paolo ardoino giancarlo devasini tether

I CRIPTO-PAPERONI DE ‘NOANTRI – “TETHER”, LA SOCIETÀ DI VALUTE DIGITALI CAPITANATA DA GIANCARLO DEVASINI E PAOLO ARDOINI, È UNA DELLE AZIENDE PIÙ PROFITTECOLI AL MONDO, CON 35 MILIARDI DI UTILI IN TRE ANNI (IL DOPPIO DI “BLACKROCK”) – L’AZIENDA STA DIVERSIFICANDO I SUOI INVESTIMENTI: DAL CALCIO CON LA JUVENTUS AI MEDIA CON "CHORA", MA ANCHE I LINGOTTI D’ORO – LE MIRE POLITICHE NEGLI STATI UNITI, IL “TRASLOCO” A EL SALVADOR E LO SCONTRO CON EXOR…

Estratto dell’articolo di Francesco Bertolino per www.corriere.it

 

Tether

Può un’azienda con 200 dipendenti dichiarare 35 miliardi di dollari di utili in tre anni, operando con un margine di profitto del 99%? Sì, se si opera nel magico mondo delle criptovalute, dove Tether, un’azienda capitanata da due italiani — Giancarlo Devasini, azionista di controllo, e Paolo Ardoino, ceo — sembra aver trovato la formula per tramutare i bit in oro. Per poi riversarlo in una miriade di attività: dal calcio con la Juventus ai media con Chora, passando per i campi argentini di Adecoagro e il finanziamento delle miniere.

 

giancarlo devasini Tether

COSA FA TETHER

La società […] ha sede a El Salvador, Paese del cripto-presidente Najib Bukele e stampa la più diffusa stablecoin, una valuta digitale dal valore appunto stabile perché ancorato all’andamento di una moneta sovrana. Nel caso di Tether è il dollaro. […]

 

Nel tempo, la stablecoin è diventata un metodo rapido ed efficiente per spostare soldi da una parte all’altra del mondo senza intermediari e con costi minimi. Facilita le rimesse degli emigrati e, secondo i detrattori, anche il riciclaggio. Oggi sono in circolazione UsdT per 183 miliardi di dollari e la società assicura che ogni UsdT emesso è garantito dal deposito di un dollaro in attività finanziarie sicure e facilmente liquidabili in caso di riscatti da parte dei 500 milioni di utenti.

 

IL SEGRETO DELLE RISERVE

Proprio queste riserve sono il segreto di Tether. Per circa due terzi sono custodite in titoli di Stato statunitensi, di cui la società vanta di essere il 17esimo detentore al mondo, prima di Germania e Corea del Sud. Ma nel caveau della società si trovano anche metalli preziosi e bitcoin del valore di circa 9 miliardi, più altre attività finanziarie. Tether si comporta insomma come un fondo di investimento, con la differenza che non distribuisce i rendimenti ai sottoscrittori (chi cambia dollari in UsdT) ma li incamera, realizzando profitti stellari.

tether 1

 

GLI UTILI IN TRE ANNI

Le attività custodite nelle riserve fruttano, e bene, specialmente dopo il rialzo dei tassi seguito alla fiammata inflattiva del 2022. Tether ha così dichiarato utili per 7 miliardi nel 2023, per 13 miliardi nel 2024 e, secondo le anticipazioni di Ardoino, arriverà quest’anno a 15 miliardi. Fanno 35 miliardi in tre anni, il doppio di BlackRock, il più grande asset manager al mondo che di miliardi ne gestisce 12.500.

 

paolo ardoino

Una profittabilità mai vista — pari a quasi 100 milioni per dipendente — che, come spesso accade nel mondo delle cripto, richiede un esercizio di fede. Tether non ha mai sottoposto i suoi bilanci e la consistenza delle sue riserve a una revisione completa e indipendente, ma solo a un’attestazione periodica di Bdo Italia su documenti forniti dal management.

