E COSI’ XIA - “QUI NESSUNO DI NOI È LIBERO!”: IL J’ACCUSE DELLA SCRITTRICE E MOGLIE DEL PREMIO NOBEL PER LA PACE LIU XIAOBO

Giampaolo Visetti per "La Repubblica"

«Dite a tutti che non sono libera, qui nessuno di noi è libero, nemmeno io. Quando ti dicono che lo sono, io rispondo che non lo sono. Mi mancate tutti, grazie per il vostro sostegno».

Poche parole, gridate dall'auto in corsa della polizia politica che la conduce ad assistere all'ennesimo processo, questa volta contro il fratello Liu Hui. Così, dopo due anni e mezzo di mistero, riappare per la prima volta in pubblico per qualche minuto Liu Xia, 53 anni, scrittrice e moglie del premio Nobel per la pace Liu Xiaobo.

Ancora più magra e minuta rispetto all'ottobre 2010, mani giunte nel saluto buddista, berretto di lana nera, come sciarpa e giacca a vento, per proteggersi da un freddo che a Pechino in realtà è finito con l'inizio della primavera. Liu Xia però non può saperlo: è agli arresti domiciliari, priva di un'accusa e di un processo, colpevole solo di aver sposato un intellettuale che avrebbe scelto la via del dissenso politico, firmando "Charta 08".

Davanti all'ingresso del tribunale, nel distretto di Huairou, periferia nord di Pechino, alcuni operatori di tivù straniere riescono ad avvicinarla di nuovo e le immagini fanno il giro del mondo. Liu Xia ripete il suo appello essenziale per la libertà e contro la prigionia. Parole semplici, pronunciate senza drammatizzare i toni, quasi sorridendo con gli occhi buoni.

Il suo volto ora è però piegato dalla sofferenza, i grandi occhiali squadrati le ballano sul naso e togliendosi il berretto per il caldo dimenticato scopre un capo totalmente rasato, da detenuto. La censura del partito oscura subito riprese e frasi di Liu Xia, stranamente lasciata parlare qualche istante davanti alle telecamere, come già aveva cercato di impedire ai cinesi di sapere che il marito, "rieducato" per tre anni dopo il massacro in piazza Tienanmen, aveva vinto il Nobel andato anche al Dalai Lama.

Impossibile però oscurare la Rete e così il dramma dei coniugi Liu, oltre che nel resto del pianeta, riesplode anche nel sottosuolo della super-potenza che i nuovi leader hanno promesso di riformare. Liu Xia, di prima mattina, era stata fatta uscire di casa affinchè assistesse dal vivo alla condanna del fratello, accusato di una truffa milionaria in un affare immobiliare.

«Indizi inventati e senza prove - dice l'avvocato Mo Shaoping - per punire una volta di più la famiglia del Nobel incarcerato che imbarazza il potere». Liu Hui, arrestato a fine gennaio, si è dichiarato innocente e Liu Xia in aula è tornata a invocare, come per il marito, un «processo giusto sottratto agli obbiettivi del partito».

La scrittrice appare in buona salute, ma i parenti confidano che il suo aspetto tradisce «un esaurimento estremo» indotto dalla repressione. E' ai domiciliari dall'11 ottobre 2010, pochi minuti dopo l'annuncio del Nobel a Liu Xiaobo. Non ha potuto ritirare il premio a Oslo, quella "sedia vuota" è diventata l'icona contemporanea del regime, mentre dopo mesi di pressioni può visitare il marito in carcere una volta al mese.

Ogni venerdì, scortata dagli agenti, esce un'ora di casa per fare la spesa nello spaccio del quartiere. Chi ha tentato di andarla a trovare, come l'attivista Yang Kuang ai primi di marzo, è stato arrestato.

L'assenza di un'accusa qualsiasi, anche inventata, ha trasformato il sacrificio di Liu Xia, detenuta in quanto moglie, in un simbolo della lotta per i diritti civili in Cina, al livello dello stesso Liu Xiaobo. E il suo destino la accomuna ora all'archistar Ai Weiwei, punito per aver denunciato lo scandalo delle «case di tofu» dopo il terremoto di cinque anni fa nel Sichuan.

Una beffa. Laggiù la terra sabato ha tremato ancora, altre vittime, altri dissidenti esclusi dagli aiuti, altre accuse censurate: mentre il sisma della denuncia-lampo di Liu Xia, riemersa pochi istanti dal nulla per chiedere di non essere dimenticata, torna a imbarazzare la quinta generazione degli eredi di Mao Zedong.

 

XIAOBO E XIA jpegMOGLIE NOBEL LIU XIA XIAOBO LIU XIABO LIU XIABO

Ultimi Dagoreport

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI È SOLA INSIEME A QUEL PUZZONE DI ORBAN A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO - NEL MENTRE, A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…