frana niscemi nello musumeci

“SI È CERCATO IN MALAFEDE UN CAPRO ESPIATORIO” – IN SENATO NELLO MUSUMECI SI AUTOASSOLVE PER NON AVER FATTO UNA MAZZA PER NISCEMI DURANTE GLI ANNI DA GOVERNATORE DELLA SICILIA: PRIMA DI FARE PAGELLE SULLA CREDIBILITÀ DEGLI ALTRI BISOGNEREBBE AVERE L'UMILTÀ DI PESARE LA PROPRIA. NEL 2005 IL CTS DICEVA CHE LA FRANA AVEVA DIMENSIONI TALI DA RENDERE IMPOSSIBILE LA STABILIZZAZIONE DEI VERSANTI” – SCHLEIN LO ATTACCA “HA PARLATO PIÙ DI SE STESSO CHE DELLE POPOLAZIONI COLPITE” - CALENDA TORNA A CHIEDERE IL COMMISSARIAMENTO DELLA REGIONE – A NISCEMI SALGONO A 1606 GLI SFOLLATI: LE PALAZZINE SGOMBERATE SONO 880… - VIDEO

 

1. MUSUMECI, '9 COMUNI SU 10 IN SICILIA AD ALTO RISCHIO FRANE'

 

MELONI MUSUMECI NISCEMI

(di Alfredo Pecoraro) (ANSA) -  E' un quadro disarmante quello tracciato dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, che nell'informativa al Senato sui danni del ciclone Harry - citando dati dell'Ispra del 2024 - ha parlato di "nove Comuni su 10 ad alto rischio frana in Sicilia" e di "oltre il 94% dei territori italiani esposto a pericolo idrogeologico, valanghe ed erosione costiera".

 

Sul disastro di Niscemi, con 1.606 sfollati e 880 palazzine sgomberate, il ministro ha risposto a muso duro "alla campagna mediatica che in questi giorni si è sviluppata attorno a presunte inefficienze del governo e di questo ministro a proposito di attività di protezione civile".

 

la frana di niscemi

"Giudizi sommari e frettolosi", ha detto, "hanno cercato in malafede un capro espiatorio, invece di provare a contribuire a una seria comprensione dei fatti non sono mancati veri e propri atti di sciacallaggio dentro e fuori varie istituzioni". E "qualche volta anche dietro un'apparenza formale, non sono mancati gli sciacalli in giacca e cravatta", quindi, ha insistito Musumeci, "prima di fare pagelle sulla credibilità degli altri bisognerebbe avere l'umiltà di pesare la propria credibilità".

 

MUSUMECI E NISCEMI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

"I preoccupanti pareri dei tecnici della Cts già nel 2005 recitano il De Profundis e dicono: 'il complesso franoso di Niscemi ha dimensioni e caratteristiche tali da rendere impossibile pensare a interventi finalizzati alla stabilizzazione definitiva dei versanti', come per dire: non possiamo bloccare più la frana. Siamo nel 2005" ha detto Musumeci. Nei prossimi giorni al dipartimento di protezione civile nazionale ci sarà "una riunione risolutiva che affida al Comune il compito di quantificare finalmente la somma necessaria al piano di demolizione di 71 edifici inabitabili, adempimento che consente all'amministrazione di Niscemi di ottenere le risorse necessarie e di potere quindi agire".

 

All'informativa del ministro hanno assistito in aula quattro cittadine di Niscemi alle quali la vice presidente di turno, Mariolina Castellone, ha espresso "tutta la vicinanza e sostegno" del Senato. S'è commossa durante il suo intervento la senatrice Vincenza Rando: "Sono nata a Niscemi e conosco tutto della mia città, conosco le cittadine e i cittadini che hanno perso tutto ai quali mando l'abbraccio più grande del mondo per dire che non saranno mai abbandonati".

 

niscemi frana

Ma ad accendere i toni è stato il leader di Azione, Carlo Calenda: "L'unica cosa che fate in quella Regione è spartirvi gli incarichi uno per uno senza mai fare una gara, non si deve dimettere solo lei va sciolta l'Assemblea siciliana e mandato a casa" il presidente della Regione, "il resto sono solo chiacchiere e distintivo". Intervenendo al forum di Legambiente, Adolfo Urso, ha spiegato che il ministero per le Imprese e il Made in Italy, sta puntando a delle "misure già sperimentate con successo dopo l'alluvione in Emilia Romagna" ovvero al rispetto delle polizze catastrofali e l'estensione del fondo di garanzia anche per le micro imprese, "che devono il più velocemente possibile riprendere la propria attività".

