tony binarelli

VITA, TRUCCHI E SEGRETI DELL’ILLUSIONISTA TONY BINARELLI - “LASCIAI LO STIPENDIO SICURO PER DEDICARMI ALLA MAGIA. MI LICENZIAI E DIVISI I SOLDI DELLA LIQUIDAZIONE IN DODICI BUSTE, UNA PER OGNI MESE E..." - "SUL SET DEL FILM “CONTINUAVANO A CHIAMARLO TRINITÀ” CON BUD SPENCER E TERENCE HILL CI FU UN EPISODIO UN PO’ PUZZOLENTE…UNA SERA HO CHIAMATO SUL PALCO UNO SPETTATORE. DOVEVA LEGGERE MENTALMENTE UNA FRASE SFOGLIANDO UNA RIVISTA, E IO AVREI PROVVEDUTO A INDOVINARLA MA…”

Nino Materi per “il Giornale”

 

Tony Binarelli

Tanto per mettere in chiaro le cose, la telefonata inizia così: «Pronto, parlo con il mago Tony Binarelli?» «Sì, mi dica» «Sono un giornalista, posso farle un'intervista?» «Con piacere. Ma prima pensi a un numero dispari» «Ok» (penso al numero 7, ndr) «Lei ha pensato al numero sette!». Fantastico Binarelli. Il 16 settembre compirà 80 anni. Dire che ne dimostra 10 di meno sarebbe fargli un torto, perché in realtà Tony sembra ancora più giovane. Ne ha di aneddoti da raccontare. Una vita spettacolare fatta di trucchi, nel senso buono del termine.

 

tony binarelli

Mezzo secolo di carriera in un'Italia abituata a illudersi e che per questo, forse, ha sempre guardato agli illusionisti con lo stesso stupefatto interesse con cui i bambini guardano (guardavano?) i cartoni animati. Nell'anno (il 1948) in cui Eduardo De Filippo scriveva La grande magia - una delle sue commedie più intense con protagonista il «mago Marvuglia», personaggio un po' filosofo un po' saltimbanco - Binarelli aveva solo otto anni, ma già una grande passione per i giochi di prestigio. Magie che sarebbero diventate la sua professione, facendo di lui uno dei maghi più premiati al mondo e l'unico ad avere vinto un Telegatto, l'oscar italiano della televisione.

 

tony binarelli 4

E dire che tutto cominciò con un libro caduto «misteriosamente» sulla sua piccola (ma già ben dura!) testa di bambino. «Ero al mare, a Follonica. Avevo 12 anni e mi ero beccato la bronchite. Non potevo fare il bagno. Mi annoiavo. Allora entrai in uno di quei negozietti dove vendono un po' di tutto. Un raggio di sole illuminò un libro. Era in alto, sullo scaffale. Incuriosito, mi arrampicai. Persi l'equilibrio. Caddi e trascinai giù ogni cosa. Quando mi ripresi, il libro illuminato era lì, la copertina rigida mi aveva colpito in piena fronte. Sa qual era il titolo del libro?».

 

Il mago è lei, dica...

«Nel mondo invisibile: spiritismo e potenza psichica di Léon Denis».

 

Denis, il massimo teorico francese in tema di esoterismo e un'autorità in materia di parapsicologia.

«Proprio lui».

 

Un segno del destino.

tony binarelli 5

«Lo lessi, rimanendone affascinato».

 

Fulminato sulla via di Damasco.

«Be', più modestamente, sulla via di Follonica...».

 

Dopo di che partì a razzo per fare il mago?

«Diciamo che iniziai a coltivare la mia vocazione. Studiavo, sperimentavo, inventavo. Il palcoscenico esercitava su di me un'attrazione eccezionale».

 

La melodia inebriante degli applausi.

«Le serate si moltiplicavano. I miei show erano graditi».

tony binarelli 6

 

Dal cilindro, con il coniglio, era spuntato anche il successo.

«Non ho mai utilizzato cilindri e conigli. Mi hanno sempre fatto tristezza. In compenso sono stato capace di ammaestrare, dopo sei mesi di allenamento, una tartaruga a individuare le carte segrete scelte dal pubblico».

 

Con una magia facciamo un balzo nel tempo. Il ragazzino «colpito» dal libro è diventato adulto.

«E si è pure sposato. Giunge il momento di prendere la decisione destinata a stravolgermi l'esistenza».

 

Scelta definitiva.

