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‘STI COLONI HANNO ROTTO I COGLIONI - TRENTA INVASATI HANNO ASSALTATO UN VILLAGGIO PALESTINESE NEL SUD DELLA CISGIORDANA. SONO INCORAGGIATI DALLE MOSSE DELLO SCAGNOZZO DI BIBI, IL LEADER DEI "SETTLER" ISRAEL GANTZ, CHE GONGOLA PARLANDO DI TRE NUOVI MEGA INSEDIAMENTI ILLEGALI IN TERRA PALESTINESE: “CREEREMO UN BLOCCO UNICO. E NESSUN ARABO RIUSCIRÀ MAI A ENTRARCI” - MA NETANYAHU NON ACCELERA: AL MOMENTO È CONCENTRATO A SPIANARE GAZA E A RESPINGERE AL MITTENTE LA TREGUA PROPOSTA DA HAMAS…

1. MEDIORIENTE: 30 COLONI ASSALTANO VILLAGGIO PALESTINESE, 10 FERITI

 

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(LaPresse) - Attivisti locali nel sud della Cisgiordania hanno riferito che circa 30 coloni hanno fatto irruzione nel villaggio di Khallet al-Daba, a sud di Hebron, e che diversi palestinesi si trovano sul posto. Lo riporta Haaretz. Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato di essere a conoscenza dell’incidente e che truppe sono state inviate sulla scena.

 

Secondo gli attivisti, una decina di persone sono rimaste ferite. Khallet al-Daba è uno dei 12 villaggi di Masafer Yatta, che ospitano complessivamente oltre 1.000 persone. Di recente si è registrato un aumento delle demolizioni nel villaggio e, lo scorso maggio, l’Amministrazione Civile ha distrutto gran parte della comunità, compresi 25 edifici, sei grotte residenziali, dieci cisterne d’acqua e sette pozzi.

 

israel gantz benjamin netanyahu 1

2. CISGIORDANIA, SÌ A TRE NUOVE COLONIE NETANYAHU AD HAMAS: NIENTE TREGUA

Estratto dell’articolo di Francesco Battistini per il “Corriere della Sera”

 

L’unica cosa certa è come le chiameranno. Saranno le tre nuove città dei coloni: solidi, moderni, blindatissimi mega-insediamenti (illegali) nella Cisgiordania (annessa). «Il nuovo volto della Giudea e della Samaria — già s’esalta Israel Gantz, leader dei settler di Binyamin — i lavori cominceranno fra poco».

 

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Una avrà il nome d’Ir Hatmarim, la Città dei Datteri: sorgerà dalle parti dei palmeti di Gerico, nella Valle del Giordano, e «servirà a rafforzare il confine orientale della Grande Israele». L’altra s’espanderà sulla collina brulla di Sde Ephraim, «dove già c’è una fattoria con cinque famiglie di coloni, che vivono lì da anni senza luce e senza filo spinato».

 

La terza sarà Atarot Hadar, lungo la strada 443 che costeggia decine di villaggi palestinesi. «Collegheremo le tre città con strade veloci e sicure — dice Gantz —, racchiuderanno i 17 nuovi insediamenti aperti la scorsa settimana. Creeremo un blocco unico. E nessun arabo riuscirà mai a entrarci».

Che cosa rallenta il progetto?

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«Fattori psicologici. Chi va a insediarsi lì, non vuole che s’assumano muratori palestinesi: li capisco. E poi hanno paura che le città snaturino il senso dei piccoli insediamenti, come li abbiamo vissuti fino a oggi». Fosse solo il sentiment…«Certo, adesso ci aspettiamo che il primo ministro porti a termine il lavoro. E proclami finalmente la sovranità su Giudea e Samaria».

 

Annettere o non annettere?

Di rinvio in rinvio, Bibi Netanyahu arriva al 700esimo giorno di guerra dicendo e non dicendo. […] Meglio non accelerare. E più che le ruspe in Cisgiordania, che avanzino i tank nella Striscia: l’Israel Defense Force annuncia d’avere già sotto controllo il 40% di Gaza City e d’aver indicato ai gazawi le zone rosse da cui evacuare prima dei prossimi combattimenti. Ormai, giura un portavoce, anche il generale ribelle Eyal Zamir sarebbe d’accordissimo sull’occupazione totale. Niente tregua, dice Netanyahu, perché l’ultima offerta di Hamas «è il solito bluff».

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E quanto alla proposta Usa consegnata agl’islamici dall’imprenditore palestinese-americano Bishara Bahbah — entro due settimane, rilascio di tutti gli ostaggi in cambio della fine della guerra — si vedrà una volta conquistata Gaza City.

 

Netanyahu non vuole distrazioni. Se la prende col procuratore dell’Aja, Karim Khan, che «m’accusa di crimini di guerra, ma solo per distogliere da un’accusa di stupro che lo riguarda». Manda in missione il presidente Isaac Herzog, a curare in sua vece l’immagine internazionale fra il Vaticano e Londra. Rimanda al mittente l’autoinvito di Emmanuel Macron: la prossima settimana resti pure a Parigi, se prima non si rimangia l’idea di riconoscere lo Stato palestinese.

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Sarà questo, assicura, il prezzo da pagare per qualunque leader europeo che voglia visitare Gerusalemme. E alla larga chi «fa propaganda a Hamas», come la vicepresidente Ue, Teresa Ribera, che ha definito «genocidio» quel che accade a Gaza.

[…]

 

All’avanzata Carri di Gedeone, Hamas oppone solo una resistenza di parole: «Bastone di Mosé», chiama la sua strategia militare, laddove il profeta biblico è anche una citazione del Corano. Si va di propaganda su tutt’e due i fronti e pure Bibi, contestato e talvolta disertato dai riservisti, si gioca le sue card. Una si chiama «Fighter»: un Qr Code a premi che concede bonus di 3,5 euro per ogni giorno di servizio militare, «un segno d’apprezzamento e riconoscenza» sotto forma di ristoranti, vestiti, sport, cultura, sconti fiscali. Come se bastasse, ai fighter più riluttanti.

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