DALLA PADELLA ALLA BRACE - "NEW YORK TIMES": CHI "SVAPA" DA GIOVANE RISCHIA DI SVILUPPARE DIPENDENZA DA NICOTINA - LE E.CIGARETTE SONO MENO DANNOSE E PASSARE DAL FUMO AL VAPORE RIDUCE LE SOSTANZE CHIMICHE CANCEROGENE. MA NON SONO IMMUNI DA RISCHI

Riccardo De Palo per "il Messaggero"

 

sigarette tradizionali vs elettroniche

«Smettere di fumare è facile, io l'ho fatto cento volte», diceva Mark Twain. Molti, per riuscire nella titanica impresa di ignorare le bionde, sono passati al fumo elettronico; ma anche svapare - parola terribile ormai entrata nei dizionari - non è esente da rischi. Secondo il rapporto di un comitato americano di esperti - citato ieri dal New York Times - le e-cigarette che contengono nicotina possono dare dipendenza; e a rischiare di più sono soprattutto i giovanissimi, che potrebbero cadere dalla padella alla brace: passare dal vapore al fumo tradizionale.

 

Il dibattito sulle cosiddette sigarette elettroniche e sul loro uso da parte dei teenager è molto sentito, negli Stati Uniti come in Europa, dove il sistema inventato da un cinese di nome Hon Lik ha ormai grande diffusione.

 

sigarette elettroniche

Ora il rapporto dei National Academics of Sciences, Engineering and Medicine viene ritenuto, scrive il quotidiano americano, come il più esaustivo che sia mai stato stilato in materia. Questi dispositivi, sostiene il gruppo di esperti, sono effettivamente meno dannosi dei tradizionali prodotti a base di tabacco, e possono aiutare i fumatori a smettere. Passare dal fumo al vapore riduce l'esposizione al condensato, così come a tante altre sostanze chimiche cancerogene contenute nel fumo di sigaretta.

 

Però anche i prodotti sostitutivi non possono certo dirsi sicuri: non esistono studi scientifici a lungo termine sui loro effetti su cuore, polmoni e capacità riproduttiva, né sulla loro capacità di indurre dipendenza. Secondo questo rapporto, però, ci sono abbastanza ricerche che provano come svapare possa indurre i giovani a fumare sigarette. Per questi consumatori, il rischio di diventare dipendenti da nicotina è maggiore, anche se non esistono studi che stabiliscano un legame definitivo tra le sigarette elettroniche e una prolungata abitudine al fumo.

 

sigarette elettroniche vs tradizionali 2

«Dobbiamo ancora capire molte cose prima di definire l'effettivo impatto sulla salute di questi dispositivi - ha detto il capo del team David Eaton, dell'Università di Washington, al New York Times - le sigarette elettroniche non possono essere semplicemente classificate come benefiche o dannose».

 

Il rapporto era stato commissionato dalla Food and Drugs Administration americana (Fda), l'ente che supervisiona la regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici sul territorio degli Stati Uniti. L'ultima richiesta di approvazione giunta sul tavolo della Fda riguarda un nuovo tipo di dispositivo elettronico, chiamato Iqos (già diffuso in Italia): in pratica viene scaldata (ma non bruciata) una sigaretta di tabacco tradizionale. Se la richiesta venisse accolta, la compagnia che lo commercializza sarebbe la prima a poter definire (e quindi reclamizzare) il proprio prodotto meno dannoso delle sigarette.

 

sigarette elettroniche 2

Questa settimana l'Agenzia americana dovrà anche occuparsi di tutti quei prodotti da banco che vengono considerati coadiuvanti alla cessazione dell'abitudine al fumo: gomme, cerotti, inalatori. Molto più diffuse sono però oggi le sigarette elettroniche; e il rapporto conferma effettivamente i benefici di chi smette di fumare per concedersi una svapata ogni tanto. Il problema è che alcuni alternano le sigarette reali ai dispositivi elettronici; e questo - sottolineano gli esperti - non dà certo gli stessi benefici di chi butta definitivamente alle ortiche pacchetto e accendino. Non esiste al momento alcuna prova che anche il fumo elettronico possa causare tumori; ma il comitato di esperti raccomanda nuovi studi a lungo termine, che possano fugare ogni dubbio.

 

Secondo l'ultimo rapporto dell'Organizzazione mondiale della Sanità, il 21% della popolazione mondiale è costituita da fumatori; di questi, 950 milioni sono uomini e 177 donne. Negli Stati Uniti la percentuale è diminuita dal 42 per cento del 1965 al 21% del 2015; questo ha spinto molte aziende a proporre prodotti sostitutivi, come il fumo elettronico, che hanno avuto un grande sviluppo negli ultimi anni. Tuttavia, è l'utilizzo ricreativo di questi dispositivi a preoccupare gli esperti.

 

sigarette elettroniche jpeg

Soltanto in America, l'11 per cento degli studenti liceali (1,7 milioni) ha provato sigarette elettroniche. Di qui la moderata evidenza sottolineata dal nuovo rapporto, di un legame tra vapore e fumo vero e proprio: i ragazzi provano gli inalatori elettronici, prima di avere mai fumato davvero, e per questo sono più esposti a un vizio conclamato in età adulta. C'è poi un altro dettaglio non trascurabile: chi consuma sigarette elettroniche si espone a una quantità di sostanze potenzialmente tossiche, mentre la percentuale di nicotina varia a seconda del prodotto.

 

In definitiva, bisognerà compiere altri studi prima di un verdetto finale. Molte ricerche condotte finora, sottolineano gli esperti, presentavano ampi margini di dubbio: per la stessa metodologia usata oppure perché erano state finanziate dalle compagnie che commercializzavano i prodotti in esame.

 

 

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