PER ‘CULPA’ DI CHI? - IL 18 MARZO A ROMA ALEX GIBNEY PRESENTA IL SUO DOCUFILM SUI PRETI PEDOFILI - IL GIA’ PREMIO OSCAR HA GIRATO PER HBO E CONTENT “MEA MAXIMA CULPA. SILENZIO NELLA CASA DI DIO”, AGGHIACCIANTE REPORTAGE SU CENTINAIA DI CASI DI ABUSI SESSUALI NELLA CHIESA - ORRORE A MILWAUKEE NEGLI ANNI ’60, QUANDO PIU’ DI 200 RAGAZZINI FURONO ‘ VIOLENTATI DA PADRE MURPHY- TESTIMONIANZE E DOCUMENTI SCOTTANTI…

Michele Anselmi per "il Secolo XIX"

La frase risuona fragorosa, come scolpita nel marmo, in "Mea maxima culpa. Silenzio nella casa di Dio". Dice: «Dal 2001 ogni singolo caso di abuso sessuale è passato per Ratzinger. Lui ha tutti i dati». Aveva i dati, l'allora prefetto della Congregazione per la dottrina della Chiesa e futuro papa Benedetto XVI, ma non parlò, o forse parlò a bassa voce, in modo che la magistratura non sentisse. La controprova viene, del resto, dai fatti di pedofilia riguardanti la Diocesi savonese, ben noti ai lettori del "Secolo XIX", che inchiodano il comportamento di don Nello Giraudo.

Farà rumore, anche se nel frattempo un nuovo pontefice regnerà a San Pietro, il film-reportage del regista americano Alex Gibney, già premio Oscar per "Taxi to the Dark Side". «Una narrazione ferma e risoluta dei fatti, che mescola giornalismo investigativo e ritmo cinematografico» ha scritto "The New York Times". «Un documentario di grande lucidità al quale il Vaticano dovrebbe rispondere» insiste "The Observer". Vedremo se le gerarchie ecclesiastiche lo faranno. A occhio non succederà: per imbarazzo, per diplomazia, o forse perché, a partire dal discusso cardinale Roger Mahony, in molti tra i porporati ritengono che la Chiesa «abbia rimediato e alla fine eliminato il flagello», peraltro a lungo derubricato a «debolezza morale».

Non la pensa così Gibney, che sarà a Roma il 18 marzo per presentare il suo "J'accuse" in un incontro pubblico nel quale risponderà alle domande dei vaticanisti Marco Politi e Robert Mickens. La sera anteprima nazionale a Firenze. Il 20 "Mea maxima culpa" verrà proiettato in una quindicina di città italiane: Milano, Bologna, Torino, Parma, Udine, Pordenone e altre (si spera anche a Genova). Per un solo giorno, purtroppo. Ad aprile, però, si potrà trovare il dvd in libreria, distribuito da Feltrinelli Real Cinema.

Non è il primo documentario sul tema e non sarà l'ultimo; e d'altro canto anche il cinema "di finzione" non ha mai smesso di narrare, sia pure con registri diversi, vicende legate alla piaga della pedofilia o degli abusi sessuali commessi da sacerdoti. Da "Pianese Nunzio 14 anni a maggio" del nostro Antonio Capuano a "La mala educación" dello spagnolo Pedro Almodóvar, solo per fare due esempi tra i tanti. E a non dire delle serie tv, per lo più americane. Tuttavia sarà meglio non sbuffare. Guai a lasciarsi sfuggire commenti del tipo: «Ancora?». Sì, ancora. La ferita sanguina sempre, lo shock emotivo spesso resiste al passare degli anni, segnando la vita delle vittime, un tempo bambini o adolescenti, oggi uomini maturi.

"Mea maxima culpa", prodotto da Content e Hbo, ricostruisce alcuni dei più atroci casi di pedofilia - in realtà sono tutti atroci - che hanno coinvolto la Chiesa negli ultimi decenni, partendo da uno scandalo tenuto a lungo sotto silenzio. Negli anni Sessanta più di duecento ragazzini furono molestati e violentati da padre Lawrence Murphy tra le mura della St. John's School per sordomuti, a Milwaukee, nel Wisconsin. Si deve a quattro di quei bambini, oggi adulti, se i fatti vergognosi sono venuti alla luce.

«Lui dava la benedizione e subito dopo mi diceva di togliermi i pantaloni» rievoca uno degli sventurati intervistati da Gibney. Il quale si sposta poi in Europa, in Irlanda, per denunciare la storia di padre Tony Walsh, pedofilo seriale che adescava ragazzini ai funerali. Infine l'Italia: per documentare gli abusi commessi tra le mura dell'istituto Provolo di Verona. Ancora sordomuti.
Accumulando testimonianze, carte, deposizioni, ritagli e filmati d'epoca, Gibney tesse un mosaico di prove incontrovertibili su una pratica criminale - altro che «disordine sessuale» o «condotta inappropriata», come si sono giustificati in tanti - consumata tra le pareti di istituti religiosi cattolici. Purtroppo con la complice omertà delle gerarchie vaticane.

 

PADRE MURPHY MEA MAXIMA CULPA Mea Maxima Culpa Mea Maxima Culpa MEA MAXIMA CULPA Alex Gibney MEA MAXIMA CULPA UNA DELLE VITTIME RACCONTA mea maxima culpa

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)