SOLDI, SANGUE E SESSO: UN RICATTO A MARCINKUS DIETRO LA MORTE DI JEANETTE DE ROTHSCHILD?

Da "Corriere.it"

Era una splendida donna dal sorriso dolcissimo e di 40 anni appena compiuti quando - il 29 novembre 1980 - sparì in una tormenta di neve. Per l'aristocrazia e l'alta finanza fu uno choc : lei, la baronessa Jeanette de Rothschild, ricca, invidiata, invitata in ogni salotto. Nata a Londra da famiglia borghese, doveva il suo blasone alle nozze celebrate poco più che ventenne con Evelyn de Rothschild, rampollo della dinastia di banchieri.

Ma anche dopo il divorzio (seguito da un buon secondo matrimonio con l'imprenditore Stephen May) l'ex baronessa non aveva perso né fascino né contatti col bel mondo: frequentava le aste da Christie's, collezionava oggetti d'arte, viaggiava. Fino alla tragedia, che inghiottì lei e un'amica: circa un anno dopo - il 27 gennaio 1982 - gli scheletri calcificati della nobildonna e della sua segretaria Gabriella Guerin furono trovati sui monti del maceratese. Un giallo d'alto bordo su cui la giustizia si era arresa da tempo. Ma che adesso, 32 anni dopo, torna d'attualità.

È dall'ininterrotto flusso di autoaccuse, rivelazioni, riscontri, indizi e mezze verità consegnato alla Procura da Marco Fassoni Accetti, il fotografo indagato per i sequestri di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, che si apre questo inaspettato squarcio su un altro torbido mistero del secolo scorso.

La connessione tra ciò che il superteste riferisce e la fine della baronessa Rothschild non è diretta: «Il gruppo di laici e religiosi di cui facevo parte, che nell'83 si rese responsabile del sequestro simulato delle due quindicenni - ha messo a verbale l'indagato davanti al procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo - in realtà era operativo da tempo.

Iniziammo collocando microspie nell'auto di qualche monsignore e captando informazioni coperte dal Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa. Il nostro principale obiettivo era salvaguardare il dialogo tra Santa Sede e Paesi dell'Est e quindi contrastare la politica anticomunista del papa polacco, basata sui fondi inviati dallo Ior a Solidarnosc».

Questa la premessa: è dunque sulla banca vaticana che il «nucleo di controspionaggio», agendo per conto di religiosi dissidenti con il supporto di qualche elemento deviato dei servizi segreti, punta gli occhi già a fine anni '70. E proprio qui, nel lungo racconto, entra in gioco la sfortunata Jeanette.

«Per defenestrare il presidente dello Ior Marcinkus, di cui si conoscevano le debolezze - ha detto Accetti - pensammo d'indurre donne altolocate ad accusarlo di molestie. Una di questa fu la baronessa Rothschild, da noi scelta per i legami d'interesse tra la dinastia e gli ambienti vaticani, nonché per la sua conoscenza personale, rafforzata dalla comune passione per l'araldica, del delegato nel Regno Unito, monsignor Bruno Heim, a noi vicino».

Ecco: la ricostruzione, collocata tra il 1979 e l'80, arriva a questo punto. Accetti, se non mente, altro non dice o non sa. Lasciando in sospeso alcune domande. La prima: la baronessa frequentò o no Marcinkus nel torrione dello Ior o nei salotti del potere romano e vaticano, affumicati dall'acre odore del suo sigaro? Secondo punto, cruciale: lo accusò realmente di avances?

E ancora: la scomparsa di Jeanette, avvenuta mentre era nelle Marche con la sua amica per occuparsi di una tenuta, fu forse conseguenza della guerra di potere in corso all'ombra del Cupolone? D'altronde, che la falsa testimonianza della nobildonna ci sia stata o no, non si può escludere che le sole voci di un ricatto sessuale ai danni di Marcinkus possano aver suscitato l'esigenza di «tacitare» tutto.

Nella prima fase dell'inchiesta si parlò di assideramento delle donne durante una passeggiata sotto la neve. Poi le perizie non esclusero il duplice omicidio, ma la magistratura non riuscì a venirne a capo e nell'87 il caso fu archiviato.

Oggi, a scanso di equivoci, Marco Accetti in sede d'interrogatorio insiste: «Quando sapemmo della scomparsa della baronessa, pensammo che fosse stata un'operazione della parte a noi avversa, che a sua volta sospettò di noi. Un fatto è certo: il mio gruppo era completamente estraneo». Giallo riaperto, insomma: le concatenazioni del caso Orlandi-Gregori, e tutto ciò che sembrano aver tenuto sotto traccia per oltre tre decenni, non smettono di stupire.

 

jJEANETTE DE ROTHSCHILDeanette JEANETTE DE ROTHSCHILD ellen dorothy jeannette bishop JEANETTE DE ROTHSCHILD ellen dorothy jeannette bishop baronessa b

Ultimi Dagoreport

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...