lawrence

IL PROFETA DELLA GUERRA POSTMODERNA? T.E. LAWRENCE – FU IL CONSIGLIERE INGLESE AD INVENTARE LA GUERRIGLIA TRIBALE COME STRUMENTO DI LOTTA: PERSINO LA STRATEGIA DELL’ISIS E LA CAMPAGNA DI TERRA PER CONTRASTARLA SONO FIGLIE DI QUELLA SUA INTUIZIONE 

lawrencelawrence

 

Fernando Gentilini per la Stampa

 

Nel colossal di David Lean, l' attacco finale ad Aqaba avviene a passo di carica. Da una parte ci sono Lawrence d' Arabia/Peter O' Toole e Auda abu Tayi/Anthony Quinn alla testa delle tribù arabe, e dall' altra c' è la guarnigione turca che tenta invano di resistere.

In realtà, in quel 6 luglio del 1917, non fu sparato neanche un colpo per strappare Aqaba ai turchi e cambiare le sorti del primo conflitto mondiale nel Vicino Oriente. La battaglia era stata vinta prima, senza combattere: nel momento in cui T.E.

 

Lawrence aveva deciso di prendere Aqaba alle spalle, non dal mare, tenendosi il più lontano possibile dal nemico e dalla guerra guerreggiata.

 

Guardo la scena del film sull' iPad, voglio vedere se la ricordo bene. La ragazza israeliana che mi siede a fianco sbircia anche lei e abbozza un sorriso. Sto percorrendo il deserto del Negev in bus, da Gerusalemme a Elat.

 

Conto di passare la frontiera giordana a piedi e poi prendere un taxi fino ad Aqaba.

Ci vorranno sei ore in tutto e mi fa strano pensare che a T.E. Lawrence occorsero due mesi di marcia per arrivarci, attraverso un deserto micidiale che i beduini ancora chiamano al-Houl, «Il Terrore».

 

lawrencelawrence

Lawrence, oltre che archeologo, orientalista, traduttore dell' Odissea, cartografo militare, scrittore e tante altre cose, fu un intellettuale capace di intuizioni belliche geniali. La prima: provare a sconfiggere i turchi riunendo tribù arabe da sempre rivali. La seconda: adottare la guerriglia come strumento di lotta. Nacque così il profeta della guerra postmoderna. Perché le rivoluzioni di Lenin, Mao e del Che, le operazioni di counter-insurgency irachena e afghana, e persino la strategia dell' Is e la campagna di terra per contrastarla, non sono altro che figlie e figliastre di quelle due intuizioni.

 

Guerriglia e tribù Lawrence concepì la sua teoria nell' aprile del 1917, mentre giaceva febbricitante in una tenda. È illustrata nei capitoli XXXIII e LIX de I Sette Pilastri della Saggezza , e in modo più organico alla voce Guerriglia dell' Enciclopedia Britannica , edizione 1929. In una frase: nel deserto la dislocazione dell' esercito nemico è secondaria, perché le tribù guerriere combattono con il movimento, il sabotaggio e la propaganda.

 

lawrencelawrence

Gli elementi da tener presenti sono tre: algebrico, biologico e psicologico. Il primo riguarda le cose, cioè i mezzi, le risorse, le munizioni e tutto ciò che bisogna saper occultare al nemico. Il secondo è la vita del guerriero: che si protegge sabotando e bloccando le vie di rifornimento anziché accettando lo scontro frontale.

Terzo le idee: con cui contagiare le popolazioni per convincerle a stare dalla parte di chi lotta per la loro libertà.

 

Per ragionare su come tenere insieme tribù e clan divisi da sempre Lawrence trae spunto dalla situazione siriana. Il concetto di base è che bisogna evitare sovrapposizioni.

Cioè impiegare clan e tribù solo nei loro territori. Le tribù vanno usate in base alle loro specificità, da cui dipende anche l' assegnazione degli obiettivi. E poi va esaltata l' ubiquità del guerriero «marchiato dal nomadismo», la sua indisciplina che è sinonimo d' intelligenza tattica. Il deserto è un oceano: uno spazio da navigare, che non può essere conquistato né difeso.

