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NETANYAHU È RIUSCITO A METTERE TUTTI CONTRO ISRAELE – LA POLIZIA BELGA HA FERMATO DUE SOLDATI ISRAELIANI CON L'ACCUSA DI AVERE COMMESSO CRIMINI DI GUERRA A GAZA, IN SEGUITO ALLA DENUNCIA PRESENTATA DA DUE ASSOCIAZIONI – I DUE MILITARI SONO STATI BLOCCATI AL FESTIVAL TOMORROWLAND, AD ANVERSA, E RILASCIATI DOPO L'INTERROGATORIO – PAPA LEONE XIV HA PARLATO CON IL PRESIDENTE PALESTINESE, ABU MAZEN, E LANCIATO UN NUOVO APPELLO PER “PERMETTERE L'INGRESSO DI AIUTI UMANITARI” NELLA STRISCIA – LE PAROLE DURISSIME DEL PRESIDENTE DELLA CEI, MATTEO ZUPPI (“NON CI SI POTRÀ MAI ABITUARE A QUANTO STA ACCADENDO A GAZA”) E DEL CARDINALE PIZZABALLA (“IL GOVERNO ISRAELIANO È INGIUSTIFICABILE”

IL BELGIO INDAGA DUE SOLDATI ISRAELIANI PER CRIMINI A GAZA

SOLDATI ISRAELIANI A GAZA

(ANSA) - BRUXELLES, 21 LUG - La polizia belga ha fermato e interrogato due soldati israeliani sospettati di aver commesso crimini di guerra a Gaza. L'operazione, secondo quanto riporta l'agenzia Belga, è scattata dopo una denuncia presentata dalla Hind Rajab Foundation e dal Global Legal Action Network (Glan).

 

I due militari sono stati bloccati al festival Tomorrowland, nella provincia di Anversa, e rilasciati dopo l'interrogatorio. La procura belga ha confermato l'avvio di un'indagine penale, precisando che i due uomini appartengono con ogni probabilità alla Brigata Givati dell'esercito israeliano e al festival avrebbero esibito la bandiera della loro unità.

 

HAMAS, 'ATTACCHI ISRAELIANI A GAZA, 134 MORTI IN 24 ORE'

SOLDATI ISRAELIANI A GAZA

(ANSA) - ROMA, 21 LUG - Il ministero della Salute di Gaza gestito da Hamas afferma che 134 persone sono state uccise e 1.155 sono rimaste ferite in seguito agli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore.

 

Dall'inizio delle ostilità il 7 ottobre 2023, si legge inoltre in un comunicato stampa pubblicato su Telegram, si contano 59.029 morti e 142.135 feriti.

 

GAZA: ZUPPI, SPERIAMO IN UN CESSATE IL FUOCO QUANTO PRIMA

IL CARDINALE MATTEO ZUPPI

(ANSA) - BOLOGNA, 21 LUG - "Non ci si potrà mai abituare" a quanto sta accadendo a Gaza "speriamo che gli appelli vengano ascoltati". Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, a margine della riapertura della chiesa della Carità a Bologna, commentando la situazione nella Striscia.

 

"Gli appelli vengono fatti perché qualcuno li accolga - ha aggiunto - Speriamo che ci sia quanto prima un cessate il fuoco, che venga rispettato. Siamo arrivati a livelli minimi nella vita di tutti. Speriamo davvero che l'appello sia ascoltato". Il cardinale ha poi ricordato che "i cristiani non è che si sono mossi perché è stata colpita la chiesa: ovviamente questo ha colpito ancora di più, ma ciò che accade riguarda tutti".

 

IL PAPA SENTE ABU MAZEN, INGRESSO AIUTI A GAZA URGENTE

abu mazen

(ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 21 LUG - Nella mattinata, "Leone XIV ha ricevuto una telefonata da Mahmoud Abbas, Presidente dello Stato di Palestina, sui recenti sviluppi del conflitto nella Striscia di Gaza e delle violenze in Cisgiordania". Lo riferisce il Vaticano. "Il Papa ha rinnovato l'appello al pieno rispetto del Diritto Internazionale Umanitario" e "l'obbligo di proteggere i civili e i luoghi sacri", "il divieto dell'uso indiscriminato della forza e del trasferimento forzato della popolazione". "Considerata la situazione umanitaria, si è enfatizzata l'urgenza di prestare soccorso a chi è maggiormente esposto e di permettere l'ingresso adeguato di aiuti umanitari", riferisce a nota vaticana.

 

PIZZABALLA, SU GAZA GOVERNO ISRAELIANO NON GIUSTIFICABILE 

pizzaballa visita gaza

(ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 21 LUG - "Non riusciamo a capire le ragioni di tutto questo e, come il Papa giustamente ha detto, e anche noi lo ripetiamo continuamente, tutto questo non è giustificabile.

 

Vorrei chiarire una cosa: non abbiamo nulla contro il mondo ebraico e non vogliamo assolutamente apparire come coloro che vanno contro la società israeliana e contro l'ebraismo, ma abbiamo il dovere morale di esprimere con assoluta chiarezza e franchezza la nostra critica alla politica che questo governo sta adottando a Gaza" . Lo dice, in una intervista ai media vaticani, il cardinale di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa.

