‘HAIYAN’, CHE ECATOMBE! NELLE FILIPPINE HANNO SMESSO ORMAI DI CONTARE I MORTI - I SOPRAVVISSUTI CAMMINANO COME ZOMBIE IN CERCA DI CIBO

Alessandro Ursic per www.ansa.it

Il conteggio delle vittime nelle Filippine del super-tifone Haiyan procede a rilento, ma la stima è già catastrofica: 10 mila morti, che potrebbero salire ulteriormente man mano che verranno ristabiliti i contatti con intere zone costiere non ancora raggiunte, mentre nella regione mancano ancora cibo, acqua ed elettricità per la terza notte consecutiva. Se confermato, il numero renderebbe il tifone - già il più potente mai registrato al mondo - la più distruttiva calamità naturale nella storia delle Filippine.

La cifra di 10 mila vittime "solo nell'isola di Leyte" è stata fornita dal capo della polizia Elmer Soria, e anche la Croce rossa ammette che le vittime saranno migliaia. Sono stime di massima, data la difficoltà nel muoversi su un territorio letteralmente raso al suolo. Tra le vittime, al momento non figurano italiani, ha assicurato il ministro Emma Bonino, precisando però che "l'entità del disastro è tale per cui dobbiamo ancora verificare".

Nel capoluogo di Tacloban i soccorritori si fanno lentamente strada tra la marea di detriti di ogni tipo che ricopre l'intera fascia costiera, nel tentativo di recuperare le centinaia di cadaveri ancora sotto le macerie. Onde alte fino a sei metri hanno devastato abitazioni e alberi fino a un chilometro dal litorale, in alcuni casi lasciando navi di grossa stazza sulla terraferma.

"Non so descrivere quello che ho visto, è orribile", ha detto il ministro dell'interno Manuel Roxas. Col passare delle ore, le tv filippine trasmettono immagini dall'elicottero anche da altre città da cui manca ancora un bilancio delle vittime, come Guiuan (40 mila abitanti), la prima a essere colpita da Haiyan e anch'essa rasa al suolo. In un paesaggio simile a quello visto dopo lo tsunami del 2004, i sopravvissuti "camminano come zombie in cerca di cibo", ha raccontato alla Reuters la studentessa Jenny Chu.

Centinaia di cadaveri sono stati rinvenuti a Leyte, altri 300 (ma con 2 mila dispersi) sull'isola di Samar; a Tablocan si sta approntando una fossa comune per 500 corpi. Nel caldo tropicale e con la consapevolezza che ci vorranno giorni per recuperare tutti i cadaveri sotto le macerie, c'è timore anche per il diffondersi di malattie. Le linee telefoniche sono ancora fuori uso; molti superstiti non sono ancora riusciti a far sapere ai parenti di essere vivi, e pregano le tv di riprendere i loro messaggi.

Mentre vaste aree agricole rimangono allagate, a Tablocan vengono inoltre già segnalati atti di sciacallaggio delle poche strutture rimaste in piedi, in alcuni casi a opera di uomini armati: il presidente Benigno Aquino ha inviato 500 militari in più proprio per vigilare sull'anarchia imperante, e sta considerando di proclamare la legge marziale. Le autorità, che avevano provveduto a evacuare 700 mila persone alla vigilia, sembrano ora sopraffatte dalla scala della distruzione.

Con l'aeroporto messo ko dalle onde e le strade intasate da alberi e pali della luce divelti, gli aiuti faticano ad arrivare a destinazione e in alcuni casi i convogli sono stati assaliti e depredati da bande di "gangster", come li ha definiti il segretario della Croce Rossa nazionale. Secondo l'Onu, gli sfollati sono 620 mila, di cui 180 mila al di fuori dei centri per evacuati. Immediata la risposta della Comunità internazionale, con l'Ue che ha stanziato 3 milioni di euro, la Gran Bretagna oltre 7, mentre gli Usa hanno messo a disposizione navi, elicotteri e mezzi di soccorso.

Sui social network, i filippini in patria e all'estero si fanno forza elogiando lo "spirito filippino" che fa resistere la popolazione di fronte ai frequenti disastri naturali. Il reporter televisivo Atom Araullo, unico a trasmettere in diretta nei momenti di massima intensità del tifone, è diventato una specie di super-eroe, simbolo della tenacia nazionale. Intanto, Haiyan sta per colpire la costa settentrionale del Vietnam, con intensità notevolmente minore rispetto a quella con cui ha flagellato le Filippine; date le intense precipitazioni, si prevedono comunque allagamenti e smottamenti.

L'aeroporto di Tacloban, una delle città filippine devastate dal tifone Haiyan, ha parzialmente riaperto questa mattina, per consentire un più rapido arrivo degli aiuti umanitari in una zona al quarto giorno senza elettricità, cibo e acqua. Lo ha comunicato l'ente filippino per l'aviazione civile (Caap). Lo scalo, gravemente danneggiato dalla furia delle onde che hanno spazzato la costa, può accogliere al momento solo pochi voli leggeri.

Dato il crollo delle torre di controllo e la distruzione di altre attrezzature, il Caap ha fatto sapere che ci vorranno giorni o settimane prima di rendere lo scalo agibile per voli commerciali più grandi. Diversi Paesi e organizzazioni umanitarie hanno già inviato centinaia di tonnellate di aiuti, arrivati però finora solo in minima parte data la necessità di utilizzare solo elicotteri militari o le strade di accesso in gran parte ancora inagibili.

Una donna sopravvissuta al tifone Haiyan ha dato oggi alla luce una bambina a Tacloban, una delle città filippine devastate dalle onde. Alla neonata è stato dato il nome di Bea Joy, in onore della nonna Beatriz che ha perso la vita nel disastro. "E' il mio miracolo. Ho pensato che sarei morta", ha raccontato la madre Emily Sagalis, 21 anni, dopo la nascita avvenuta in una sala dell'aeroporto semi-distrutto di Tacloban, adibita a sala parto di emergenza.

 

 

TIFONE SULLE FILIPPINETIFONE SULLE FILIPPINETIFONE SULLE FILIPPINETIFONE SULLE FILIPPINETIFONE SULLE FILIPPINETIFONE SULLE FILIPPINETIFONE SULLE FILIPPINETIFONE SULLE FILIPPINETIFONE SULLE FILIPPINETIFONE SULLE FILIPPINETIFONE SULLE FILIPPINE

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...