urbano cairo vittorio feltri

“CAIRO NON SPENDE, È PATOLOGICAMENTE PERMALOSO E AMA ESSERE OSSEQUIATO” - RITRATTONE DI URBANETTO BY FELTRI: “QUANDO FONDAI ‘LIBERO’ AVVIAI UN NEGOZIATO PER AVERLO IN SOCIETÀ, AL TERMINE DEL QUALE VENNE STABILITO CHE IO AVREI SBORSATO 200 MILIONI DI LIRE PER RIFINANZIARE L’ATTIVITÀ. LO FECI, MA DI QUEI SOLDI PERSI OGNI TRACCIA, E ANCHE DI LUI. DA ALLORA L’HO RINCONTRATO VARIE VOLTEMA QUEI DENARI, CHE AVREI VOLUTO INDIETRO, NON ERANO MAI CON LUI. UNA VOLTA DISSI CHE NON AVREBBE FATTO BENE A SCENDERE IN POLITICA PERCHÉ NESSUNO CONOSCE IL SUO NOME, E AGGIUNSI: MIA MOGLIE PENSA CHE CAIRO SIA SOLO LA CAPITALE DELL’EGITTO. NON MI PARLÒ PIÙ PER MOLTO TEMPO…”

Estratto dell’articolo di Vittorio Feltri per “Libero quotidiano”

 

Vittorio Feltri 2

[…] Ho già scritto più volte, con ammirazione, che Urbano Cairo è uno che non sbaglia un colpo. Ha certamente avuto un maestro di una certa qualità, Silvio Berlusconi, alla cui corte è nato come pubblicitario, e poi ha seguito la traccia a gessetto dei suoi contorni, almeno fino a un certo punto (anche solo perché dall’ombra di Silvio è destinato a debordare, è alto 1,75, cioè non un gigante, ma comunque dieci centimetri in più): squadra di calcio, televisione (La7), editoria (Mondadori), settimanali e quotidiani (Corriere della Sera).

 

urbano cairo foto di bacco (2)

Quando era studente alla Bocconi, chiamò Edilnord e chiese del Cavaliere. La segretaria non glielo passò. Richiamò e disse: «Ho due idee eccezionali, se non le posso spiegare al dottor Berlusconi lei rischia di fargli un danno». Ottenne un appuntamento con Dell’Utri e infine con Silvio. Le due idee erano «informazione» e «interconnessione». Berlusconi gli rispose che le aveva già avute lui, ma il ragazzo gli piacque e lo volle al suo fianco. Per tenerlo «basso», lo chiamava «aspirante assistente».

 

Quando nel 1995 fondò la Cairo Pubblicità, Urbano teneva i colloqui di lavoro al bar milanese Sant Ambroeus, poi mise un annuncio sul Corriere e fece dei biglietti da visita con un occhio come logo, in campo rosso: «Dagli occhi di una persona si capisce tutto».

Berlusconi una volta aveva detto di lui a Montanelli che i suoi occhi emanavano bollicine di intelligenza, e Montanelli gli aveva risposto, sbagliando: «Se segue i tuoi ritmi, le bollicine scompariranno».

 

SILVIO BERLUSCONI E URBANO CAIRO

Le bollicine, infatti, sono rimaste lì: avendo un talento proprio e un carattere praticamente opposto al suo maestro, per non dire delle inclinazioni politiche, Cairo almeno fino a ora ha evitato […] di scendere in campo. Una volta si sbilanciò dicendo che avrebbe voluto rinascere Berlusconi, poi lo chiamarono Berluschino, cosa che gli dava molto fastidio: nel 2013, quando gli venne riformulata la domanda, ritrattò: «Vorrei rinascere Urbano Cairo». A Silvio e Veronica Lario, come dono di nozze, regalò un ritratto d’autore fatto dipingere per l’occasione, che raffigurava...lui.

 

urbano cairo foto di bacco (1)

[…] Apparire gli piace poco, concede poche interviste, parla malvolentieri e per filosofia preferisce fare cose e lasciare che si annuncino da sé. E poi non è per niente prodigo, mentre, come si sa, la politica è un fondo perduto di uscite finanziarie. Attento anche alla cancelleria, ha lanciato un intero gruppo di settimanali popolari ed è riuscito nell’impresa di risanare il Corriere.

