ragazzo si sdraia in mezzo alla strada per sfida social

COME RISCHIARE LA VITA PER UN “LIKE” – FOLLIA A TERNI DOVE UN 15ENNE SI SDRAIA IN MEZZO ALLA STRADA PER FARSI FILMARE DAGLI AMICI E PER POCO NON RISCHIA DI ESSERE INVESTITO DALLE AUTO – LA “SFIDA” È STATA INTERROTTA DA UNA COPPIA IN MACCHINA: “NESSUNO DI QUELLI CHE PASSAVANO SI È FERMATO” – LO PSICOLOGO GIULIO TRIVELLI: “IL MONDO OGGI TI DICE CHE ESISTI SOLO SE SEI...”

SFIDA SOCIAL SDRAIARSI IN MEZZO AL TRAFFICO

Nicoletta Gigli e Vanna Ugolini per “Il Messaggero”

 

Sfidare la morte, barattare la vita con la follia dell'ebbrezza, per dimostrare agli altri, di non avere paura. Ancora un gioco pazzesco fra giovani, una variante delle corse agli incroci con il semaforo rosso, del surf sul treno, che vede protagonisti ragazzi sempre più giovani e anche ragazzine. 

 

SFIDA SOCIAL SDRAIARSI IN MEZZO AL TRAFFICO

SCENA FILMATA 

A quindici anni, sdraiato in mezzo alla strada per consentire ai suoi amici, cinque o sei tra maschi e femmine dai 12 anni in su, di filmare la scena con lo smartphone. Ad interrompere la gara all'ultimo like è una coppia ternana con figli che percorre via Alfonsine, a Cospea, inchioda l'auto e attraversa la strada per raggiungere il gruppo di ragazzini. 

 

SFIDA SOCIAL SDRAIARSI IN MEZZO AL TRAFFICO

«Quello che era steso in mezzo alla strada è scappato via a piedi ma gli amici, alcuni dei quali poco più che bambini, siamo riusciti a fermarli in attesa che arrivasse la polizia» raccontano Ilaria e Roberto. 

 

Gli agenti delle due volanti identificano tutti e si fanno dare il nome del quindicenne che qualche minuto prima ha messo a rischio la propria vita stendendosi al centro della carreggiata. La vicenda, al vaglio dell'ufficio minori della questura, finirà sul tavolo del tribunale per i minorenni di Perugia. Anche perché dalle indagini, che mettono insieme elementi inquietanti, emergerà che quella non era la prima volta. 

 

la folle moda dei ragazzini che si sdraiano in mezzo al traffico 5

In uno degli smartphone che un genitore ha messo a disposizione degli investigatori ci sono diversi video che immortalano i precedenti del gruppetto di ragazzini. Immagini che mostrano le sfide di chi, dopo essersi infilato in uno scatolone di cartone, si piazza in mezzo alla strada in altre vie della città in attesa che arrivino le auto, costrette a schivare l'ostacolo. 

 

L'ultima sfida ad alto rischio, andata in scena nel cuore del quartiere Cospea, è stata interrotta solo perché la coppia ternana non si è voltata dall'altra parte: «Nessuno di quelli che passavano si è fermato - confermano Ilaria e Roberto, che hanno avuto i messaggi di ringraziamento della mamma del 15enne. Di certe sfide sciocche sui social non possiamo dare la colpa ai ragazzini se gli adulti, invece di intervenire, se ne vanno via fingendo di non vedere». 

la folle moda dei ragazzini che si sdraiano in mezzo al traffico 8

 

Sulle responsabilità degli adulti Giulio Trivelli, sociologo e psicologo esperto in disagio giovanile e dipendenze, non ha dubbi: «Tutto questo è il frutto della società dell'immagine, di un mondo in cui sono gli influencer a gestire le politiche giovanili. Sono gli adulti a dire ai giovani che devono essere straordinari, eccezionali. Se i ragazzini mal interpretano queste provocazioni, chi si dovrebbe interrogare sono gli adulti». 

 

L'ALTRO DRAMMA 

La mente torna al 27 luglio di tre anni fa quando Roberto Albanucci, 17 anni, di Acquasparta, calciatore e studente modello, morì per un tragico gioco imitando le riprese del motomondiale. La vita spezzata mentre filmava col cellulare lo scooter dell'amico del cuore, che sarebbe dovuto passare a qualche centimetro da lui, disteso a terra sulla carreggiata. 

 

la folle moda dei ragazzini che si sdraiano in mezzo al traffico 7

E che invece lo centrò alla testa. «I preadolescenti più di tutti sentono la pressione esercitata sui loro coetanei - dice Trivelli. Il mondo oggi ti dice che esisti solo se sei popolare e tutto deve essere portato all'eccesso affinché la definizione dell'io che compie quel gesto esista virtualmente».

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