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LO SCHERZETTO VE LO FA IL CONTO IN BANCA – SIETE CURIOSI DI SAPERE QUANDO SPENDONO QUEGLI ALLOCCONI DEGLI AMERICANI PER HALLOWEEN? – QUEST’ANNO SI PARLA DI UN GIRO D’AFFARI DI 8,8 MILIARDI CON UNA SPESA DI CIRCA 86 DOLLARI CIASCUNO – E SE LA FESTA È DIVENTATA SEMPRE PIÙ UN PRIMO TERMOMETRO DELLA SALUTE DELL’ECONOMIA DI NATALE, ALLORA...

Marco Valsania per "www.ilsole24ore.com"

 

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Non è ancora il Thanksgiving, l’avvio ufficiale della grande stagione delle vendite di fine anno, capace di fare o disfare le fortune della Corporate America. Ma Halloween è diventato sempre più un primo termometro della salute dell’economia di Natale, che quest’anno sembra pronta a dar prove di solidità: nel 2019, stando alle stime provvisorie della National Retail Federation, i consumatori americani avrebbero speso almeno 8,8 miliardi di dollari, buoni per la terza posizione nella classifica di questa speciale festività dalla recessione del 2008 in avanti; e vicini ai 9 miliardi di attività generati un anno fa e al record assoluto di 9,1 miliardi registrato nel 2017.

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Ben sette americani su dieci hanno celebrato Halloween, spendendo in media 86 dollari ciascuno anche se su oggetti del desiderio spesso mirati: costumi, dai più fantasiosi a tradizionali maschere da film dell’orrore, assieme a sacchi di caramelle e dolci per il “Trick or Treat”, dolcetto o scherzetto.

 

Un segno ulteriore che le famiglie americane si dimostrano oggi il miglior pilastro di un’espansione da record di longevità, dopo che gli ultimi dati sul Pil del terzo trimestre avevano già attribuito proprio alla spesa al consumo l’intera crescita al passo dell’1,9% dell’attività economica del Paese.

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Basti pensare, per dare la misura dell’attuale performance, che nel 2009 scosso dalla crisi il business di Halloween valeva poco più della metà rispetto a oggi, cinque miliardi.

Per far fronte alla particolare crescente domanda adesso generata dall’appuntamento - ribattezzato da qualcuno “capitalismo in costume” per dare conto della crescente commercializzazione - aprono oggi nuovamente i battenti moltissimi negozi cosiddetti pop-up, temporanei, a volte in locali rimasti vuoti per la lunga crisi di vecchi retailer, anche se poi chiuderanno le porte altrettanto rapidamente nei giorni successivi ibernandosi fino all’appuntamento dell’anno prossimo.

 

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L’esplosione dell’attività coinvolge il commercio elettronico, pari al 25% degli acquisti di Halloween: Amazon domina con una quota dell’85% delle vendite di costumi, seguita a distanza da Targat e da Walmart.

 

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Fioriscono, da una costa all’altra degli Stati Uniti, oltre a quella dei costumi e abbigliamento, l’industria delle decorazioni e dell’intrattenimento, con case stregate e altri spettacoli o iniziative a tema. Una kermesse nazionale, insomma, dedicata certo ai più giovani ma che mantiene una robusta capacità di attrazione per gli adulti.

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Ben il 47% degli americani indossa infatti per l’occasione un costume intero o quantomeno parziale - e il 17% compra accessori speciali persino per gli animali domestici (in questa categoria domina la zucca).

Proprio i costumi - principesse e super-eroi non battono mai in popolarità vampiri e streghe - sono la voce singola più preziosa dell’appuntamento: un business da 3,2 miliardi di dollari, contro i 2,6 miliardi “investiti” in caramelle e dolci, i 2,7 miliardi in decorazioni e i 390 milioni in cartoline di auguri da paura.

 

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I riflessi allargati di questa frenesia si vedono nella creazione di decine di migliaia di posti di lavoro, nonostante siano spesso temporanei: solo in Arizona, ad esempio, l’osservatorio economico dell’Università statale ha calcolato che le assunzioni nette, nelle settimane che hanno portato a Halloween, siano ammontate a cinquemila persone e che l’impatto economico per lo Stato sia valso 150 milioni di dollari, da business quali il retail fino a trasporti e consegne

 

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Halloween, sotto il profilo economico, può però servire agli analisti anzitutto quale barometro di quello che è l’appuntamento più atteso, l’avvicinarsi del Natale e del Capodanno a partire dalle colossali vendite e svendite del Giorno del Ringraziamento nell’ultimo week-end di novembre. La stagione di Natale, per dare cifre che consentano paragoni, vale oltre 700 miliardi di dollari. Un quinto delle vendite retail annuali americane.

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Thanksgiving, l’ultimo giovedì del mese, e il venerdì subito successivo sono da sempre giornate record per gli acquisti. E il periodo che segue, secondo le previsioni di Deloitte, vedrà aumenti complessivi delle vendite, per le quali Halloween è di buon auspicio, tra il 4,5 e il 5 per cento. Con impennate del 14-18% (ad un totale di forse 149 miliardi) sul fronte digitale, più dell’11,2% messo a segno un anno fa e indicativo della continua marcia dell’e-commerce.

 

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Oltre un quarto dei consumatori intende aumentare la spesa quest’anno rispetto all’anno scorso e il 61% prevede di spendere cifre uguali, una combinazione che fa ipotizzare una media individuale di 758 dollari di acquisti in risposta agli appelli di Babbo Natale.

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Non mancano polemiche e dibattito su spinte sfrenate ai consumi. Se oggi gli americani risparmiano di più, il fardello del debito delle famiglie - e soprattutto dei giovani - rimane molto elevato e considerato rischioso. Qualcuno denuncia inoltre costi nascosti degli exploit. A cominciare da quelli ambientali: nel caso della sola Halloween occorrerà alla fine fare i conti, stando alle stime, con “l’orrore” di oltre duemila tonnellate di rifiuti di plastica.

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