 

Quando, dopo aver acquistato La7 nel 2013, diede uno sguardo ai conti, gli prese un colpo vedendo che i taxi erano costati 500.000 euro nel solo anno precedente. L’emittente perdeva 100 milioni l’anno: «Mentre mi lavavo le mani in bagno ho pensato: ci ho messo un minuto, ho perso mille euro». Otto mesi dopo era in pareggio. Quando nel 2016 prese il controllo di RCS, avocò a sé tutte le deleghe: «Quando esce un euro, voglio sapere esattamente perché e come».

 

carlo de benedetti urbano cairo

Anche Massimo Ferrero, patron della Sampdoria, lo prese in giro per la parsimonia: «Ha i soldi di cioccolato, quando li mette in tasca poi si squagliano e spariscono». E perfino io ho fatto le spese della sua scaltrezza e attenzione alla moneta: nel 1994 lui era a capo della pubblicità Mondadori io dirigevo Il Giornale. Raddoppiai le vendite e, ovviamente, bussai a quattrini alla sua porta. Mi rispose: «Non ti do una lira». Litigammo ma non ci fu niente da fare. Cinque anni dopo fondai Libero, che non navigava in acque calme, e con Urbano avviai un negoziato per averlo in società, al termine del quale venne stabilito che io avrei sborsato 200 milioni di lire per rifinanziare l’attività.

urbano cairo presentazione dei palinsesti 2023 di la7 3

 

Lo feci, ma di quei soldi persi ogni traccia, e anche di lui. Da allora l’ho rincontrato varie volte, ci siamo parlati sempre amichevolmente, ma quei denari, che avrei voluto indietro, non erano mai con lui.

 

Va detto che Urbano Cairo ha anche dei difetti, dice di essere disordinato e impaziente, ma la verità è che certe cose se le può dire solo lui: è patologicamente permaloso, si arrabbia anche quando gli si dice che è spettinato. Una volta in un’intervista a ItaliaOggi dissi che non avrebbe fatto bene a scendere in politica, non solo per tutti i rischi, ma anche perché nessuno conosce il suo nome, e aggiunsi: mia moglie, per esempio, pensa che Cairo sia solo la capitale dell’Egitto. Non mi parlò più per molto tempo. […] Urbano ama essere ossequiato, quando passa bisogna usare il turibolo e aspergere d’incenso la via sulla quale cammina (ecco, adesso mi toglierà il saluto di nuovo).

URBANO CAIRO LEGGE LA GAZZETTA 1

 

[…] I due peggiori nemici di un buon amministratore sono la fretta e la paura, e Cairo, che è forse il miglior amministratore italiano, non è affetto da nessuno dei due. […] da quando Cairo guida il Toro i granata non hanno più sofferto guardando il basso, ma solo guardando verso l’alto della classifica, che dista ancora un tantino così. Inoltre, a puntare sul gruppo si spende di meno […]

 

Come calciatore, manco a dirlo, Urbano Cairo era un «veneziano», per sua stessa ammissione, un’ala destra che si teneva la palla allo spasimo, non la passava mai e dribblava tutto quello che aveva a tiro. […] Cairo è così, punta sul rischio più calcolato e non lo fa vedere a nessuno, è paziente e accorto, quindi alla fine sembra un miracolista. Ma in realtà il talento che gli permette di sfruttare tutti gli altri talenti che ha è la freddezza, unita al senso pratico […]

urbano cairo festival della tv dogliani

 

[…] Se ho visto giusto, per come lo conosco, Urbano Cairo scenderà in politica quando si ghiaccerà l’inferno. Il suo posto ideale, ovviamente, sarebbe il centro. È fiero nemico di Reddito di cittadinanza e Quota cento, perché considera, a ragione, che non si possa fondare la rinascita di un Paese sui sussidi e sul pensionamento delle persone. Ma ha visto nascere e finire nell’indifferenza gente ben più attrezzata di lui, come Stefano Parisi con Energie per l’Italia, Luca Cordero di Montezemolo con Italia Futura, Corrado Passera con Italia Unica, Flavio Briatore con quel suo Movimento del Fare. […]

urbano cairo foto mezzelani gmt5taylor mega e urbano cairoURBANO CAIROurbano cairo foto mezzelani gmt001urbano cairo

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)