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LIBERTÉ, EGALITÉ MA NON NELLE BANLIEUE - LA SENTENZA CHE HA ASSOLTO DUE POLIZIOTTI DALL’ACCUSA DI OMISSIONE DI SOCCORSO, NEI CONFRONTI DEI DUE RAGAZZINI MORTI NEGLI SCONTRI DEL 2005, RIACCENDE LA RABBIA NELLE PERIFERIE DI PARIGI

Anais Ginori per “la Repubblica”

 

tribunale di bobigny, alle porte di parigitribunale di bobigny, alle porte di parigi

Dieci anni dopo, si riaccende la rabbia nelle banlieue. La sentenza che assolve gli agenti coinvolti nell’incidente del 2005 all’origine di proteste e scontri in tutta la Francia ha buttato nuova benzina sul fuoco. Ieri sera, poche ore dopo il verdetto del tribunale di Rennes, una donna è stata ferita a Bobigny, nel dipartimento 93, a Nord della capitale, dove dieci anni fa cominciò la guerriglia urbana.

 

scontri nelle banlieuescontri nelle banlieue

I gendarmi sul posto hanno dovuto chiamare i rinforzi. Davanti al Palazzo di Giustizia di Bobigny si sono riuniti circa 250 manifestanti per protestare contro l’assoluzione dei due poliziotti finiti sul banco degli imputati per omissione di soccorso nei confronti di due ragazzini, Bouna Traoré e Zyed Benna, 15 e 17 anni. I due adolescenti si erano rifugiati in una cabina elettrica di Clichy-sous-bois per sfuggire a una volante che li inseguiva. Rimasero folgorati. Insieme a loro c’era Muhittin Altun, 17 anni, che si salvò miracolosamente, riportando però gravi ustioni.

scontri nelle banlieue 7scontri nelle banlieue 7

 

La morte dei due minorenni scatenò settimane di rivolta, con centinaia di auto bruciate, disordini, e il governo costretto a imporre in tutto il paese il coprifuoco. I due poliziotti assolti ieri, Stephanie Klein e Sebastien Gaillemin, 38 e 41 anni, hanno sempre sostenuto di non essersi resi conto del pericolo che correvano i due ragazzi anche se le trascrizioni delle conversazioni via radio alimentano molti dubbi.

 

manifestazioni e proteste nelle banlieuemanifestazioni e proteste nelle banlieue

Klein era la centralinista nell’unità operativa, mentre Gaillemin faceva parte degli agenti sul posto e aveva visto entrare i ragazzi dentro alla centrale elettrica. Secondo l’accusa, pur sapendo che Zyed e Bouna rischiavano di morire, i due poliziotti non avrebbero dato l’allarme. «Se entrano in quella cabina non scommetto sulla loro vita», dice Gaillemin. La frase è stata l’arma principale dell’accusa, ma l’uomo — in lacrime — ha spiegato durante il processo che, pronunciando quelle parole, non sapeva che i due adolescenti si fossero chiusi dentro. Li aveva visti soltanto scappare in quella direzione.

manifestazioni e proteste nelle banlieue 5manifestazioni e proteste nelle banlieue 5

 

Al termine dei diversi gradi di giudizio, è arrivata l’assoluzione piena per gli agenti alla sbarra. Le famiglie delle vittime erano rappresentante da Jean-Pierre Mignard, avvocato amico di François Hollande, che ha già annunciato ricorso, aggiungendo di non volersi arrendere né ora né mai e di voler tentare tutte le strade per avere giustizia. «Sono morti per nulla, sono disgustato », ha detto uno dei fratelli di Zyed, arrivato da bambino con la madre dalla Tunisia.

 

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«Ho l’impressione che i cattivi siamo noi», gli ha fatto eco il fratello di Bouna, che viveva con il padre arrivato negli anni Settanta dalla Mauritania e a 15 anni era già una promessa del calcio. Con lo stesso hashtag dei sostenitori delle vittime, #Zyedet-Bouna, hanno twittato anche le due Le Pen: «Giustizia è fatta», scrive Marine. «La sentenza dimostra che le canaglie avevano messo a ferro e fuoco la banlieue per loro piacere e non per un abuso della polizia», le fa eco la nipote, Marion Marechal-Le Pen.

 

manifestazioni e proteste nelle banlieue 3manifestazioni e proteste nelle banlieue 3

La decisione della magistratura francese era molto attesa, proprio per il rischio di provocare una nuova ondata di rabbia nelle periferie francesi dove la situazione non è certo migliorata rispetto a dieci anni fa. Il premier Manuel Valls ha parlato di “apartheid” in Francia. «Se Dio vuole, stasera brucerà peggio del 2005», aveva scritto ieri un giovane sui social network, subito dopo la sentenza. Gli amici degli adolescenti morti, ormai adulti, si sono dati appuntamento ieri sera attorno al tribunale della loro banlieue, circondati da un imponente dispositivo di sicurezza. Le famiglie si sono dissociate dai cortei e dai primi scontri in nome e per conto di Zyed e Bouna.

 

 

bouna traore, di 15 anni, e zyed benna, di 17, morirono folgorati nel 2005  bouna traore, di 15 anni, e zyed benna, di 17, morirono folgorati nel 2005 la banlieue parigina di pierrefitte sur seinela banlieue parigina di pierrefitte sur seinebouna traore, di 15 anni, e zyed benna, di 17, morirono folgorati nel 2005 bouna traore, di 15 anni, e zyed benna, di 17, morirono folgorati nel 2005

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