 

Aba el-Lissan Non era tutta farina del suo sacco. All' idea di sconfiggere i turchi tramite una sollevazione araba si lavorava incessantemente a Londra e Parigi.

Mentre le guerre anglo-boere e la ribellione mahdista avevano reso evidente il ruolo di commando e irregolari in un conflitto asimmetrico.

 

Lawrence seppe adattare queste idee al deserto, sottoporle alla prova dei fatti. E in tal senso la presa di Aqaba senza combattere fu una specie di prova del nove.

A dire il vero un combattimento sulla via di Aqaba ci fu, cento chilometri a Nord, nel villaggio di Aba el-Lissan.

 

Quando il 2 luglio i rivoltosi affrontarono un distaccamento turco proveniente da Ma' an che si era interposto tra loro e il mare. Raggiungo il luogo dello scontro in auto da Aqaba, risalendo le gole di Wadi Ithum.

lawrencelawrence

La morfologia spiega tutto: sarebbe stato inutile prendere Aqaba dal mare, perché i turchi, controllando l' entroterra montuoso, avrebbero facilmente impedito ai ribelli di avanzare verso Damasco.

 

Per capire Aba el-Lissan basta fare la conta dei morti: due ribelli arabi e trecento soldati turchi. Auda lanciò la carica all' improvviso, dalle colline. E i suoi ebbero facilmente la meglio sui turchi, accampati nella conca attorno ai pozzi. T.E. poteva essere soddisfatto, nonostante la carneficina: la strada per Aqaba era di nuovo aperta. E quattro giorni dopo, il 6 luglio, gli arabi avrebbero issato la bandiera della Rivolta davanti al porto, nel punto esatto dove sventola ancora oggi.

lawrence d'arabia librolawrence d'arabia libro

 

Cosa resta di Wadi Rum Ci sono arrivato un po' prevenuto, lo ammetto. Nel senso che lo sapevo che i finti campi beduini, la finta sorgente di El Orenz e la sua finta casa di pietra mi avrebbero intristito... E poi ci si è messa pure la guida. Che per tutto il giorno, come un disco rotto, ha continuato a ripetere che Lawrence era un semplice artificiere, che gli arabi avevano fatto tutto da soli, e che anzi gli inglesi alla fine li avevano traditi, spartendosi il bottino con i francesi (da queste parti l' accordo Sykes-Picot lo conoscono tutti!).

 

Fortuna che di sera a Wadi Rum il deserto torna quello di sempre. Cala il silenzio, si accendono le stelle, i pensieri ridiventano chiari. Non m' importa se T.E. ha fatto il doppio gioco, se s' è inventato un mucchio di cose e se ha partecipato alla Rivolta solo per scriverne il romanzo. A me, adesso, importa di stare qui, a contemplare questi bastioni di roccia rossa che furono il suo rifugio e il suo «paesaggio mentale».

 

lawrence d'arabia arabi prima guerra mondialelawrence d'arabia arabi prima guerra mondiale

David Lean ci ha ambientato una delle scene più spettacolari del film, quella in cui centinaia di guerrieri arabi, al grido di «Aqaba!», partono alla conquista del porto del Mar Rosso. In realtà a partire con T.E. Lawrence fu un commando di quaranta uomini. Non da qui, ma da Wejh, molto più a Sud. La missione era segreta, nessuno di loro sapeva dov' era diretto. Figuriamoci se gli era stato detto che stavano per inventare un nuovo modo di fare la guerra.

