brugnaro klimt

VENEZIA VENDE L’ARGENTERIA - PER RISANARE IL BILANCIO DEL COMUNE, IL SINDACO BRUGNANO VALUTA L’IPOTESI DI METTERE ALL’ASTA I QUADRI DELLA CITTÀ, COME “LA GIUDITTA” DI KLIMT: “IN MANCANZA DI ALTRE RISORSE, DOVREMO RINUNCIARE A QUALCOSA”

LA GIUDITTA - KLIMTLA GIUDITTA - KLIMT

Francesco Furlan per “la Repubblica”

 

Il bilancio fa acqua, il patto di stabilità del 2015 sarà sforato per almeno 60 milioni di euro e per saldare i debiti e sanare i conti del Comune il sindaco di Venezia, l' imprenditore Luigi Brugnaro, ha avuto un' idea: vendere i quadri di proprietà della città. Un esempio? La Giuditta II di Klimt, uno dei pezzi più pregiati della galleria d' arte moderna di Ca' Pesaro. Il quadro corrisponde ai criteri individuati per la vendita.

 

«Al momento», si è premurato ieri di precisare il sindaco dopo che in città si è aperto il dibattito, «non è stata decisa alcuna cessione di opere d' arte di pregio. Sarà necessario procedere ad una verifica attenta e puntuale del patrimonio a disposizione, ma al momento non esiste alcun elenco».

 

Tuttavia il sindaco ammette «la volontà di fare un approfondimento in questo senso», perché «in mancanza di altre risorse, la necessaria salvaguardia della città potrebbe anche dover passare attraverso la rinuncia ad alcune opere d' arte». Chi deciderà quali opere d' arte vendere e quali no?

 

Luigi BrugnaroLuigi Brugnaro

Quelle cedibili, per il sindaco, dovranno essere «non legate, né per soggetto né per autore, alla storia della città». Ecco perché si può discutere della vendita della Giuditta II di Klimt - come anticipato ieri dal Sole 24Ore - o di qualche altra opera, come il Rabbino di Vitebsk di Chagall, ma non dei quadri del Canaletto e della scuola dei vedutisti veneziani, o di Tiziano.

 

Il sindaco di Venezia è convinto che, con le casse delle amministrazioni comunali sempre più vuote, altre città d' arte potrebbero seguire il suo esempio. In un rapporto consegnato nei giorni scorsi da Brugnaro ai parlamentari veneziani si parla di «valorizzazione del patrimonio mobiliare attraverso la vendita e monetizzazione di opere d' arte di natura pittorica che non pregiudicano l' integrità delle collezioni esistenti». Con la vendita di una parte delle opere d' arte dei Musei civici veneziani il Comune potrebbe incassare circa 400 milioni di euro. Da solo, il quadro di Klimt potrebbe valerne tra i 70 e i 90.

luigi brugnaroluigi brugnaro

 

Nel dossier per Venezia che Brugnaro dovrà presentare al governo si ipotizzano anche altri provvedimenti, come l' introduzione di un ticket d' ingresso per i turisti che accedono all' area Marciana. A Venezia, con formule diverse, se ne discute da anni senza che una soluzione sia ancora stata trovata. Ma a far discutere è soprattutto la volontà di vendere parte del patrimonio artistico della città.

 

«Preferisco vendere un quadro che non ha a che fare con la storia della città piuttosto che attendere che Venezia venga giù», ha ribadito anche ieri ai suoi collaboratori quando la polemica è montata. Cessioni che però, stando al Codice dei beni culturali, sono possibili sono in casi limitati, previa autorizzazione del ministero dei Beni culturali.

 

«Penso sia solo una battuta o più comprensibilmente una mezza minaccia per chiedere più risorse al governo in vista della stabilità », la replica del ministro Dario Franceschini, secondo cui «le norme del Codice beni culturali per evitare lo smembramento delle collezioni pubbliche e garantire la pubblica fruizione delle singole opere, chiudono il dibattito.

 

dario franceschinidario franceschini

Un dibattito che, visto dall' estero, fa altro male alla credibilità italiana». Anche l' opposizione si fa sentire, con il consigliere comunale Nicola Pellicani che chiede a Brugnaro di smentire la vendita di quadri che «fanno parte di collezioni storiche che rappresentano un patrimonio della città costruito da generazioni di veneziani».

Oggi Brugnaro festeggerà i cento giorni dall' insediamento con un incontro a Mestre, in cui spiegherà i suoi progetti per la città. Compresa la vendita dei quadri.

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