marchionne by carli

MARCHIONNE, NON STARE SERENO - SE NEGLI USA TUTTO TACE, DOPO LE CONTESTAZIONI A FCA DA PARTE DELL’AGENZIA PER L’AMBIENTE SULLE EMISSIONI, IN FRANCIA LA PROCURA DI PARIGI APRE UN’INCHIESTA DOPO I RISULTATI DEI TEST CONDOTTI SU FIAT550X, DOBLÒ E JEEP RENEGADE

Pierluigi Bonora per “il Giornale”

 

trump marchionnetrump marchionne

Se negli Usa per ora tutto tace, dopo le contestazioni dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente a Fca sul tema emissioni, è invece l'Europa a tenere banco. E in particolare la Francia, dove la direzione Antifrode ha trasmesso alla Procura di Parigi i risultati dei test condotti sui modelli Fiat 500X, Doblò e Jeep Renegade allo scopo di accertare l'esistenza di «eventuale trucchi» tesi a limitare le emissioni dei veicoli Diesel.

 

trump marchionnetrump marchionne

La palla passa dunque alla Procura che si sta già occupando di altri dossier, quelli con al centro Volkswagen (da quasi un anno) e Renault, finita nel mirino del ministero dell'Ambiente lo scorso dicembre. I giudici sono chiamati a esaminare i risultati dei test condotti sulle vetture sia «i documenti trasmessi dal costruttore». In una nota, Fca «ribadisce che i suoi veicoli Diesel sono pienamente conformi alle norme in materia di emissioni, come confermato dalla sola Autorità competente riguardo alle omologazioni del gruppo, cioè il ministero italiano dei Trasporti».

 

modello Fca dieselgatemodello Fca dieselgate

Il Lingotto fa presente «di non essere stato ancora messo al corrente dei fatti che costituirebbero il fondamento dei rilievi mossi dall'Autorità Antifrode e si augura di avere quanto prima l'opportunità di poter rispondere». Torino ricorda, inoltre, di aver già fornito ampia dimostrazione all'Authority e al ministero dell'Ambiente del fatto che i risultati di taluni test non corrispondono a quelli condotti dal ministero dei Trasporti italiano e da Fca. Da qui «le più ampie riserve in merito a test effettuati su un singolo esemplare del modello interessato e secondo metodologie di prova non previste dalle normative attuali».

 

grandcherokee fca dieselgategrandcherokee fca dieselgate

Il nuovo fronte francese non aiuta Fca in Borsa. Le azioni, infatti, sono tornate ieri sotto i 10 euro (9,68) dopo essere scese del 2,9% e aver segnato un calo in mattinata del 5%. A poco, in proposito, è servita la schiarita in vista con la Germania. Berlino, infatti, si appresterebbe a ritirare le accuse mosse a Fca, visto l'impegno del gruppo, peraltro già preso volontariamente un anno fa, di modificare il settaggio delle centraline dei propri motori Diesel allo scopo di migliorare le prestazioni in termini di emissioni in condizioni di guida reali. A mancare è solo la ratifica ufficiale dell'accordo da parte di Bruxelles. Banca Akros sostiene che, a questo punto, Fca potrebbe fare un'intesa simile anche con le autoritá Usa: decidere cioè di collocare sulle proprie auto centraline piú sofisticate.

john elkann presidente del gruppo fcajohn elkann presidente del gruppo fca

 

Dalle emissioni al mercato: ok le immatricolazioni in Europa, dove in gennaio le vendite generali di auto sono stimate in crescita del 9,5%; ancora giù, invece, in Brasile (-8,4%) anche se il peggio è considerato passato. In forte affanno, nel Paese, è invece Fca (-24,4%), nonostante il +16% di Jeep. Bene i veicoli commerciali del Lingotto (+65%), su un mercato salito del 27%.

 

Inizio d'anno con il bonus, infine, per i dipendenti italiani di Fca: riceveranno questo mese il premio legato ai risultati 2016. Ai dipendenti di Melfi, Cassino e Atessa il bonus sarà di circa 1.320 euro. Una cifra maggiore andrà invece agli addetti di Pomigliano e Verrone. Il premio riguarda anche i lavoratori di Cnh Industrial.

MARCHIONNE BORSA FCAMARCHIONNE BORSA FCA

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)