«Nessun dubbio. Lascio lo stipendio sicuro per dedicarmi anima e corpo alla magia».

 

E sua moglie che disse?

«Mi appoggiò. Le sue parole furono: Voglio un marito felice che realizzi i propri sogni».

tony binarelli 7

 

Trovarne di donne così.

«Sono stato fortunato».

 

Che lavoro faceva prima di darsi al mentalismo?

«Impiegato in una casa automobilistica».

 

Poi la retromarcia...

«Mi licenziai e divisi i soldi della liquidazione in dodici buste, una per ogni mese. Promettendo a mia moglie: Se entro un anno non sfondo con la magia, torno alle automobili. Da allora sono passati 50 anni. E ancora oggi faccio l'artista».

 

Il suo momento d'oro risale alla fine degli '70. Era uno dei volti più popolari e amati dal pubblico televisivo. Chi fu il primo a credere veramente in lei?

«Corrado. Entrambi romani, tra noi scattò subito la scintilla. C'era grande intesa, per i miei numeri mi concedeva ampi spazi. Ero ospite fisso di Domenica in che allora aveva ascolti pazzeschi».

tony binarelli 3

 

Di qui la sua enorme notorietà, in «comproprietà» con l'altro suo celebre collega, il mago Silvan.

«Io e lui avevamo però stili e pubblici diversi».

 

In che senso?

«Silvan era più mago in senso classico, mentre io ero più intrattenitore in senso moderno».

 

Nell'ambiente cinematografico era stato ribattezzato Mister Contromani. Perché?

«Facevo il doppiatore delle mani».

 

Vale a dire?

«Ho prestato le mie mani agli attori di oltre 50 film. Quando i protagonisti mischiavano acrobaticamente le carte durante le partite di poker, la cinepresa zoomava sulle loro mani e tagliava le loro teste. Bene, quelle mani inquadrate erano le mie».

 

tony binarelli 10

Ha «doppiato» mani delle star? Qualche nome?

«Terence Hill, Bud Spencer, Alain Delon, Brigitte Bardot».

 

Un aneddoto divertente?

«Sul set del film Continuavano a chiamarlo Trinità con Bud Spencer e Terence Hill. Ma più che divertente, si tratta di un aneddoto puzzolente...».

 

«Puzzolente»?

«Sì, tutta colpa del budget ridotto. Terence Hill interpretava il ruolo di un giocatore al tavolo di un saloon western che indossava una camicia unta e bisunta. Quando intervenivo io per manipolare il mazzo di carte, Terence mi prestava la sua camicia sporca. Giravamo in piena estate e c'era un caldo pazzesco. Si sudava tanto. La scena fu ripetuta varie volte. Purtroppo. Per entrambi».

 

Un ricordo più «profumato»?

«L'incontro con Federico Fellini. Era appassionato di magia e una sera ci incontrammo a casa di amici in comune. Mi chiese: Tony, mi sveli un gioco di prestigio?».

 

tony binarelli 11

E lei?

«Un mago non svela mai i trucchi, ma gli dissi: Federico, ti mostro un nuovo gioco che non ho ancora fatto vedere a nessuno».

 

Fellini come la prese?

«Era entusiasta. Cominciò a spostare tutti i mobili del salone sotto gli occhi increduli del padrone di casa. Tony, devi sentirti a tuo agio. Come se ti trovassi sul palco di un vero teatro. Insomma, posso dire di essere stato diretto personalmente da uno dei più importanti registi del mondo».

 

Una bella soddisfazione. Ma, per curiosità, il cosa consisteva la novità del gioco?

«Una mia invenzione. Per la quale ho ricevuto anche una serie di premi internazionali».

 

Spieghi la magia. Nei dettagli.

tony binarelli e solange

«Si fa scegliere una carta a una persona del pubblico. La carta viene mostrata a tutti e celata tra le mani della persona che seguita a tenerla sempre con sé. Il mago si allontana e fa come il gesto di lanciare un bacio a distanza. A questo punto la persona apre le mani e mostra la carta. Su cui, incredibilmente, appare l'impronta di due labbra serrate a mo' di bacio».

 

Oggi in tv il modello del mago è cambiato, regge solo il mago-comico. Come se lo spiega?