 

lawrence d'arabia 4lawrence d'arabia 4

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani pier silvio berlusconi marina

DAGOREPORT – A VOLTE NON DIRE NULLA È LA MIGLIORE RISPOSTA. GIORGIA MELONI NON S’È FILATO DI PEZZA SALVINI, RELEGATO SULLO SFONDO DELLA CONFERENZA STAMPA, LIMITANDOSI A MOLLARE UN PAIO DI SILURI XMAS NEL FONDOSCHIENA DEL VICE SEGRETARIO DEL CARROCCIO, ROBERTINO VANNACCI – MA NEL SUO ATTUALE CORSO ACCELERATO DI DEMOCRISTIANERIA APPLICATO ALLA REALPOLITIK, LA DUCETTA HA FATTO UN MONUMENTO DI SALIVA A QUEL ‘’MIRACOLO’’ BIPEDE DI ANTONIO TAJANI – UN MESSAGGIO DIRETTO ALLA FAMIGLIA BERLUSCONI CHE, UN GIORNO SÌ E L’ALTRO PURE, ANNUNCIA IL “LARGO AI GIOVANI”: CARA MARINA, DOLCE PIER SILVIO SU, FATE I CARINI, NON MI FATE FUORI L’UNICO SEGRETARIO DI PARTITO ORGOGLIOSO DI ENTRARE A PALAZZO CHIGI CON IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO… MA DOVE LO TROVO UN ALTRO MAGGIORDOMO COSÌ? GIÀ HO TRA I PIEDI QUEL ROMPICOJONI NON-STOP DI SALVINI…”

funerali crans montana

DAGOREPORT - ANCHE NOI, COME TUTTI, CI STRINGIAMO AL DOLORE PER I RAGAZZI ITALIANI MORTI A CRANS-MONTANA. LO STATO SI È IMMEDESIMATO NEL RUOLO DI MADRE E DI PADRE, CON SINCERA VICINANZA, MA O SI IMMEDESIMA PER TUTTI E SEMPRE (OGNI TRE GIORNI CI SONO DUE MORTI SUL LAVORO) O È MEGLIO CHE RESTI IL GARANTE DELLE REGOLE. NON ERANO SOLDATI DI VENT’ANNI CADUTI NELLA DIFESA DELLA PATRIA PER I QUALI È OBBLIGO MORALE CHINARSI SULLA BARA E I FUNERALI DI STATO…SONO STATI DEI RAGAZZINI DANNATAMENTE SFORTUNATI, COSÌ COME QUELLI SVIZZERI E FRANCESI, LE CUI SALME SONO RIMASTE O RIENTRATE IN SILENZIO - IN QUESTA TRAGEDIA LA COMPASSIONE PER IMMEDESIMAZIONE È RISULTATA PLASTICA NELLE NOSTRE DUE POLITICHE PIÙ NOTE: MELONI, CHE SI È PRESENTATA SULLA SCENA POLITICA AL GRIDO DI “SONO UNA MADRE” SI È COMPORTATA DA MADRE, MA È PRIMO MINISTRO. ELLY SCHLEIN, NON MADRE E DI PASSAPORTO SVIZZERO, SI È COMPORTATA DA SVIZZERA, IN SILENZIO SULLE REGOLE DI QUESTO SUO ALTRO PAESE. TROPPO MAMMA E TROPPI PASSAPORTI PER TROPPO DOLORE?

khamenei damad iran proteste

DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO SPERANO, IL REGIME TEOCRATICO LO TEME: AL DODICESIMO GIORNO DI PROTESTA, LE VIOLENZE SI MOLTIPLICANO E IL POTERE DI KHAMENEI È SEMPRE PIÙ FRAGILE – LA PRESA DELLA DITTATURA REPRESSIVA SI STA INDEBOLENDO AL PUNTO CHE SI INIZIA A PARLARE DI TRANSIZIONE, E CRESCONO LE QUOTAZIONI DELL’AYATOLLAH MOSTAFA MOHAGHEGH DAMAD, CHE IN UN DISCORSO RECENTE HA ATTACCATO NIENTEPOPODIMENO CHE LA GUIDA SUPREMA – IL FALLIMENTO DEL REGIME È TOTALE: DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA. ESSERSI LEGATO MANI E PIEDI A RUSSIA E CINA HA ELIMINATO POSSIBILI ACCORDI ECONOMICI CON L’OCCIDENTE, E I TERRORISTI FORAGGIATI PER ANNI (HAMAS, HEZBOLLAH, HOUTHI) SONO STATI SPAZZATI VIA FACILMENTE DA ISRAELE…

