stefano boeri torre botanica

“SE FOSSI COSÌ POTENTE, SAREI RIUSCITO A COSTRUIRE LA MIA TORRE BOTANICA” – STEFANO BOERI, INDAGATO PER INDUZIONE INDEBITA NELL’INCHIESTA SULL’URBANISTICA A MILANO, SI DIFENDE CITANDO IL MANCATO AVANZAMENTO DEL PROGETTO DEL SUO “NUOVO” BOSCO VERTICALE – SE, COME SOSTIENE LA PROCURA, BOERI ERA IN GRADO DI INFLUENZARE IL COMUNE, ALLORA PERCHÉ QUELLA STRUTTURA NON SI È MAI FATTA? E PERCHÉ LA COIMA DI MANFREDI CATELLA ALLA FINE HA ABBANDONATO IL PROGETTO?

Estratto dell’articolo di Francesco Manacorda per “la Repubblica”

 

stefano boeri

Architetto Boeri, davvero lei è il dominus di questa Milano di grattacieli e malaffare che disegna la procura? L'uomo che condiziona sindaco, assessori e commissione comunale?

«Ma se fossi davvero potente come mi avete descritto, non pensa che sarei riuscito a far approvare e costruire la mia Torre botanica nella sua versione originale? Era un'architettura a cui tenevo tantissimo, avrebbe dato a Milano un Bosco verticale di nuova generazione».

 

Stefano Boeri è appena sceso dalla sua solita Vespa davanti alla Triennale di cui è presidente e risponde a muso duro a una domanda, una domanda sola. E in effetti, mentre la Torre Botanica è rimasta sulla carta, quell'edificio che non si farà mai vede ora l'architetto più famoso di Milano indagato per induzione indebita a dare o promettere utilità.

 

beppe sala stefano boeri

Sessantotto anni, interista patologico, professionista di fama internazionale, cattedra di Urbanistica al Politecnico milanese, già direttore delle due principali riviste di settore, assessore alla Cultura per breve tempo nella giunta Pisapia, presidente appunto della Triennale da otto anni, Boeri è di sicuro un concentrato di potere – e di competenza – cittadino.

 

Ora è qui, davanti all'enorme balena di cartapesta di fronte alla "sua" Triennale, dedicata giustappunto alla "Fragilità del futuro" e bruciata da un senzatetto all'alba di lunedì. […]

 

torre botanica

Mercoledì Boeri ha reagito a caldo alla terza indagine che lo vede coinvolto, dopo quelle sui progetti per il Bosco Navigli e la Biblioteca europea: «Sono convinto che io e il mio studio abbiamo operato in maniera corretta a proposito di un'architettura che da tempo, come è noto, è stato deciso di non realizzare. Confido che l'autorità giudiziaria accerterà al più presto la mia totale estraneità alle scorrettezze che mi vengono imputate».

 

MANFREDI CATELLA

Vediamola, allora, la storia di questo edificio che non si farà mai, ma il cui fantasma aleggia intanto sull'inchiesta milanese.

 

Nel novembre 2022, l'architetto presenta alla commissione Paesaggio del Comune il progetto per la sua Torre botanica. Accanto al "Pirellino", un edificio venduto dallo stesso Comune alla Coima di Manfredi Catella nel 2019 e destinato ad ospitare uffici, dovrebbe sorgere questo nuovo grattacielo "verde", completamente cinturato da piante, nel solco appunto del Bosco verticale celebre nel mondo: 110 metri per 25 piani, di cui 21 per appartamenti.

 

Ma il progetto non convince la commissione presieduta da Giuseppe Marinoni, il dirigente per cui oggi la procura chiede gli arresti domiciliari. Nel marzo 2023 arriva così il primo parere negativo. In maggio, dopo alcune modifiche e un intervento in commissione dello stesso Boeri […] altra bocciatura.

 

Siamo a giugno, quando arriva appunto il messaggio Whatsapp dell'architetto al sindaco Beppe Sala con il "warning" su ciò che sta per accadere alla terza riunione della commissione Paesaggio.

 

GIUSEPPE SALA E MANFREDI CATELLA

Un avvertimento – a seguire questa linea narrativa – che riguarda solo e proprio un ruolo improprio che l'organo del Comune si sta attribuendo, entrando nel dettaglio del progetto e non mantenendosi nella semplice valutazione del suo impatto sull'area circostante.

 

La commissione, dice Boeri […] «sta sbagliando nel chiederci variazioni che non c'entrano nelle competenze» della stessa. Il risultato del terzo esame è un parere favorevole, ma "condizionato" ad altre modifiche.

 

Intanto Catella è entrato in un contenzioso con il Comune sugli oneri per l'operazione che sono stati aumentati e, nonostante alla fine il Consiglio di Stato gli dia ragione, decide di abbandonare il progetto di Boeri e dedicare a uffici entrambi i palazzi.

 

il rendering della torre botanica a milano

Non solo Boeri non vedrà la sua Torre, ma a quel punto perderà anche il progetto del secondo edificio, che Coima decide di assegnare allo studio newyorkese Diller Scofidio+Renfro, che sta già realizzando gli uffici nel Pirellino.

