JIHAD TRA LE LENZUOLA - LA GENDARMERIA FRANCESE E’ IN IMBARAZZO DOPO AVER SCOPERTO CHE A TRESCARE CON IL COMPLICE DI COULIBALY, C’ERA UNA POLIZIOTTA - LA DONNA HA UN RUOLO NEGLI ATTENTATI?

Anais Ginori per “la Repubblica”

 

ostaggi uccisi da amedy coulibaly nel supermercato kosher di parigiostaggi uccisi da amedy coulibaly nel supermercato kosher di parigi

Di lei si conosce solo il nome: Emmanuelle. E’ la nuova donna del mistero nell’inchiesta sugli attentati di Parigi. Emmanuelle, nata 34 anni fa in Bretagna, è da lunedì in stato di fermo, insieme ad altri tre presunti complici di Amédy Coulibaly, l’attentatore del supermercato kosher. La protezione dell’identità della donna, di cui non circolano fotografie, è motivata da un grave imbarazzo tra gli investigatori: Emmanuelle non è una sospetta qualsiasi. È una gendarme con un’onorata carriera alle spalle.

 

La scoperta della sua storia d’amore con Amar Ramdani, uno dei presunti complici di Coulibaly, è avvenuta quasi per caso, subito dopo gli attentati che hanno provocato 17 vittime. Pedinando Ramdani, i poliziotti si sono accorti con stupore che l’uomo — oggetto di un mandato internazionale per traffico d’armi e stupefacenti — entrava e usciva senza problemi dal centro operativo di Rosny-sous-Bois, sede dell’intelligence francese, il “Forte” come dicono tra di loro gli spioni, in cui Emmanuelle era di stanza.

amedy coulibalyamedy coulibaly

 

Ramdani, 34 anni, non è un sospettato qualsiasi nell’inchiesta. Sarebbe stato lui a portare Coulibaly il 9 gennaio davanti al supermercato kosher di Porte de Vincennes. I due uomini sono stati insieme anche nei giorni precedenti: il cellulare di Ramdani è stato localizzato insieme a quello di Coulibaly in luoghi diversi il 6, 7 e 8 gennaio, a cavallo dell’attacco di Charlie Hebdo.

 

Ramdani è stato arrestato il 23 gennaio scorso. Emmanuelle lo avrebbe incontrato nel 2013, a casa di amici comuni. Lui usciva di prigione dopo essere stato condannato per la rapina di una gioielleria: durante la detenzione aveva conosciuto Coulibaly. Lei era da poco approdata nella sede operativa del “Forte”, dopo una lunga carriera passata nelle banlieue più dure, e un divorzio finito malissimo, senza figli.

AMEDY COULIBALYAMEDY COULIBALY

 

Un “colpo di fulmine” secondo la definizione di Emmanuelle a una giornalista che l’ha intervistata un mese fa. Una passione che ha sconvolto la vita dell’agente. Nel corso delle indagini di queste settimane, i magistrati hanno scoperto che all’uscita dal lavoro, Emmanuelle toglieva regolarmente il kepì per indossare il velo e si sarebbe convertita all’Islam da due anni.

 

Non è ancora chiaro quale sia stato il ruolo di Emmanuelle nella preparazione degli attentati. «C’è un grosso malinteso, lei non c’entra niente con gli attentati» ha detto il suo avvocato. Secondo gli investigatori, la gendarme ha tentato invano di intercettare informazioni su Coulibaly e sua moglie nel database dei servizi segreti.

 

hayat boumedienne e amedy coulibaly  hayat boumedienne e amedy coulibaly

Non solo Emmanuelle, che appartiene anche alla polizia giudiziaria, avrebbe cercato di consultare il fascicolo dell’inchiesta dopo che il suo compagno è stato arrestato. Ha usato lo statuto di gendarme per incontrarlo in prigione e ha persino nascosto delle lettere nella biancheria mandata in carcere. In uno dei messaggi mandati al suo compagno, la donna parla di un viaggio a Charleroi, in Belgio, dove Coulibaly ha venduto una macchina e comprato le armi prima degli attacchi di gennaio.

 

hayat boumedienne e amedy coulibaly   hayat boumedienne e amedy coulibaly

La love story non fa altro che rilanciare le accuse sulle troppe distrazioni dell’intelligence francese. Ufficialmente nessuno al “Forte” si era accorto della relazione tra una gendarme e un pregiudicato, schedato come “militante islamista” dall’antiterrorismo. E’ stato il Canard Enchainé a rivelare la notizia a inizio febbraio, quando la donna era ancora operativa nella sede dei servizi segreti. La gendarme è stata sospesa dal corpo militare il 12 febbraio. Un’inchiesta amministrativa interna è in corso e la sottufficiale potrebbe essere radiata dalla gendarmeria.

 

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)