ricchezza. All’origine di questa tradizione c’è una leggenda cinese secondo la quale un Genio buono ebbe pietà dei contadini affamati, si strappò i denti e li seminò in un terreno paludoso da cui nacquero tante piantine dai frutti piccoli e bianchi come denti.
È l’origine dl riso che da allora diventa simbolo di prosperità. Un antico detto recita "Uno lavora e nove mangiano riso", nel senso che dove c’è riso c’è abbondanza.
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In realtà, già ai tempi degli antichi romani si utilizzavano semi, grano o avena, associati simbolicamente in natura alla nascita di vita nuova, per “far piovere” sulla coppia prosperità e fertilità. Le donne si adornavano con le spighe, mentre i chicchi venivano lanciati sugli sposi al termine della cerimonia.
[...] È solo nel Medioevo che il grano è stato sostituito dal riso, più vicino simbolicamente alla fecondità del parto. In quell’epoca, infatti, era credenza popolare che il lancio del riso aiutasse la donna a concepire figli e allontanasse dai futuri sposi gli spiriti maligni.
Di Marino Niola, professore di Antropologia all’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa; coordinamento giornalistico di Tecla Biancolatte
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