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TI INSEGNO A MONTARE… UNA TENDA – DOPO LO SCANDALO A SFONDO SESSUALE CHE COINVOLGE 12MILA I BOY SCOUT OF AMERICA SI CORRE A TAPPARE IL BUCO - DAVANTI ALLA POSSIBILITÀ DI DENUNCE, L'ASSOCIAZIONE HA COMINCIATO A ESPLORARE LA POSSIBILITÀ DI DICHIARARE BANCAROTTA: CIÒ LA RENDEREBBE IMMUNE DA NUOVE CAUSE PER DANNI…

Anna Guaita per “il Messaggero”

 

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Un' altra delle più rispettate e amate associazioni americane viene travolta da uno scandalo di molestie sessuali. Dopo le denunce contro la Chiesa Cattolica, anche l' associazione dei Boy Scouts of America deve rispondere dell' accusa di non aver agito in modo pronto e trasparente in difesa dei bambini.

 

Lo scandalo, come quello dei sacerdoti cattolici, è in realtà scoppiato anni fa, ma nelle ultime settimane è riesploso con maggior vigore e questa volta non sembra facile da insabbiare.

 

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I numeri da soli fanno paura, con oltre 12 mila bambini molestati fra il 1944 e il 2016. Già nel 2010, quando vennero a galla le prime accuse, la Bsa ha dovuto risarcire decine di vittime, con una spesa di oltre 18 milioni di dollari. Ma lo stillicidio non è finito, e le denunce continuano a venire. Per di più aumenta il numero di Stati che sta estendendo i termini temporali entro i quali si possono perseguire i reati a sfondo sessuale, allontanando la possibilità che cadano in prescrizione.

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Davanti alla possibilità di denunce di casi vecchi di anni, se non decenni, lo scorso dicembre la Bsa ha cominciato a esplorare la possibilità di dichiarare bancarotta e chiedere l' amministrazione controllata. Ciò la renderebbe immune da nuove cause per danni.

 

LA RIVELAZIONE

La rivelazione ha messo sul piede di guerra vari studi di avvocati, che hanno esteso un invito nazionale a farsi avanti a tutti coloro che siano stati molestati e finora non ne avessero parlato. E solo nelle ultime settimane altri 200 individui si sono aggiunti alle liste già esistenti, e il nome di altri 150 sospetti pedofili mai prima citati sono stati rivelati.

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Come è successo nello scandalo della Chiesa Cattolica, il problema che più turba è il fatto che l' organizzazione stessa avesse conoscenza di quel che avveniva e tenesse dei segretissimi perversion files, le cartelle della perversione, in cui attraverso gli anni venivano riportati gli incidenti, i nomi dei presunti colpevoli, delle vittime, i fatti accaduti.

 

I sospetti pedofili venivano allontanati, e definiti inelegible (non ammissibili). Ma gli atti che si credeva avessero compiuto non venivano resi pubblici, nè riferiti alla polizia. L' accusa delle vittime, così come degli avvocati che le difendono, è che la Bsa ha sì purgato se stessa, ma ha di fatto lasciato in libertà possibili pedofili che potrebbero aver continuato a molestare bambini altrove.

 

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Alcune delle vittime che si sono fatte avanti adesso chiedono scusa per non aver avuto il coraggio di parlare prima. James Kretschmer, di 56 anni, e Kendall Kimber di 60, raccontano di aver provato «vergogna e paura» per decenni, ma di aver deciso di farsi avanti per evitare che quel che hanno sofferto da bambini succeda ad altri piccoli oggi: «Temo che ci siano migliaia di bambini che non avrebbero dovuto subire le stesse cose se la gente si fosse ribellata prima e avesse detto che no, non si sarebbero tollerate questi atti» ha detto Kretshmer.

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LO SCANDALO DAL 2010

L' esistenza delle «cartelle della perversione» è stata rivelata dopo l' inizio dello scandalo nel 2010. Ma è stata la stessa organizzazione dei Boy Scout a assumere una esperta di psichiatria, la professoressa Janet Warren, perché le studiasse e ne facesse un sunto.

 

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La docente dell' University of Virginia ha lavorato su documenti che cominciavano dagli anni Quaranta, ed è giunta alla conclusione che nei decenni c' erano stati 7.819 individui «coinvolti nell' atto di molestare sessualmente un bambino». Sulla base delle sue conclusioni, gli avvocati chiedono che le cartelle vengano rese pubbliche e i nomi rivelati.

 

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La Boy Scouts of America si difende: «Non abbiamo mai consapevolmente permesso a un criminale di lavorare con i giovani». E ribadisce: «Per noi niente è più importante della sicurezza e della protezione dei bambini. Siamo indignati che ci siano stati momenti in cui le persone hanno approfittato dei nostri programmi per abusare di bambini innocenti».

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