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L'EUROPA PAGHERA’ IL CONTO DELLA GUERRA DI TRUMP – IL PIANO DELLA COMMISSIONE UE PER AFFRONTARE L'EMERGENZA ENERGETICA PREVEDE UN ALLENTAMENTO DEI VINCOLI PERGLI AIUTI DI STATO, TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI DELLE AZIENDE PETROLIFERE E USO DEI FONDI DI COESIONE PER COMBATTERE IL CARO-BOLLETTE. MA È ESCLUSA UNA SOSPENSIONE DEL PATTO DI STABILITÀ, COME CHIESTO RIPETUTAMENTE DA GIORGETTI, PERCHÉ AL MOMENTO LE PREVISIONI NON INDICANO UNA RECESSIONE – IL COMMISSARIO ALL'ENERGIA JORGENSEN AVVERTE: SE LA GUERRA NEL GOLFO PROSEGUE CI SARÀ UN “FORTE SHOCK”...

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

ursula von der leyen e Dan Jorgensen

Aiuti di Stato, tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche e uso dei fondi di coesione per combattere il caro-bollette. Ecco il Piano della Commissione europea per affrontare l'emergenza energetica.

 

Le principali misure saranno assunte la prossima settimana e sono state illustrate ieri mattina durante la riunione straordinaria dell'esecutivo comunitario. Esclusa per ora la sospensione del Patto di Stabilità perché, secondo il Commissario agli Affari economici, Valdis Dombrovskis, al momento le previsioni indicano una flessione sensibile della crescita ma non una recessione.

 

donald trump - crisi energetica e petrolio - illustrazione di andrea calogero

Il tutto, però, contiene una premessa piuttosto allarmante formulata dal Commissario all'energia Jorgensen e esposta in un documento distribuito ai colleghi: se la guerra nel Golfo prosegue ci sarà un vero e proprio «shock». Il responsabile del settore è stato inequivocabile e nel paper si espongono due scenari. Se il conflitto terminerà in tempi brevi, allora «i flussi di gas e petrolio riprenderanno gradualmente nell'arco di 1-3 mesi (il petrolio più velocemente del gas).

 

 I prezzi calerebbero se lo Stretto di Hormuz riaprisse ma il rischio geopolitico nella regione potrebbe comunque avere un impatto a lungo termine (2027 e oltre)». In particolare sul gas, fino al 2030, a causa dei danni subiti dalle infrastrutture in Qatar. Per il petrolio l'offerta si riprenderà invece nel giro di un mese.

 

Valdis Dombrovskis e Giorgia meloni a palazzo chigi

Al contrario senza un cessate il fuoco in grado di «ripristinare la fiducia», il mercato passerà «da una fase di interruzione a uno shock prolungato dell'offerta». Quindi difficoltà di stoccaggio del gas in Europa e «possibili impennate dei prezzi». «Forte shock» sui prezzi del petrolio e «continue interruzioni» dei prodotti petroliferi, ossia benzina, diesel etc.

 

Il che determinerà il «conseguente utilizzo delle scorte e una possibile carenza di carburante in alcune regioni d'Europa». In particolare per il trasporto aereo. L'impatto economico si rifletterebbe sull'intera filiera produttiva.

 

razionamento energetico - unione europea

Per questo nella comunicazione che verrà presentata dalla Commissione mercoledì prossimo, in vista del consiglio europeo che si terrà il giorno dopo a Cipro, sul tavolo di ci sono misure divise in due pacchetti: quelle immediate e quelle di lungo periodo.

 

Tra le prime figurano: maggiore coordinamento a livello Ue, protezione dei consumatori e dell'industria dagli shock di prezzo, risparmio energetico e riduzione del consumo di gas/petrolio. Il che vuol dire che dovrà essere coordinato il riempimento delle scorte di gas e petrolio concordando i «tempi di acquisto da parte degli Stati membri per evitare picchi di prezzo dovuti a un aumento degli acquisti simultanei.

 

[…]

STOCCAGGIO DI GAS IN EUROPA

 

Stesso discorso per la raffinazione perché circa il 70% del nostro consumo è coperto da 73 raffinerie tradizionali e 11 bioraffinerie. «Una raffineria europea su quattro – si legge - ha chiuso negli ultimi 15 anni. Cinque paesi concentrano quasi i 2/3 della capacità totale». Una situazione che complica la solidarietà tra i 27.

 

Per proteggere cittadini e industrie, poi, si proporranno «misure di emergenza nazionali mirate, tempestive e temporanee». Che quindi saranno valutate dalla Commissione. Ossia «sostegno al reddito mirato ai consumatori vulnerabili, agevolare il cambio di contratto di fornitura» e interventi sui prezzi. Come? Attraverso gli aiuti di Stato che, però, solo pochi paesi potranno utilizzare.

 

Solo chi ha deficit e debito in regola, come la Germania, potrà farlo. Non certo l'Italia o la Francia. Ma verrà data la possibilità "volontaria" di dirottare su questa materia i fondi di coesione non utilizzati e anche quelli del Pnrr.

 

Stesso discorso per le Pmi («finanziamenti, voucher, leasing») e per gli utenti ad alta intensità energetica. In questo quadro verrà analizzata l'ipotesi della tassa sugli extraprofitti.

 

GUERRA IN IRAN - IMPORTAZIONE DI PETROLIO E GAS IN UE

Infine sarà riproposto il catalogo sul risparmio energetico già presentato nel 2022: leasing sociale per pompe di calore, veicoli elettrici e batterie. Interventi sull'isolamento delle case e incentivi per il trasporto pubblico.

 

Sul lungo periodo l'idea di base è quella di accelerare sulla «diffusione delle energie pulite» e «sostenere gli Stati membri nell'elettrificazione e nella produzione di biogas, biometano, energia solare». […]

Dan JorgensenCRISI ENERGETICA GLOBALE

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