 

CAOS AIUTI FAME, DISPERAZIONE E LE STRAGI CONTINUE

Estratto dell’articolo di Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

striscia di gaza - palestinesi in attesa di aiuti umanitari

«Si fa presto a dire fame», recitava il titolo di un famoso libro italiano sull’universo concentrazionario durante la Seconda guerra mondiale. E questo titolo torna alla mente ascoltando negli ultimi mesi le testimonianze della gente di Gaza, dei medici locali e degli operatori umanitari internazionali che vivono nella morsa imposta dall’esercito israeliano.

 

Rubinetti chiusi

«Il governo Netanyahu ha deciso di affamare gli oltre due milioni e 100 mila palestinesi che vivono nella Striscia. I rubinetti degli aiuti sono semichiusi dai primi di marzo, il poco che arriva non basta, è un’asfissia progressiva: comincia a ricordare i drammi dei civili nei conflitti del Novecento e la grande fame imposta da Stalin sugli ucraini nei primi anni Trenta», ci diceva pochi giorni fa un medico europeo dell’Unicef.

 

distribuzione aiuti umanitari a gaza 9

Secondo la sua organizzazione, i decessi di palestinesi confermati per mancanza di cibo dall’inizio della guerra lanciata da Israele contro Gaza, in risposta al massacro perpetuato da Hamas il 7 ottobre 2023, sono almeno 86, di cui 76 bambini.

 

[...]

 

«Secondo il ministero della Sanità controllato da Hamas, i morti per denutrizione sono stati 18 nelle ultime 24 ore» prosegue. «Io non ho strumenti per confermare, ma so per certo che almeno 3 bambini sono deceduti per fame dall’inizio della settimana. E da lunedì scorso i mercati locali sono vuoti. Ho girato quello delle verdure nel centro di Dir el Ballah e di Gaza City: i banconi erano deserti.

 

SOLDATI ISRAELIANI A GAZA

Di carne, uova o formaggio non si parla neppure. Un chilo di pomodori due anni fa costava mezzo dollaro, oggi più di 32, nessuno può permetterselo. Non c’è farina, dunque manca il pane, non ho visto riso o lenticchie, nulla, una desolazione.

 

In queste condizioni, i padri con i figli maggiori spinti dalla disperazione decidono di andare a prendere i sacchi di aiuti distribuiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf). Ma è davvero la scelta più disperata, perché i contractor americani e i soldati israeliani ci sparano contro, come se fossero al tiro al piccione».

distribuzione aiuti umanitari a gaza 8

 

I quattro centri della Ghf sono entrati in funzione dal 26 maggio con l’obiettivo dichiarato di sostituirsi a quelli dell’Onu e da allora gli spari contro la popolazione in attesa sono cronache quotidiane.

 

Secondo l’Onu, vi sarebbero già morti oltre mille palestinesi. Israele replica di avere distribuito più di 70 milioni di razioni alimentari e che gli spari sono generalmente contro i «terroristi» di Hamas, che cercherebbero di rubare il cibo e intralciare gli aiuti. I racconti della gente del posto parlano invece di vere e proprie «trappole» caotiche, in cui i soldati aprono il fuoco a piacimento.

 

strage al varco di Zikim nella striscia di gaza

Il 12 maggio 2025 un dettagliato rapporto del World Food Program pubblicato a Roma e New York metteva in allarme sul «rischio fame», dato che il 2 marzo il governo Netanyahu aveva bloccato i passaggi degli aiuti in conseguenza della rottura unilaterale del cessate il fuoco, che era stato raggiunto con Hamas il 19 gennaio.

 

«Adesso 470.000 persone rischiano carenza acuta di cibo, tra loro 71.000 bambini e 17.000 madri. Le famiglie di Gaza soffrono di malnutrizione e il cibo a loro destinato sta deteriorandosi sui camion carichi al confine chiuso», sosteneva.

 

[...]

 

distribuzione aiuti umanitari a gaza 7

Dal 18 marzo i militari hanno diffuso 55 ordini di spostamento collettivo che hanno svuotato 300 chilometri quadrati e corrispondono all’81 per cento della Striscia. Nel periodo dal 18 marzo al 15 luglio sono stati costrette ad abbandonare le loro tende ben 737.000 persone. «Siamo ormai un popolo di zombie privati di tutto», dicono i palestinesi citati anche dalla stampa israeliana.

 

Secondo il ministero della Sanità controllato da Hamas, i morti in 21 mesi di guerra stanno arrivando a quota 59.000 e i feriti 140.000. Le cifre non hanno conferme indipendenti, ma a detta di varie organizzazioni occidentali i decessi potrebbero superare i 120.000, se si includono cause indirette come le malattie non curate e le terribili condizioni di vita.

 

EDIFICI DISTRUTTI A GAZA

La denuncia Haaretz, il quotidiano della sinistra laica israeliana, ha intensificato la pubblicazione di reportage e commenti estremamente critici, in cui non esita più a parlare di «pulizia etnica» e addirittura «genocidio», riferendosi alla politica del governo Netanyahu mirata spingere tutta la popolazione di Gaza in una grande tendopoli, che il ministro della Difesa Katz ha definito «città umanitaria», nella zona di Rafah per poi cercare di «deportarla» in Paesi come la Libia, l’Etipia e l’Indonesia.

chiesa del sacro cuore di gaza colpita da israele 4distribuzione aiuti umanitari a gaza 5distribuzione aiuti umanitari a gaza 6padre Gabriel Romanelli ferito nel bombardamento della chiesa a gaza

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