domusnovas fabbrica bombe sardegna

VIAGGIO NELLA "FABBRICA DELLE BOMBE INSANGUINATE" - LO STABILIMENTO DELLA "DOMUSNOVAS", IL LUOGO PIU' SEGRETO E CONTESTATO D'ITALIA, E' IN SARDEGNA: OGNI GIORNO "SFORNA" ORDIGNI DI OGNI TIPO, DAI PROIETTILI D'ARTIGLIERIA DA 155 MILLIMETRI (DESTINATI ALL'ESERCITO UCRAINO, CHE NE CONSUMA IN QUANTITA') A BOMBE GIGANTI, PER NAVI E AEREI, CHE PESANO 900 CHILI - NEL 2019 LA FABBRICA STAVA PER CHIUDERE, POI LA GUERRA IN UCRAINA HA RILANCIATO GLI AFFARI...

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “La Repubblica”

 

fabbrica domusnovas 4

Un colossale ragno meccanico appeso al soffitto afferra otto bossoli, li solleva contemporaneamente e poi vi riversa l’esplosivo. Terminata l’operazione, li adagia sul pavimento asettico, deponendoli come uova destinate a generare l’inferno. La scena sintetizza la nostra epoca: con questa manovra robotizzata, le munizioni scadute della Guerra Fredda riconquistano la loro forza distruttiva e le armi inutilizzate nel passato più cupo si tramutano negli strumenti letali di un presente drammatico.

 

Così infatti migliaia di residuati bellici pescati nei fondi di magazzino del nostro Esercito si trasformano nella merce più richiesta sui mercati mondiali: i proiettili d’artiglieria da 155 millimetri, destinati in questo caso a raggiungere le batterie ucraine in prima linea. Li vogliono tutti: il governo di Kiev che ne consuma migliaia ogni giorno per respingere l’invasione russa, la Nato che ha esaurito le scorte e adesso anche Israele alle prese con l’offensiva di Gaza. Ma sono introvabili, perché in Europa si era praticamente smesso di produrli da vent’anni. L’unica eccezione è questo stabilimento sardo, il più moderno del Continente.

fabbrica domusnovas 1

 

Siamo nel luogo più segreto e più contestato d’Italia: l’industria di Domusnovas, spesso chiamata “la fabbrica delle bombe insanguinate”. Ottanta ettari di laboratori bunker, protetti da alti reticolati e addossati a colline che ricordano il Far West: pure gli uffici e il portone d’accesso sono stati costruiti in stile Fort Alamo, rendendo distopica l’atmosfera. [...]

 

Varcati i cancelli c’è l’intera filiera che trasforma cilindri d’acciaio in ordigni per aereo, mine navali, proiettili d’artiglieria. Munizioni, d’ogni calibro e potenza prendono forma nei capannoni, dove si lavora con un misto di tecnologie avanzate e competenza artigianale. Si confezionano pure quelle giganti da 2000 libbre, oltre 900 chili, che si usano per distruggere i rifugi sotterranei. Quasi tutte andranno ad aviazioni europee.

fabbrica domusnovas 2

 

Ormai non esistono più bombe generiche; ognuna viene confezionata su misura per un determinato modello di caccia: ci sono quelle per i Rafale francese e quelle per gli F35 olandesi. Dovranno restare agganciate sotto le ali a velocità supersoniche, senza interferire con l’aerodinamica, e spesso venire dotate di testate di guida al laser o gps: la precisione deve essere assoluta, verificata con più apparecchi computerizzati persino nella verniciatura.

 

Gli involucri vengono forgiati nella prima parte della fabbrica. Poi, divisa dal letto di un torrente, c’è l’area di caricamento degli esplosivi. Dove compaiono le bandiere rosse non si possono usare strumenti elettrici né suole di cuoio per evitare il rischio di scintille. Ogni stanza è serrata da bastioni di terra e cemento, ogni locale a distanza di sicurezza dall’altro: quasi sempre le operazioni sono automatizzate, senza personale presente.

 

fabbrica domusnovas 3

Le fasi più delicate però sono controllate manualmente dagli operai: come la selezione della polvere esplosiva che viene setacciata da due persone, attente che non resti nemmeno un pezzettino di carta. Poi viene mescolata dentro grandi cilindri metallici, che evocano gli alambicchi degli alchimisti, a seconda dell’impiego: la quantità maggiore finisce nel ventre delle mine navali, quasi ottocento chili, appena ordinate dal governo australiano per tenere lontana la flotta cinese. [...]

 

Nel 2019 il governo Conte aveva sospeso le forniture di ordigni per l’aviazione saudita ed emiratina, già autorizzate dall’esecutivo Renzi: una campagna umanitaria contro i bombardamenti nello Yemen, che avevano fatto strage di civili. All’epoca erano la commessa principale e la Rwm ha rischiato di chiudere. Poi, prima ancora che il bando contro i due Paesi arabi venisse revocato da Draghi e Meloni, c’è stata l’invasione dell’Ucraina ed è cambiato il mondo [...]

 

MUNIZIONI DA 155 MM

Gli ucraini continuano a domandarne altri, perché le riserve sono quasi esaurite mentre i russi ne hanno ricevuti in quantità dalla Corea del Nord. L’Unione europea pochi giorni fa ha riconosciuto di non potere rispettare la promessa di un milione di munizioni d’artiglieria fatta al governo Zelensky: non ci sono catene di montaggio in grado di produrle. Una situazione paradossale, perché a Domusnovas c’è pure una seconda fabbrica nuova di zecca, ancora più moderna della prima, che è costata 45 milioni ma resta ferma per ricorsi amministrativi.

 

F35 CHE POSSONO TRASPORTARE ARMI NUCLEARI 4

[...] Più che gli aspetti ecologici, è indubbio che una fabbrica del genere ponga seri problemi etici: ogni settimana sforna centinaia di ordigni e visualizzarne gli effetti devastanti provoca un senso di angoscia. [...]

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