gae aulenti mostra triennale

GAE VICTIS – GRANDE MOSTRA A MILANO, IN TRIENNALE, SU GAE AULENTI, "ARCHITETTA FEMMINA PER RICCHI, QUINDI DOPPIAMENTE COLPEVOLE" - CASE, OGGETTI, ALLESTIMENTI MA ANCHE RELAZIONI, INCONTRI E IL GRANDE AMORE PER CARLO RIPA DI MEANA DETTO “SGARSUL”, COME POI LEI CHIAMERÀ ANCHE UNA POLTRONA. LUI LA LASCERÀ PER MARINA LANTE (CHE GELOSISSIMA DELLA AULENTI GLI SPACCO’ UNA TIBIA CON UN CALCIO) - “LA GAE” NON PERDONERÀ MAI CARLO E ACCETTERÀ DI RIVEDERLO SOLO POCHI GIORNI PRIMA DI MORIRE - IL PERIODO FIAT, L'AVVOCATO E L’AMICIZIA CON DONNA MARELLA - VIDEO

https://www.rainews.it/tgr/lombardia/video/2024/05/mostra-gae-aulenti-triennale-milano-a1241b0f-96c3-4290-8065-d496f1c9701d.html

 

 

CARLO RIPA DI MEANA

Estratto da lamescolanza.com

 

gae aulenti

(…) Il suo esordio fu violentissimo. Eravamo a Parigi, all’inaugurazione del centro Pompidou. Io ero presidente della Biennale, in compagnia di Michel Guy, ministro della Cultura e con Jacques Chirac, allora sindaco di Parigi. Al mio fianco Gae Aulenti, a cui ero legato. Arrivò Marina, gelosissima, e senza una parola mi inflisse un calcio alla gamba sinistra: mi spaccò la tibia. Sotto gli occhi di tutti”

 

 

 

GAE AULENTI

Michele Masneri per “il Foglio – Terrazzo” - Estratti

 

Si sarebbe dovuta intitolare “La Gae” la grande mostra che ha inaugurato alla Triennale di Milano dedicata invece più formalmente a “Gae Aulenti (1927-2012)”.

 

UNA DELLE SALE DELLA MOSTRA SU GAE AULENTI IN TRIENNALE A MILANO

Sembra incredibile, anche in epoche di empowerment femminile, ma è la prima vera mostra retrospettiva dedicata all’architetta milanese, che come tutti i veri milanesi era un po’ pugliese, e non potrebbe esserci luogo più consono perché già sbarcando “in” Cadorna, la sua Cadorna rossa e postmodern, eccoci qua in questa galleria della Triennale al piano terra che fu già “Galleria dei disegni” disegnata da lei e poi modificata, come tutto.

 

E il tema del cambiamento è fondamentale perché come spiega il curatore Giovanni Agosti “la Gae” alla fine viene fuori come una grande architetta di palcoscenici effimeri. Teatrali o sociali: tranne alcuni casi infatti ciò che ha costruito non c’è più. “Un po’ perché faceva case per ricchi, e i ricchi cambiano spesso le loro case”, dice lo storico dell’arte al Foglio, un po’ perché pure i negozi si devono aggiornare…”.

gae aulenti copia

 

A proposito, ecco la casa milanese di via Borgonuovo 9 per Agnelli famosa per le vernici, che, come racconta Nina Bassoli, curatrice per l’architettura della Biennale, erano smalti speciali per mettere in risalto i quadri. 

 

(...)

Era il famoso appartamento col branco di pecore dei Lalanne, il tavolo da pranzo che era un banco di lavoro dei meccanici Fiat (ma si scopre che con donna Marella, committente e amica, oltre ai noti chalet e piscine, fecero insieme anche un asilo d’infanzia a Villar Perosa alla morte dell’infelice Edoardo nel 2003).

 

Il “periodo Fiat” è testimoniato anche dalle vere auto esposte, le 127 e 128 quasi su due ruote issate sulle pedane sbilenche che costituivano gli allestimenti del concessionario Fiat di Zurigo (In Beethovenstrasse!) parabolico e futurista, tutto argento. Ma “La Gae” fece anche un manuale di stile per tutta la rete vendita del gruppo nel mondo.

gae aulenti mostra triennale a milano

 

Disegna anche vari negozi Olivetti, a Parigi e Buenos Aires, qui riprodotto quest’ultimo nella piramide di macchine da scrivere delle prime sale, ma sempre per la real casa automobilistica ecco l’allestimento originale di palazzo Grassi per la grande mostra sui futuristi nell’86 (con divanetti derivati da poltroncine di teatro che sembrano aver l’influsso di donna Marella e le lampadone “Cestello” studiate con Piero Castiglioni poi andate in produzione per Guzzini).

 

Tutto perduto, coi nuovi restauri di Tadao Ando (tranne le foresterie del palazzo, dove pochi fortunati ospiti vengono invitati a dormire). Nonostante non vi sia intenzione, dice Agosti, di confronti col presente, certo che tempi… che epoche… oggi che le vetture Fiat son costrette a togliere la bandiera italiana – ma anche che vite: cartoline da e per St. Moritz, e inaugurazioni e continui viaggi a New York, fotografati da Ugo Mulas… come una boy band. E telegrammi: “impossibilitati venire inaugurazione alziamo bicchiere per festeggiare grande costruttrice”, firmato “Roberto e Fleur”.

