campi rom via san dionigi milano

LA MONNEZZA DI ROM - IL TRIBUNALE DI MILANO CONDANNA I CAPI DI UN CAMPO NOMADI A RISARCIRE 300MILA EURO: HANNO CREATO DISCARICHE ABUSIVE, BRUCIATO RIFIUTI E POI LI HANNO BUTTATI IN UN LAGHETTO, CHE ORA ANDRÀ BONIFICATO - NON SI SA SE PAGHERANNO MAI, MA È LA PRIMA SENTENZA DI QUESTO TIPO DELLA GIUSTIZIA ITALIANA

campi   rom via san dionigi milanocampi rom via san dionigi milano

Luigi Ferrarella per il ''Corriere della Sera''

 

Può pure darsi che 300 mila euro di risarcimento al Comune di Milano gli imputati condannati non li paghino mai, ma almeno il principio è fissato all’esito di una non comune istruttoria processuale condotta dalla Procura su un fenomeno in passato troppo spesso trattato come evento minore: i roghi di rifiuti, il loro accatastamento in discariche di fatto, lo smaltimento abusivo in un laghetto, tutto nei «due campi rom non autorizzati sull’area di via San Dionigi 107/109» (inserita nel Parco agricolo Sud Milano ex Parco delle Rose) dal 2008 fino allo sgombero l’1 agosto 2014.

 

Per queste condotte, «tali da arrecare un assiduo pregiudizio agli abitanti dei quartieri limitrofi al campo nomadi in cui dimoravano gli imputati», i giudici Oscar Magi, Giulia Turri e (relatrice) Caterina Ambrosino hanno infatti ritenuto due 48enni «capifamiglia» dell’insediamento abusivo (uno di origine romena e l’altro bosniaca), e un appena maggiorenne di origine romena, responsabili delle contravvenzioni ambientali di discarica abusiva, scarichi di acque reflue senza autorizzazione, e deturpazione di bellezze naturali.

campi  rom via san dionigi milanocampi rom via san dionigi milano

 

Ma l’aspetto particolare della sentenza, all’esito del dibattimento istruito dal pm Maria Letizia Mannella con la polizia locale, sta non tanto nella pena di 8 mesi, quanto nella condanna degli imputati a risarcire i danni al Comune di Milano e la Città Metropolitana costituitisi parti civili. Nel caso di Palazzo Marino, scrive il Tribunale, «la pluriennale accumulazione di rifiuti di diversa natura sia sull’area sia nella fonte sorgiva rende necessarie corpose ed economicamente rilevanti attività di rimozione» dei materiali «prodromiche alla bonifica e al ripristino dell’area».

 

E se per questi costi allo stato non quantificabili il Tribunale rinvia a una separata causa civile, già ora invece riconosce al Comune una provvisionale di 294.000 euro, pari cioè alla somma che il Comune ha già speso per rimuovere e smaltire i rifiuti speciali pericolosi e i rifiuti ferrosi. Alla Città Metropolitana, invece, i giudici riconoscono il danno non patrimoniale: non quello ambientale (per il quale l’unico legittimato è lo Stato centrale), ma quello consistente nella lesione dell’immagine dell’ente territoriale competente sulla gestione dei rifiuti nell’area del Parco agricolo Sud Milano.

 

«Il primo campo abusivo — ha testimoniato in aula la polizia locale — era completamente chiuso e per entrare bisognava chiedere l’accesso a loro, nel secondo venivamo ostacolati e noi stessi non potevamo entrare». Mobili, batterie, pneumatici, pezzi di catrame, macerie edili, fusti di oli esausti, plastica, residui di bancali, elettrodomestici: «Vari rifiuti galleggiavano su quest’acqua che è una sorgiva», mentre in altra parte del terreno «una volta raggiunto un quantitativo enorme di questi rifiuti veniva appiccato il fuoco.

val d ala parco  delle valli campo nomadi romaval d ala parco delle valli campo nomadi roma

 

E quel fuoco provocava esalazioni che raggiungevano i quartieri Milano, Omero e anche Santa Giulia. Noi intervenivamo con i vigili del fuoco, si spegneva questo incendio, e dopo quindici giorni i residenti chiamavano le pattuglie» per nuovi «falò e fumi prodotti dalla combustione».

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