«I tempi televisivi sono ormai serratissimi. Io e Silvan avevamo anche 15 minuti per esibirci, mentre oggi al massimo te ne concedono tre: il tempo di una barzelletta, per fare da cerniera tra gli spot pubblicitari. Così noi maghi siamo spariti dal piccolo schermo. Questo ovviamente non vale solo per i maghi. Se vivessero oggi, anche mostri di bravura come Walter Chiari o Pino Caruso, che avevano nell'affabulazione i punti di forza, non riuscirebbero a esprimersi appieno».

tony binarelli

 

È mai stato tentato di «tagliare a metà» una donna. Silvan lo faceva spesso...

«Quel genere di giochi non fa per me. Li ho sperimentati ma non rientrano nelle mie corde. Senza contare che in una donna tagliata a metà non saprei, alla fine, quale parte scegliere: quella di sopra o quella di sotto?».

 

A proposito di donne. Le sue vallette erano sempre bellissime.

«Ne ho cambiate tante. Ma poi mia moglie mi ha imposto uno stop. A volte anche esagerando...».

 

Cioè?

«Si figuri che una volta non volle scendere dalla nave, solo perché eravamo nel porto di... La Valletta».

 

Il suo palmarès è da Guinness dei primati. Ma perfino i migliori professionisti possono sbagliare. Si è trovato qualche volta in imbarazzo per qualcosa andato storto durante un'esibizione?

tony binarelli nello spot biancosarti

«È accaduto due volte. Una volta nel nord Italia e un'altra volta in una regione meridionale».

 

Cos' è successo?

«Ho chiamato sul palco uno spettatore. Doveva leggere mentalmente una frase sfogliando una rivista, e io avrei provveduto a indovinarla».

 

Non riuscì a indovinare la frase?

«No. Entrambi i prescelti erano analfabeti: Scusate, ma non sappiamo leggere».

 

roger moore e tony binarelli

Per diventare maghi bisogna invece studiare molto. L'innovazione ha rappresentato il filo conduttore della sua carriera. Ha scritto libri, insegnato il mestiere a tanti giovani, ideato trasmissioni in Italia e all'estero. Ma qual è stato il suo vero «marchio di fabbrica»?

«Forse l'avere trasformato la prestigiazione in situation comedy, cioè una forma di spettacolo articolata sul coinvolgimento degli spettatori».

 

Il suo spettacolo di prestigiazione continua a essere in tournée.

«I tempi d'oro sono alle spalle. Ma non ci possiamo lamentare. Mai mollare».

 

Sui suoi libri si sono formati generazioni di maghi.

«In Italia e all'estero ho pubblicato diversi manuali, ma non ho pensato solo ai professionisti».

 

Anche i dilettanti devono esserle grati?

tony binarelli 9

«In famiglia strabiliare i parenti con giochi di prestigio in famiglia fa guadagnare... prestigio».

 

Caspita. Ma lei è un asso anche nei giochi di... parole.

«Un bravo mago deve avere anche un buon eloquio ed essere padrone della lingua. La dialettica serve anche per distrarre l'interlocutore, rendendo il trucco ancora più misterioso».

 

Si è cimentato pure nell'editoria.

«Ho fondato la rivista italiana di illusionismo e prestigiazione Qui magia».

 

Chissà quanti scoop...

«La mia carriera è stata tutta un'Edizione Straordinaria».

 

Un'esclusiva per i lettori del Giornale?

tony binarelli maurizio costanzo giorgio faletti

«Sono l'unico italiano detentore di ben tre premi ai campionati mondiali d'illusionismo del 1967, 1970, e 1973».

 

Roba da prima pagina...

«Attento. Le leggo nel pensiero. Mi sta prendendo in giro».

 

Non mi permetterei mai...

«E allora gliene dico un'altra...».

 

Scommettiamo? L'ennesimo prestigioso riconoscimento...

 «Esatto. Non è colpa mia se sono tra i migliori su piazza. Da 13 anni sono il presidente italiano dell'International brotherhood of magicians, l'associazione mondiale degli illusionisti».

 

tony binarelli 8

Lei è in splendida forma, ma ha una certa età. Pensa mai alla morte?

«Sono un uomo di fede e un cattolico praticante. Anche io saprei come moltiplicare i pani e i pesci, ma il vero miracolo lo fece Gesù. Io posso solo replicarlo con un trucco da povero, e umano, peccatore».

 

Che epigrafe vorrebbe sulla lapide?

«Probabilmente torno!».

 

Con un colpo di magia?

«Senza cilindro né coniglio. Al limite un gatto. Meglio se Telegatto».

             

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...