 

gae aulenti mostra triennale a milano copia

Dieci anni a Casabella, ambiente di maschioni o “galli”, come dirà lei. Perché questa è una grande storia matriarcale (anche, con la nipote Nina Artioli che col suo studio di architettura Tspoon ha curato l’allestimento).

 

La Gae era nata a Biella, dove progetterà anche un grattacielo mai realizzato, e la tomba, invece quella sì, per il padre. Pugliese, si diceva, l’aldo Aulenti commercialista emigrato, businessman, socio della locale concessionaria Alfa Romeo.

 

tavaolo da salotto tour di gae aulenti, ispirato alla ruota di marcel duchamp

Mamma invece maestra di un sud diverso, che “parla imperturbabilmente con accento calabrese in mezzo alle amiche piemontesi” e nutre un’ammirazione sfrontata per la primogenita Gae ( di lì l’autostima, necessaria in un mondo di uomini, gli stessi che anche fino ad ora l’hanno considerata architetta femmina per ricchi, dunque doppiamente colpevole).

 

gae aulenti

Tutti gli ambienti della mostra – in scala 1:1 – si incastrano uno nell’altro in una specie di Lego park a doppia lettura, una facile e super pop – e poi invece per chi vuole c’è il “deep dive”, un back office di progetti e anche agende lettere cartoline, scartoffie, per un viaggio biografico in 50 anni di vita e lavoro dell’architetta che si guarda come un biopic Netflix anzi Mubi ma meglio, in 3d, e ci si può pure sedere, magari sulle enormi panche esattamente riprodotte dalla Gare d’orsay stazione diventata museo all’epoca del rinascimento architettonico parigino.

 

E che power broker la Gae, capace di dialogare in scioltezza con Agnelli, Mitterrand e Olivetti e Raul Gardini e Raffaele Mattioli – non dimentichiamo la sede della Banca Commerciale a Ny - e Brion.

 

A proposito, è qui ricostruita perfettamente anche la casa al mare della famiglia dei televisori, più noti per la tomba di Carlo Scarpa, ma si capisce insomma che sono stati i nostri Kaufmann, gran committenti di architetti, e la Onorina Brion la nostra Edith Farsnworth. Si entra proprio dentro il salotto perfettamente ricreato della loro villa nelle rocce a san Michele di Pagana: è una mostra anche per feticisti immobiliari (non a caso uno sponsor è Idealista).

gae aulenti mostra triennale a milano 3

 

E poi ancora i frutti della collaborazione con Luca Ronconi, ecco che entriamo nel buio della stanzetta delle “Baccanti” di Euripide messa in scena in un vero orfanotrofio nel ’77; e tra i manzi squartati da mattatoio invece della celebre “Elektra” di Strauss della Scala del 1994. U

 

(..)

 

Bonus track: il catalogo della mostra arriverà più avanti, ma Electa mette in vendita un più gustoso mazzo di carte create per l’occasione, dove sul fronte ci sono fotomontaggi di volti che hanno fatto parte del mondo “della Gae”, creati da Giovanna Buzzi, artistica figlia di Aulenti.

 

gae aulenti poltrona sgarsul

Sul retro, invece, mini testi d’autore e di affezione di Agosti; ed è tutto un chi è questo e chi è quello, anche con dida sibilline e rimandi: ecco l’avvocato, e poi donna Marella, e Arbasino, e Raul e la figlia Eleonora Gardini (presente all’inaugurazione), e Franca Sozzani, e “la Lina” (Sotis), “la Rosellina” (Archinto), “il Ghianda”, eccelso falegname che la aiuta con l’orsay. E poi ancora il “Gusto”, grande amore giovanile, partigiano ma appassionato di Nietzsche, gli “amici americani” Lella e Massimo Vignelli, Franco Sersale che le commissionò la spa delle Sirenuse a Positano (che ancora funziona); “Luca”, ovviamente Ronconi, committente e vicino di casa a Gubbio.

 

Il Carlo Ripa di meana detto “Sgarsul”, come poi lei chiamerà anche una poltrona. Grande amore dell’età adulta, che la lascerà per una certa Marina; si possono immaginare due donne più diverse?

carlo marina ripa di meana

 

Anche questo è un “Feud” che vedremmo volentieri: “La Gae” non lo perdonerà mai e accetterà di rivederlo solo pochi giorni prima di morire. E ancora Tullio Pericoli, Antonia Jannone (presente), l’aldo (Bassetti) la Giulia Maria (Crespi), la Camilla (Cederna), l’arch. Scintilla (così chiamava Piero Castiglioni maestro della luce figlio di Achille), Carlo Caracciolo (che le commissiona la cappella a Garavicchio, e la tenuta di Torrecchia), Francesco Micheli.

 

Un Who’s Who, o il gioco dell’estate, come avrebbe scritto un Espresso anni ‘80: decennio aulentiano come pochi. Tanti che compaiono su queste carte specialissime si salutano poi all'inaugurazione della mostra, con gli occhi lucidi. Se le architetture sono effimere, gli affetti sono duraturi.

marella gianni agnelliMARELLA CARACCIOLO E GIANNI AGNELLI

leopoldo pirelli con rosellina archinto e gae aulenti piazza gae aulentigae aulenti maria mulastavolo con ruote di gae aulentiFoto architetto Gae Aulenti Sedia progettata dall architetto Gae Aulenti letizia battaglia gae aulentigae aulenti piazza cadorna milano

Ultimi Dagoreport

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...