terremoto giappone

LA TERRA TREMA IN GIAPPONE: IL BILANCIO DELLE VITTIME CAUSATE DAL TERREMOTO È SALITO A 48 – LA SCOSSA, DI MAGNITUDO 7.6, HA COLPITO LA COSTA OVEST DEL PAESE. OLTRE 100MILA GLI EVACUATI - IL SISMA È STATO PERCEPITO ANCHE A TOKYO, CHE DISTA 300 CHILOMETRI DALL’EPICENTRO – IL RISCHIO TSUNAMI E IL TIMORE DI UN NUOVO INCIDENTE IN UNA CENTRALE NUCLEARE, COME FUKUSHIMA NEL MARZO 2011 – I VIDEO E LE FOTO DELLA SCOSSA

 

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GIAPPONE, SALE A 48 IL BILANCIO DELLE VITTIME DEL TERREMOTO

(ANSA-AFP) – E’ salito a 48 morti il bilancio delle vittime causate dal potente terremoto che ieri ha scosso il Giappone. Lo hanno comunicato le autorità locali.

 

FORTE TERREMOTO IN GIAPPONE: VITTIME E PAURA DI UNO TSUNAMI

Estratto dell’articolo di Paolo Salom per il “Corriere della Sera”

 

Terremoto di magnitudo 7.6 in Giappone, con uno sciame sismico di oltre un’ora e allerta tsunami. La scossa, con epicentro nel mare del Giappone, ha colpito la costa Ovest. […]

 

L’intensità del sisma che ha colpito il Giappone Occidentale — magnitudo 7.6 con epicentro lungo la costa prospiciente la città di Suzo, sulla punta della penisola di Noto — ha provocato il crollo di molti edifici, incendi per la rottura di condutture del gas e l’apertura di voragini lungo le strade. Le immagini diffuse sui social network hanno mostrato auto e case nella prefettura di Ishikawa che tremavano violentemente e persone terrorizzate rannicchiate nei negozi e nelle stazioni ferroviarie, oltre a crolli e grandi crepe sul terreno e sugli edifici.

 

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Il terremoto è stato percepito anche nella capitale, Tokyo, che dista circa 300 chilometri dall’epicentro. Le autorità hanno inviato mille militari nelle zone colpite per aiutare negli sforzi di salvataggio, ha detto il ministro della Difesa Minoru Kihara. Alcuni reparti hanno già raggiunto le città di Wajima e Suzu (prefettura di Ishikawa) mentre altri 8.500 soldati potrebbero essere presto inviati.

 

Anche durante le ore precedenti al sisma principale, in tutto il Giappone si erano percepite decine di scosse superiori a magnitudo 3,2; dopo la scossa più forte, il primo ministro Fumio Kishida aveva invitato le persone nelle zone di pericolo a «evacuare il prima possibile» su un terreno più elevato. […]

 

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Onde di oltre un metro di altezza si sono quindi misurate soprattutto nel porto di Wajima, dove si è verificato anche un grande incendio, e nell’isola settentrionale di Hokkaido: tuttavia sono state molto inferiori rispetto alle previsioni dell’Agenzia meteorologica giapponese che aveva inizialmente emesso un avviso di «grande tsunami», ovvero onde fino a cinque metri.

 

Ed è lì che tutti hanno pensato all’11 marzo 2011, quando un maremoto di proporzioni spaventose aveva colpito la costa est del Giappone, affacciata sul Pacifico, provocando ventimila morti e la più grave crisi nucleare dai tempi di Chernobyl (1986) in seguito al blocco e l’esplosione in sequenza di tre reattori della centrale di Fukushima.

 

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Anche ieri, per lunghe ore, si è temuta l’eventualità di un incidente analogo. Ma la vicina centrale di Hokuriku Shika era comunque ferma per manutenzione e non si sono registrate anomalie degne di nota se non un principio di incendio a un generatore che è stato subito domato. Funzionari del ministero dell’Industria giapponese hanno fatto sapere che circa 34.000 famiglie nelle prefetture di Ishikawa, Niigata e Toyama sono rimaste senza elettricità.

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