matteo salvini giorgia meloni donald trump

IN QUESTI TEMPI SPIETATI, C’È SEMPRE UNA CERTEZZA: MELONI DA UNA PARTE, SALVINI DALL’ALTRA. L'UNO CONTRO L'ALTRO ARMATI, PRONTI A GIRARE NELLE SALE DI PALAZZO CHIGI, "LA SORA CECIONI CONTRO MACISTE" - PER AVERE UN’IDEA DI QUANTO STIANO GIRANDO I MELONI AL SEGRETARIO DELLA LEGA, BASTA DARE UNA SBIRCIATINA AL VIDEO POSTATO DURANTE LE SUE VACANZE A NEW YORK. MANCO MEZZA PAROLA SULLO SCONCIO BLITZ DI TRUMP A CARACAS. ALTRIMENTI, SAREBBE STATA UNA PAROLACCIA: DURANTE IL SOGGIORNO NEWYORKESE, IL POVERINO LE AVREBBE PROVATE TUTTE PUR DI AVERE INCONTRI CON QUALCHE TIRAPIEDI DELL’ENTOURAGE DELLA CASA BIANCA, INUTILMENTE - AL DI LÀ DELLA GEOPOLITICA, IL PIÙ BOMBASTICO CAMPO DI BATTAGLIA SARÀ LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE. E QUI LO SFRENATISSIMO SALVINI POTREBBE FINIRE DI NUOVO SOTTO L'INFLUSSO DEL "PIANETA PAPEETE" SFANCULANDO L'ARMATA BRANCA-MELONI (PER INFORMAZIONI, CHIEDERE A GIUSEPPE CONTE)

trump putin macron starmer

DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A MANDARE UN MESSAGGIO A TRUMP E PUTIN: GUARDATECI, CI SIAMO ANCHE NOI. LONDRA E PARIGI, UNICHE POTENZE NUCLEARI EUROPEE E MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, MA SONO STATI BEN ATTENTI A NON CONDANNARE IL BLITZ AMERICANO IN VENEZUELA. IL MOTIVO? ABBIAMO TROPPO BISOGNO DI TRUMP SULL’UCRAINA PER SFANCULARLO. IL TOYBOY DELL'ELISEO CI HA RIPENSATO SOLO QUANDO QUELLO L'HA PRESO PER IL CULO IMITANDOLO MENTRE LO PREGA DI NON FARGLI TROPPO MALE CON I DAZI – LA SIRIA A UN PASSO DALLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE: MA AL JOLANI PREPARA LA RESA DEI CONTI CON I CURDI…

marco rubio donald trump jd vance

DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO E PER FOMENTARE LA BASE PROVA A INCITARE I DEPUTATI USANDO LO SPAURACCHIO DELL’IMPEACHMENT. DELLA SERIE: SE MI METTONO SOTTO ACCUSA, FINITE SENZA POLTRONA ANCHE VOI – L’ISOLAMENTO DI VANCE È UN CONTENTINO ALLA BASE DEL “VECCHIO” PARTITO REPUBBLICANO, CHE PUNTA TUTTO SU QUEL VOLPONE DI MARCO RUBIO. MA ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO HA UNA GROSSA MACCHIA SUL CURRICULUM: DA FIGLIO DI ESULI CUBANI, PER FARE CARRIERA SI ERA INVENTATO CHE IL PADRE ERA FUGGITO DALL’ISOLA PERCHÉ ANTI-CASTRISTA (ERA UNA BALLA) – LA LOTTA PER LA CANDIDATURA NEL 2028 E I PRECEDENTI: SOLO DUE VOLTE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IL PARTITO DEL PRESIDENTE HA GUADAGNATO SEGGI ALLE MIDTERM…