allevamenti di maiali con cui verra prodotto prosciutto di parma 2023parmaschifo

SI FA CARNE DI PORCO SUL PROSCIUTTO DI PARMA - “REPORT” MOSTRA CHE NEGLI ALLEVAMENTI DI MAIALI CON CUI VERRÀ PRODOTTO IL SALUME “DOP” GIRANO DEI SORCI CHE VENGONO MANGIATI DAI SUINI (E QUINDI ANCHE DA CHI SI PAPPERÀ IL PROSCIUTTO) – IN UNO STABILIMENTO VICINO CREMONA È STATO MESSO IL VELENO PER UCCIDERE I TOPI, MA QUESTO RISCHIA DI FINIRE NELLO STOMACO DEI MAIALI - L’ENTE CONTROLLORE (IL “CSQA”) DOPO UNA SERIE DI MULTE HA CHIESTO AGLI ISPETTORI DI CHIUDERE UN OCCHIO SULLE IRREGOLARITA' E...

 

Estratto dell’articolo di Giuseppina Scaccabarozzi per www.ilfattoquotidiano.it

 

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Un rapporto di “sudditanza” quello fra il controllore CSQA, l’ente di certificazione di sistema e di prodotto, e il controllato, il Consorzio del Prosciutto di Parma, che ha portato alla sospensione dell’ente certificatore decisa dal ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, nel febbraio del 2022.

 

Eppure, il 21 dicembre 2022 il ministero di Francesco Lollobrigida ha confermato nuovamente l’incarico a CSQA, che controllerà gli allevamenti, i macelli e i prosciuttifici del Consorzio per i prossimi tre anni. Sulla base di quali garanzie di imparzialità?

 

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È la domanda alla base della nuova inchiesta di Report, Che porci!, a firma di Giulia Innocenzi, che andrà in onda lunedì alle 21.20 su Rai3 e che mostrerà immagini choc di diversi allevamenti di suini destinati a diventare il prestigioso prosciutto di Parma.

 

Come per esempio un allevamento in provincia di Cremona infestato dai topi. Per correre ai ripari l’allevatore utilizza il rodenticida, ma anziché metterlo “in contenitori per esche a prova di manomissione”, come recitano le istruzioni per l’uso, lo sparge nei corridoi e sulle gabbie delle scrofe. Il rischio è che non siano solo i topi a mangiarselo, ma anche i suini.

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Quel che è certo, perché catturato dalle immagini ottenute dall’associazione Last Chance for Animals e date in esclusiva a Report, è che capita che i suini si mangino i topi, soprattutto quelli che muoiono nei loro recinti. Sono topi morti dopo aver ingerito il veleno? Se così fosse questo potrebbe entrare in circolo nel suino, finire nei muscoli, e infine al consumo umano.

 

In un altro allevamento, in provincia di Brescia, le carcasse dei suini che muoiono in allevamento vengono lasciate all’aperto per diversi giorni, anziché essere riposte in una cella frigo in attesa che le ritiri una ditta di smaltimento specializzata. Questo comportamento è contrario alle norme di biosicurezza, oggi una priorità per scongiurare la diffusione di virus e malattie. […]

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Com’è possibile che tutto questo avvenga in alcuni degli allevamenti dell’eccellenza delle DOP italiane? I controlli, dicevamo. Il primo livello è quello dei servizi veterinari che hanno il compito di vigilare sulle condizioni delle strutture e degli animali per verificare che sia garantito il “benessere”.

 

Il secondo livello, quello che monitora soltanto gli allevamenti i cui suini finiranno nel circuito delle DOP, è garantito dall’ente certificatore. Nel caso del Consorzio del Prosciutto di Parma è il CSQA, il principale ente italiano che controlla più di settanta prodotti, ad aver assunto l’incarico nel gennaio del 2020, in seguito a quello che è stato ribattezzato il più grande scandalo nel mondo delle DOP.

 

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Si era scoperto, infatti, che per fare il prosciutto di Parma venivano usati anche i maiali danesi che hanno il vantaggio di crescere prima e ingrassare di più e quindi di portare più chili al macello, traducendosi in un maggiore guadagno per tutti. Ma questa genetica è vietata dal Disciplinare, e quindi furono distolti dal circuito DOP più di un milione di prosciutti.

 

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Il Consorzio si affida allora a un nuovo ente certificatore: il CSQA. Il nuovo piano dei controlli adottato era molto rigoroso e produceva quindi molte non conformità che si traducevano in multe. I produttori del Consorzio – racconta Report – si lamentano e l’ente certificatore per non perdere il cliente – che gli vale circa sei milioni di euro l’anno – corre ai ripari, chiedendo ai propri ispettori di chiudere un occhio sulle irregolarità.

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In alcuni casi, testimonia l’inchiesta di RAI3, vengono stracciati i verbali già redatti, così da non far scattare le multe. Alcuni dipendenti di CSQA non ci stanno e nel dicembre del 2020 scrivono al ministero dell’Agricoltura, che nel 2021 indaga in segreto e conferma alcune anomalie segnalate. […]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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