bashar al assad soldi

È PARTITA LA CACCIA AL TESORO DI ASSAD – TRA PALAZZI, JET E CONTI IN PARADISI FISCALI, SECONDO IL DIPARTIMENTO DI STATO USA, LA FAMIGLIA DELL'EX DITTATORE SIRIANO HA UN PATRIMONIO CHE PUO’ RAGGIUNGERE I 12 MILIARDI DI DOLLARI, ACCUMULATO IN 50 ANNI – SI CONOSCONO BENI IMMOBILIARI IN RUSSIA, FRANCIA, GRAN BRETAGNA, ROMANIA, DUBAI E CUBA – ANCHE IL BUSINESS DEL CAPTAGON, LA DROGA SINTETICA AMATA DAI JIHADISTI, HA FRUTTATO MOLTO – TRA IL 2018 E IL 2019 ASSAD HA PORTATO DI NASCOSTO A MOSCA 250 MILIONI DI DOLLARI IN CONTANTI…

Articoli correlati

IL REGIME DI BASHAR AL ASSAD HA INVIATO 250 MILIONI DI DOLLARI IN CONTANTI A MOSCA FRA IL 2018 E...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estratto dell’articolo di Mar. Vent. per “il Messaggero”

 

bashar al assad in piscina

La caccia al tesoro è cominciata. Come tutte le volte che cade un dittatore, come per Saddam Hussein in Iraq e Mohammar Gheddafi in Libia, parte la ricerca del denaro e degli asset che le loro famiglie sono riuscite a mettere insieme in lunghi anni di tirannia e controllo dell'economia di Stato.

 

Ma si tratta di una caccia complessa, che nel caso di Gheddafi, su un patrimonio totale di circa 54 miliardi di dollari, ha portato a un recupero assai limitato: una proprietà di 12 milioni di dollari a Londra, altri 100 in contanti a Malta e poco altro.

 

«Ci sarà una caccia globale agli asset del regime di Assad», conferma al Wall Street Journal un ex funzionario americano della Casa Bianca che aveva appunto l'incarico di «seguire il denaro» degli Assad nell'ottica delle sanzioni. «Ma hanno avuto un sacco di tempo prima della rivoluzione per lavare il denaro. Loro hanno sempre avuto un piano B e si sono attrezzati bene per l'esilio».

 

MAPPA DEL PATRIMONIO DI BASHAR AL ASSAD

Mentre il ministero dell'Interno siriano si sforzava di dire che attorno a Damasco c'era un cordone impenetrabile, per coprire in realtà la fuga di Assad attraverso la base russa di Hmeimim fino a Mosca, in Russia era già tutto pronto per accogliere il tiranno con la sua famiglia. Per un esilio dorato. Un rapporto del Dipartimento di Stato del 2022, citato dal Wsj, stima il valore economico della holding Assad tra 1 e 12 miliardi di dollari.

 

Una ricchezza enorme costruita in mezzo secolo dal padre di Bashar, Hafez al-Assad, insieme al fratello, Rifaat, e al cognato, Mohammad Makhlouf, e poi dalla seconda generazione. Insomma, uno schema familistico che si ripete con il figlio, che si appoggia per un lato al fratello, Maher, comandante dei pretoriani della 4a Divisione militare e gestore del traffico e smercio miliardario della droga dei jihadisti (e dei Paesi del Golfo), il Captagon, e dall'altro al ramo dei Makhlouf, al figlio di Mohammad, Rami, anche se negli ultimi anni si è poi consumata una frattura fra cugini, dalle motivazioni misteriose.

 

bashar al assad e vladimir putin meme by edoardo baraldi

Un ruolo potrebbe averlo avuto anche la moglie britannico-siriana di Bashar, Asma al-Akhras, che in controtendenza rispetto a una famiglia tutta di medici (il padre cardiologo e dottori i fratelli) ha mosso i primi passi in una multinazionale finanziaria, JP Morgan. [...]

 

Adesso, gli Assad-Makhlouf avrebbero un patrimonio real estate, in grattacieli russi, boutique hotel viennesi e proprietà in Francia e Regno Unito, ma anche jet privati come quello a Dubai da 43 milioni di dollari, conti pesantissimi nelle banche svizzere, e altri aperti con l'inizio delle sanzioni occidentali nei paradisi fiscali, dalle Cayman alle Isole Vergini britanniche. E a Dubai, ovviamente.

 

matrimonio di assad con asma

Ma anche in Romania e a Cuba. Tutto sarebbe cominciato nel momento in cui Hafez, il primo Assad dittatore, mise il cognato Makhlouf, all'epoca «un modesto impiegato di una compagnia aerea», scrive il Wsj, a capo del monopolio dei tabacchi, per poi passare alle costruzioni.

 

Quando Assad morì e lo scettro passò a Bashar, anche Mohammad Makhlouf cedette le leve dell'impero al figlio, Rami. È così che i Makhlouf sono diventati i «ciambellani degli Assad», facendo una vita sfarzosa, tra Ferrari e Champagne, a Parigi e Londra. Il patrimonio ammontava già allora a 10 miliardi, secondo gli americani che nel 2008 applicarono le sanzioni.

 

la droga captagon

Negli stessi anni, il fratello di Bashar, Maher, gestiva il mercato del Captagon per un giro di affari che tra 2020 e 2022 è stato valutato 2.4 miliardi di dollari. Ecco poi gli investimenti immobiliari a Dubai, milioni di dollari nelle isole galleggianti, altri 40 in torri moscovite e 20 in hotel di nicchia a Vienna.

 

Lo stesso Mohammad Makhlouf si vantò che nel suo jet a Dubai c'erano due salotti e doccia. Il saccheggio del palazzo di Assad sulla collina di Damasco ha rivelato solo una parte del lusso in cui nuotava la famiglia.

 

il palazzo presidenziale di bashar al assad a damasco

Opere d'arte, marmi, cimeli come le foto autografe della Regina Elisabetta. Niente, in confronto al tesoro accumulato in giro per il mondo. Compresa la villa a 6 piani di Mayfair, Londra, per 24 milioni di dollari a due passi da Bond Street. Nell'84, quando Rifaat lasciò la Siria, si disse che si era involato con 300 milioni in contanti. [...]

bashar al assad con vladimir putin

la droga captagon

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?