zio paperone

VITA DA NABABBO – FILANTROPO O MISANTROPO, IL MILIARDARIO È UNA GRANDE FIGURA LETTERARIA: DA RE MIDA, RESO FOLLE DALLA SUA ESISTENZA NEI PANNI DI GOLDFINGER, FINO A ZIO PAPERONE, IMPERMEABILE A OGNI SENTIMENTO CHE NON FOSSE L’AMORE PER IL PATRIMONIO – PER SECOLI I SOLDI NON HANNO PORTATO SORRISI, FINCHÉ NELL’OTTOCENTO IL CAPITALISMO SCELSE DI CORREGGERE LA RAPPRESENTAZIONE DI SÉ…

Estratto dell’articolo di Stefano Massini per “la Repubblica

 

zio paperone

A fronte di tanta letteratura pauperista, in cui il punto di vista degli umili e dei derelitti è non solo prevaricante ma moralmente enfatizzato, ci piace per una volta volgere lo sguardo sull' emisfero al rovescio, quello dei cosiddetti nababbi.

 

Lo faremo partendo da un dettaglio curioso nella mitologia milionaria: quando Trump nacque, nel giugno del '46, ancora non esisteva Zio Paperone: l' aureo zio dalle folte basette bianche è in realtà più giovane del Donald dalle fulgenti chiome, dato che il fumetto Disney avrebbe visto la luce solo un anno e mezzo più tardi, disegnato da Carl Barks che ne fece un formidabile ritratto del misantropo danaroso, impermeabile a qualunque sentimento che non fosse l' amore sperequato per il proprio patrimonio.

 

re mida

L' attaccamento di Paperone per il suo oro assume com' è noto proporzioni surreali, tali da impressionare i bambini sottoforma di monito morale non così lontano dal modello letterario del cartoon, lo Scrooge di Charles Dickens, ovvero il vecchio capitalista incarognito che solo una sarabanda spiritesca muove a compassione nel gelo della veglia di Natale.

 

(…) Ma fu il mito greco a occuparsi per primo della ricchezza, della sua voracità, degli effetti perversi che essa comporta. E lo fece con il ritratto del re frigio Mida, premiato dal dio Dioniso con il famoso tocco che tramutava qualunque cosa in oro; ma se questo tratto della leggenda è a tutti noto, molto meno lo è l' epilogo della vicenda, con il nostro Mida reso letteralmente folle da questa sua esistenza nei panni di Goldfinger, incapace perfino di cibarsi o di carezzare un cane senza che quello divenisse una riserva aurea degna di Fort Knox. Sintesi: per tornare felice, Mida implorò che gli fosse tolto il dono.

re mida 1

 

(…) Insomma, per secoli i soldi non hanno portato sorrisi. E qui la sorpresa: fu per correggere questa scura fama che già nell' Ottocento molti miliardari cominciarono a dedicarsi alla filantropia, elargendo donazioni agli orfanelli o finanziando borse di studio, purché portassero sempre bene in vista il marchio di famiglia. Si tratta di una delle più impressionanti operazioni di restyling nella storia della modernità: il capitalismo - che dalla notte dei tempi aveva sempre accettato e subito l' odio collettivo - scelse di correggere la rappresentazione di sé, proponendosi deliberatamente di intercettare non solo il pubblico consenso, ma addirittura l' affetto.

donald trump

 

(…) Ma l' aspetto più interessante della questione sta nel territorio ibrido in cui il milionario filantropo cede il passo al misantropo, e viceversa: qui si coglie il nervo scoperto dell' operazione, o se vogliamo il senso profondo del maquillage.

 

Forse la risposta ce la fornisce colei che nei primissimi anni del 1900 inaugurò di fatto il filone del giornalismo d' inchiesta. Si chiamava Ida Tarbell, e promise letteralmente guerra a uno degli uomini più ricchi mai comparsi sul pianeta terra: John D.Rockefeller.

 

john d rockefeller

Fra i due v' era stato, per così dire, qualcosa di personale, essendosi Rockefeller liberato - con metodi piuttosto discutibili - di tutti i marchi concorrenti sul mercato petrolifero del tardo Ottocento, compresa la ditta in cui operava il padre della Tarbell.

 

Per sua sfortuna, la ragazza non demordeva facilmente, e si diede per anni a stilare un infuocato dossier contro la Standard Oil Co. e il suo potentissimo magnate. Ne nacquero alcuni articoli che ebbero un' eco senza precedenti, per la semplice ragione che Rockefeller, filantropo e benefattore, veniva per la prima volta smascherato pubblicamente come un profittatore senza scrupoli.

 

ida tarbell

Dall' alto del suo trono, egli tuonò e lanciò anatemi, infittendo le donazioni benefiche per salvare la faccia. Ma non servì, perché neppure dieci anni dopo, davanti alle miniere di Ludlow, in Colorado, una protesta dei suoi dipendenti fu sedata nel sangue e chi aprì il fuoco contro donne e bambini (identici a quelli che Rockefeller carezzava negli orfanotrofi). Dura cosa far convivere umanità e profitto. Per citare Ida Tarbell: non può nascerne che ipocrisia.

ida tarbell 1

 

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…