 

Un flop totale, insomma. Da qui l'amara constatazione dell'architetto, che alle tre inchieste ha visto affiancarsi anche un'oscura vicenda che lo vede vittima. Tra i telefoni infestati dagli spioni di Equalize – la struttura che faceva capo a Enrico Pazzali – c'è infatti anche il suo.

 

E nel caso di Boeri ci sarebbero anche messaggi falsificati dagli uomini di Equalize per creare un quadro a lui sfavorevole […]

 

"CONSULENZE IN CAMBIO DI PERMESSI " IL PIRELLINO EMBLEMA DEL SISTEMA MILANO

Estratto dell’articolo di Niccolò Zancan per “La Stampa”

 

C'è un solo palazzo vecchio in tutta City Life. Un solo cantiere ancora da iniziare nella zona che ha cambiato per sempre il cielo di Milano, è il quartiere dei grattacieli, delle banche, dei costruttori, dei calciatori e delle influencer.

 

Secondo la procura, la storia di questo palazzo in via Giovanni Battista Pirelli 39, quindi ribattezzato «Il Pirellino», è esemplificativa di cosa sia stato in questi anni il «sistema Milano» […]: «Un saccheggio».

il nuovo pirellino

 

E cioè, più precisamente: «Un vorticoso circuito di corruzione tutt'ora in corso, che colpisce le istituzioni e che ha disgregato ogni controllo pubblico sull'uso del territorio, svilito a merce da saccheggiare».

 

Insomma, nel quartiere di Chiara Ferragni, del celebre «bosco verticale» e dei grandi capitali restava una sola possibile speculazione edilizia.

 

Ed è anche lì che sono entrati in scena i protagonisti di questa inchiesta giudiziaria, […] che va avanti da più di tre anni.

 

Il progetto immobiliare del Pirellino risale al 2013, quando l'amministrazione comunale ha deciso di vendere l'edificio che allora ospitava l'ex sede dell'Inps. «L'edificio è composto da una parte a torre di 25 piani, più tre interrati e una parte a ponte che sovrasta via Melchiorre Gioia all'altezza dell'odierno parco Biblioteca degli Alberi di Milano realizzato da Coima».

il vecchio pirellino

 

Già, la stessa impresa di costruzioni Coima, presidente Manfredi Catella, che nel 2019 lo compra dal Comune al prezzo di 193 milioni, di cui 18 per il diritto di superficie novantennale sulla autorimessa annessa. E dopo l'acquisto, porta avanti il progetto affidato al team vincitore: «Diller Scofidio» più «Renfro» e «Stefano Boeri Architetti».

 

Il piano prevede la riqualificazione del vecchio grattacielo destinato a uffici e la nuova costruzione della cosiddetta «Torre Botanica» da destinarsi a residenze. Quindi, altri «terrazzi dotati di ampie vasche» per ospitare «alberature e cespugli», una sorta di Bosco Verticale 2.0.

 

beppe sala manfredi catella

Il progetto prevede più piani, più spazio, più cemento, più orizzonte consumato e un gigantesco ritorno economico. Solo che succede un fatto: quel piano non convince i tecnici degli uffici del Comune di Milano. È considerato «eccessivo» nelle volumetrie, «irrazionale» nel progetto. Esagerato persino per una città esagerata come questa. Qui, solo qui, negli ultimi dieci anni sono stati spesi 30 miliardi sull'edilizia, ovvero più di quanto sia stato speso in tutto il Piemonte e in tutta la Toscana nello stesso periodo. È questa la «palazzopoli» milanese. Ecco perché bisogna seguire la storia dell'unico palazzo vecchio nella scintillante «City Life».

 

Il parere fondamentale sul «Pirellino» spetta alla figura chiave dell'inchiesta. È Giuseppe Marinoni, nato a Tradate nel 1961, progettista per i privati e al tempo stesso presidente della Commissione Paesaggio del Comune di Milano. È in questo doppio ruolo – secondo gli investigatori, in lampante conflitto di interesse – che deve dare la sua parola decisiva sul progetto di ristrutturazione e ampliamento: «Parere negativo».

MANFREDI CATELLA

In particolare boccia la costruzione di un ingresso a forma di ponte e le volumetrie eccessive. Siamo nel 2023. Seguono pressioni. Seguono incontri. Seguono minacce neanche troppo velate, secondo la Procura di Milano. Con questo risultato: da parere «contrario», a parere «favorevole con riserva», a parere «favorevole senza riserve».

 

Ecco perché, secondo gli investigatori, questo è un caso esemplare: «La vicenda del Pirellino dimostra proprio l'aspetto della mancanza di indipendenza e della ricattabilità sia di Marinoni, nell'esercizio della sua funzione tecnica in seno alla Commissione per il paesaggio, sia dell'assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi nell'esercizio del suo ruolo politico».

 

Quando spiegano all'archistar Boeri che l'idea della sua torre botanica non convince, lui risponde con una battuta altrettanto esemplificativa: «Ci bocciate tutto, siete diventanti di Potere al popolo».

il progetto per la riqualificazione del pirellino

 

No, alla fine nessuna bocciatura.  […]

MANFREDI CATELLA beppe salastefano boeri bosco verticale di polpettestefano boeri torna all ex arsenale militare di la maddalena progettato per il g8 2009 ora abbandonato

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