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“TANTI POLIZIOTTI HANNO FATTO COMING OUT, MA LA NOSTRA SOCIETÀ È OMOFOBA” - MICHELA PASCALI, SINDACALISTA DI POLIZIA LESBICA, PARLA A CIRCO MASSIMO: “SIAMO PREOCCUPATI DALL'ABUSO DELLA DIVISA DA PARTE DI SALVINI. QUESTA È LA PARTE FIGURATA ATTRAVERSO LA QUALE IL NAZIONALISMO PRENDE FORMA. I CITTADINI VEDONO PIU' IMMIGRATI, MA È SOLO PERCEZIONE. RISCHIAMO UN'ALTRA MACERATA. FUORI LE RIGHE L'ACCOGLIENZA A BATTISTI…”

Da "Circo Massimo - Radio Capital"

 

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È la prima lesbica ai vertici di un sindacato di polizia: Michela Pascali, 46 anni, è assistente tecnico capo alla Questura di Firenze ed è stata eletta alla segreteria nazionale del SILP-CGIL. A Circo Massimo, su Radio Capital, Pascali racconta che il suo essere omosessuale le ha portato ad avere "delle resistenze" all'interno della polizia: "Come sto dicendo in maniera corale", spiega a Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto, "purtroppo siamo un riflesso della società prima di essere lavoratori delle forze di polizia.

stop omofobia

 

E questa società culturalmente ha ancora bisogno di definizioni, perché non è ancora pronta. È una società sessista, machista, ancor prima di essere omofoba". È la prima lesbica in un ruolo dirigenziale ma, specifica, non la prima poliziotta a fare coming out: "Ci sono tanti uomini e donne delle forze dell'ordine che hanno fatto coming out, e devo dire grazie a chi mi ha preceduto e ha fatto una battaglia importante nella polizia e nelle forze armate, e ha dato coraggio a noi più giovani, spigendoci a fare una battaglia più importante".

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Secondo Pascali, non c'è "discriminazione palese dal punto di vista formale fra uomini e donne", ma aggiunge: "Lancio una provocazione: se ha di fronte un uomo o una donna in un ufficio di polizia e deve parlare con un funzionario, il più delle volte lo stereotipo fa pensare che il funzionario sia un uomo. Bisogna fare un lavoro culturale".

 

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E un problema culturale, per la sindacalista, nasce anche dall'uso della divisa della polizia fatto del ministro dell'interno: "Gli operatori della polizia che noi rappresentiamo guardano con molta preoccupazione all'abuso della divisa da parte di Salvini. Questa è la parte figurata attraverso la quale il nazionalismo prende forma.

 

Sotto la felpa di Salvini non c'è niente. Lui promette e dice di voler aiutare le forze di polizia, ma in realtà non fa niente. Questo è il governo del cambianiente". E sulla presenza dei ministri all'arrivo di Cesare Battisti a Ciampino, dice: "Ho trovato il tutto fuori le righe. Parliamo da mesi di un'ondata di nazionalismo e populismo che in realtà porta a insicurezza".

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Che nascerà anche dal decreto sicurezza fortemente voluto da Salvini: "Temiamo una forte instabilità", riconosce Pascali, "c'è un continuo lavorare in termini di deumanizzazione, alla ricerca di capri espiatori, che spesso sono i migranti. Ci pare una mossa propagandistica che serve a poco. E aumenterà sicuramente i problemi per la polizia". In Italia, nella popolazione, Pascali vede "una componente razzista enorme, che sta crescendo.

 

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Quali sono i rischi? Ad esempio, quello di un'altra Macerata". E, nonostante le denunce dei cittadini, specifica: "Se ci sono più immigrati per strada? È la percezione del cittadino. La continua politica propagandistica fa sì che il cittadino veda cose che non ci sono. E il carico del nostro lavoro viene aggravato".

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