lily king

IL TRIANGOLO… SI’! – LA SCRITTRICE LILY KING, SOPRANNOMINATA "LA REGINA DEI TRIANGOLI AMOROSI”, SI RACCONTA: “ANCHE IO SONO FINITA IN MEZZO A UN TRIANGOLO. IN ENTRAMBI I MODI. DUE DONNE E UN UOMO, DUE UOMINI E ME. CE NE SONO MOLTI NEI MIEI ROMANZI? NON È INTENZIONALE! SUCCEDE E BASTA, C'È PIÙ TENSIONE NARRATIVA. È PIÙ INTERESSANTE E REALISTICO SE CI SONO PIÙ PERSONAGGI COINVOLTI” – “PENSO CHE QUANDO INCONTRI QUALCUNO E INIZI IMMEDIATAMENTE UNA RELAZIONE ROMANTICA, QUESTA COSA TI IMPEDISCE DI CONOSCERLO COMPLETAMENTE. INVECE, QUANDO C'È UNA SORTA DI LIMITE, PUOI…”

Chiara Venuto per l’ANSA

 

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Leggere Lily King è più o meno come conoscerla di persona. È simpatica, brillante, sorridente e anche riflessiva. Poi, sta sempre al gioco. Ad esempio, buona parte delle recensioni sul suo ultimo libro, 'Cuore l'innamorato' per Fazi, citano il fatto che è l'ennesima volta che scrive di triangoli amorosi.

 

The Times l'ha persino incoronata 'The Queen of Love Triangles', la regina dei triangoli amorosi, appunto. Quando glielo si fa notare, tra i tavolini dell'area lounge di Più Libri Più Liberi, lei ride e con sincero stupore dice: "Non è intenzionale! Succede e basta, c'è più tensione narrativa. Se parli di una persona che ne incontra un'altra e si piacciono, non è un romanzo. È più interessante e realistico se ci sono più personaggi coinvolti".

 

 Ma lei è mai stata in mezzo a un triangolo? "Sì - si interrompe un attimo, sorridendo -. Più volte. In entrambi i modi. Due donne e un uomo, due uomini e me". 'Cuore l'innamorato' è la storia di un'aspirante scrittrice, del suo periodo al college tra un ragazzo e il suo migliore amico, poi la crescita, un ritorno dal passato, i ricordi.

 

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 "Penso che quando incontri qualcuno e inizi immediatamente una relazione romantica, questa cosa ti impedisce di conoscerlo completamente - spiega King -. Invece, quando c'è una sorta di limite, puoi essere molto naturale e c'è come un confine che fa emergere la vera personalità delle persone.

 

 Conosciamo Yash (l'amico, ndr) molto meglio di Sam (il fidanzato) proprio per questo motivo. Lui riesce a essere completamente se stesso. E penso anche che in un triangolo amoroso si debba davvero fare i conti con la mancanza di disponibilità delle persone. C'è anche questo aspetto da esplorare".      

 

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Oggi capita sempre di più che le relazioni comincino senza un'amicizia iniziale, dunque prive di questa libertà di scoprirsi. "È vero - dice la scrittrice -. Ho conosciuto mio marito in un appuntamento al buio. Non è stata un'app, ma un amico. E ha funzionato. Penso che la mancanza di incontri spontanei sia una vera perdita. Ho due figlie ventenni e mi dicono che gli sconosciuti non parlano tra di loro nei bar. Beh, noi andavamo al bar per questo.

 

Altrimenti perché si va? Ci si sente più al sicuro incontrando uno sconosciuto di cui si vedono solo i dati online, piuttosto che vederlo nel suo habitat naturale con gli amici, che scherza. È tutto bidimensionale. Ma capisco anche la comodità e l'ampia gamma di persone che si possono incontrare sulle app. È straordinario. Solo che introduce il problema della scelta così ampia, quasi inesauribile, e si crea insoddisfazione. È come giocare cercando di ottenere l'asso: 'Beh, ho il re, ma ora pesco un'altra carta, magari è migliore'".      

 

In questa sorta di cortocircuito, di disconnessione che si crea, per King una soluzione per ritrovarci può arrivare proprio dai libri. In fondo, è tutto ciò di cui scrive: rapporti onesti, emozioni. E, nel caso di questo romanzo, una certa dose di nostalgia.

 

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Ma, pure stavolta, "non era ciò che provavo mentre lo scrivevo - afferma -. Sono ossessionata dal passato, penso che con l'avanzare dell'età non si riesca più a credere a quanto il passato sia stratificato e quanto sia vicino al presente. Come tutti gli oggetti che ci circondano, le canzoni, le espressioni, i volti delle persone, siano in qualche modo legati al passato. Nella terza parte di questo libro ho voluto giocare proprio con questo aspetto".      

 

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E il prossimo progetto? "Beh, quando sei in tour non hai molto tempo per scrivere - risponde -. Ma ho un'idea. È ambientata negli anni '50 e '60, solo che ho bisogno di fare molte ricerche, una cosa che amo: leggo, tengo un taccuino e annoto alcuni fatti, scrivo i dialoghi e creo una scena. Ma i libri che mi servono sono molti e parecchio pesanti, non riesco mai a metterli in valigia. Non vedo l'ora di rientrare a casa la prossima settimana per tornare al lavoro".

 

 Il tema? "La disillusione". Divertente (risate, ndr). "Vabbè, facciamo che parla di amore e la disillusione - conclude -. Forse è questo il titolo". Siamo in un'epoca disillusa? "Di sicuro tutte le mie illusioni sono ormai crollate!".

 

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