 

nello musumeci

Intanto, a Niscemi il sindaco Massimiliano Conti ha fatto pubblicare sul sito comunale un avviso per una prima ricognizione degli immobili liberi per valutarne l'acquisto o l'affitto, per poi destinarli agli sfollati. Domani il procuratore capo di Gela (Caltanissetta) Salvatore Vella, nominerà i consulenti tecnici nell'ambito dell'inchiesta aperta, ancora a carico di ignoti, per le ipotesi di disastro colposo e danneggiamento. Il compito del team sarà quello di indicare quali documenti acquisire e in quale ente e quindi anche chi dovrà essere sentito come persona informata sui fatti. (ANSA).

 

2. FRANA A NISCEMI SALGONO A 1.606 GLI SFOLLATI DALLA ZONA ROSSA

Estratto dell’articolo di A. P. per il “Corriere della Sera”

 

la frana di niscemi

Ancora pioggia e ancora vento e molti scuotono la testa. Temono un’accelerazione della frana, altri crolli. «Mai vista qui tanta acqua», sospira l’assessore al Territorio Giuseppe Incarbone. A Niscemi convivono vari mondi in questi giorni.

 

C’è quello dei tecnici che coordinano i soccorsi e ieri ha sfornato dati aggiornati: «Sono 1.606 gli sfollati (371 famiglia hanno fatto istanza per i contributi di assistenza) dalla zona rossa (nei 150 metri dal fronte di frana) per 880 edifici. Di questi 201 sono entro i 50 metri e rischiano la demo-lizione, altri 240 tra i 50 e i 100 metri e 439 tra i 100 e i 150». Poi ci sono gli scienziati che studiano la frana.

 

meme nello musumeci matteo salvini

È partito il monitoraggio dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) per avere il polso dell’area attraverso una rete di stazioni capaci di misurare i movimenti puntuali della frana dai satelliti. L’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) farà invece indagini per identificare le caratteristiche del sotto-suolo.

 

[…] Infine la polemica politica. Alla Camera frecciatina del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, già governatore della Sicilia: «Non farò da copertura a chi dopo il 1997 doveva mettere in sicurezza il territorio». Elly Schlein: «Lei, ministro, ha parlato più di se stesso che delle popolazioni colpite».

 

la frana di niscemi

3. NISCEMI, MUSUMECI SI ASSOLVE: SCONTRO IN AULA

Estratto dell’articolo di Miriam Di Peri per “la Repubblica”

 

Una lunga e solitaria autodifesa: fra i banchi del governo vuoti, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci allontana da sè le responsabilità per la frana di Niscemi. «Tutte le istituzioni in questa triste storia devono sentirsi coinvolte. Tutte, da Roma a Palermo, da Caltanissetta a Niscemi».

 

Musumeci parla nel corso dell'informativa in Parlamento sulla sciagura nel Nisseno […]

nello musumeci

Musumeci inanella numeri e dossier, inclusi quelli relativi alla legislatura che ha guidato da presidente dell'Isola, a partire da due dati: in Sicilia, come nel resto del Paese, nove Comuni su dieci sono a rischio danni da dissesto idrogeologico. E su Niscemi aggiunge: i tecnici già nel 2005 parlavano di «dimensioni e caratteristiche tali da rendere impossibile pensare a interventi finalizzati alla stabilizzazione definitiva dei versanti».

 

E se le opposizioni tornano a incalzare sui ritardi e sull'incertezza di tempi e modalità legati alla futura ricostruzione, Musumeci attacca «gli sciacalli in giacca e cravatta» e va oltre: «Dire "coniglio" a un uomo che ha perso un figlio e ha trovato il coraggio di rialzarsi e da anni vive sotto scorta, ci vuole davvero tanto. Io accetto qualunque tipo di aggettivo, ma misuriamo le parole».

 

precipitata l auto simbolo della frana di niscemi 1

Per la segretaria del Pd, Elly Schlein, il ministro «è riuscito a parlare più di se stesso che dei territori e delle famiglie colpite». E se accusa il governo Meloni di aver abbandonato il Sud e non aver investito nella prevenzione del dissesto, lancia alla maggioranza la proposta di lavorare insieme a una norma contro il consumo di suolo.

La prossima settimana a Strasburgo il Parlamento europeo terrà un dibattito in plenaria sull'emergenza causata dal ciclone Harry nelle tre regioni coinvolte. […]

NISCEMI - LA ZONA ROSSA la frana di niscemila frana di nisceminello musumeci

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...