 

LA CAMPAGNA ACQUISTI

Ci sono però prove del fatto che l’attività di Tether è molto redditizia. Secondo indiscrezioni, anzitutto, colossi del calibro della giapponese Softbank e Ark stanno valutando di comprare il 3% della società per 20 miliardi, assegnandole una valutazione di 500 miliardi. Soprattutto, la profittabilità di Tether è comprovata dalla campagna acquisti che ha impegnato la società negli ultimi anni.

tether 4

 

Stando ai calcoli de L’Economia, Tether ha speso almeno 4,3 miliardi di dollari per acquisire quote, di maggioranza e minoranza, in 28 aziende sparse per il mondo. […]

 

L’INVESTIMENTO NELLA JUVENTUS

[…] La più nota, sicuramente in Italia, è la quota nella Juventus, club di cui Devasini e Ardoino sono tifosi. Entrata a febbraio con il 5%, Tether è salita fino all’11,5%, diventando il secondo azionista del club dietro alla Exor degli Agnelli-Elkann. […]

tether 2

 

LO SCONTRO CON EXOR

Nell’ultima assemblea degli azionisti della Juventus, Tether è riuscita nel primo intento, eleggendo nel board un suo candidato, Francesco Garino, «esperto di ortodonzia di fama internazionale». Tutte le sue altre proposte sono state bocciate dall’assemblea degli azionisti, controllata da Exor con il 65,3% del capitale e il 79% dei voti.

 

 E Tether non l’ha presa bene. «Questo risultato evidenzia le problematiche esistenti all’interno dell'attuale struttura di governance del club e la sua riluttanza a interagire in modo trasparente con i tifosi e gli azionisti di minoranza», ha commentato in una nota la cripto-società che non nasconde le sue ambizioni di Make Juventus Great Again.  «Mi piacerebbe comprarla», ha detto più volte Ardoino, chiarendo che al momento non c’è alcuna trattativa, se non altro perché al tavolo manca il venditore (Exor). […]

 

BITCOIN E PODCAST

tether 1

D’altra parte, al gruppo salvadoregno i soldi non mancano e alle porte della società c’è la fila di banchieri pronti a proporre investimenti. Sinora Tether ha puntato soprattutto su progetti legati alla sua attività principale, spendendo 150 milioni per diventare azionista del minatore di cripto Bitdeer, sostenendo la società di cripto-intelligence Crystal e trasferendo bitcoin per due miliardi a Twenty One, società che promette di diffondere «il verbo del Bitcoin» nella finanza e fra il pubblico.

 

La stessa volontà divulgativa sta probabilmente alla base degli investimenti nei media di Tether che ha messo 775 milioni a sostegno della piattaforma video-social Rumble — riferimento per l’estrema destra americana — ed è diventata socia al 30,4% dell’italiana Be Water, holding di Chora e Will Media.

 

PAOLO ARDOINO

I LINGOTTI D’ORO

Mentre esalta quello digitale, intanto, Tether sta puntando forte anche sull’oro fisico. La società sostiene di possedere lingotti del peso di 80 tonnellate e del valore di circa 8 miliardi in un caveau svizzero.

 

Di certo, è diventata azionista di tre aziende canadesi che finanziano lo sviluppo di miniere d’oro in cambio di royalty sulla futura produzione: Elemental Altus, Gold Royalty Corp e Metalla Royalty. Nel portafoglio figurano poi aziende tradizionali — come il produttore sudamericano di zucchero, etanolo e latticini Adecoagro per il cui controllo Tether ha pagato 616 milioni — e progetti avveniristici quali costellazioni di satelliti e chip da impiantare nel cervello.

 

LA SPESA POLITICA

giancarlo devasini Tether

Cosa motiva questa strategia di diversificazione? Indubbiamente, la società ha l’esigenza di trovare impieghi per i suoi enormi profitti: Ardoino si è detto pronto a investirne il 90% in progetti che si allineino con la visione del mondo, economico e non, di Tether. E, perché no, che gli consentano di esercitare influenza su autorità e governi da cui, in fondo, dipende la possibilità di Tether di operare e prosperare.

 

Il gruppo sta così valutando di procedere a donazioni a sostegno dei candidati alle elezioni di mid-term negli Stati Uniti, dove di recente il fenomeno delle stablecoin è stato disciplinato dal Genius Act. […]

tether 5PAOLO ARDOINOtether 3PAOLO ARDOINO

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”