verdone 5

IL ’68 DI CARLO VERDONE - “UNA SCORREGGIA IN FACCIA A ROSSELLINI: COSI' AL CENTRO SPERIMENTALE SI CONTESTAVA IL SISTEMA” - IL RICORDO DEL REGISTA-ATTORE IN UN DOCUMENTARIO PRODOTTO DA 'RAI MOVIE' – ‘CHE QUELLO CHE AVEVA CREATO IL NEOREALISMO RICEVESSE UN PETO IN FACCIA DA UNO STUDENTE MI HA FATTO DAVVERO VERGOGNARE. LUI NON SI SCOMPOSE FINI’ DI FUMARE E CI DISSE…’ - E PER FINIRE PAUL McCARTNEY CHE SI SCACCOLA...

Federico Pontiggia per il Fatto Quotidiano

 

carlo verdone

Una scorreggia di contestazione, esplosa in faccia al padre del Neorealismo. È il clamoroso Sessantotto di Carlo Verdone, quello che il futuro attore e regista trascorse da studente del primo anno al Centro Sperimentale di Cinematografia. Lo rievoca egli stesso nel documentario diretto da Giovanna Ventura Il gusto della libertà - Cinema e '68, in cartellone al 36° Torino Film Festival e in programmazione questa sera su Rai Movie, che produce.

 

"Già il primo giorno al CSC - ricorda Verdone - fu un dramma: eravamo 32 registi, avevano eliminato gli attori, gli scenografi, tutto. Rimaneva solo il regista, la figura dominante nella nuova visione del cinema di Roberto Rossellini", che era appena stato nominato commissario straordinario.

 

carlo verdone 1

Ovviamente, la politica la faceva da padrone: "Chi di Potere operaio, chi di Avanguardia operaia, chi del Partito comunista, chi di Autonomia operaia, chi del manifesto: mi chiesero, e tu che vuoi fare? Andai a destra, ovvero presi posto tra i comunisti". Incominciarono le lezioni, "ma non portarono a niente: Rossellini c' aveva davanti 31 persone che volevano parlare di cinema politico, mentre lui dissertava di obiettivi, Panavision, eccetera".

 

i personaggi di carlo verdone 4

Tra gli studenti iniziò a farsi strada il malumore, di più, la ribellione: "'Presidente reazionario', lo bollavano". Quando entrò in classe, "a un certo punto uno si alzò, si girò e fece un atto di follia, un peto in faccia a Rossellini".

 

Verdone ancora oggi non se ne capacita: "Che quello che aveva creato il Neorealismo ricevesse un peto in faccia da uno studente mi ha fatto davvero vergognare, buttai la faccia sul banco, e con me anche quelli di Autonomia operaia. L' aveva fatta troppo grossa, quel ragazzo". La reazione di Rossellini si fece attendere: "Non si scompose, rimase in silenzio, finì di fumare una Chesterfield senza filtro. Poi guardò tutti, e ci disse: 'La lezione è finita, non credo ci rivedremo'".

roberto rossellini e vittorio gassman

 

È l' aneddoto clou del documentario, che inquadra il Sessantotto nella sua evenienza cinematografica, incrociando prezioso, raro se non inedito, materiale d' archivio a illustri talking heads, da Marco Bellocchio al critico francese Serge Toubiana, da Olivier Assayas a Paolo Flores d' Arcais. Da Cannes a Venezia, passando per Parigi, la contestazione arrivò a bruciare lo schermo, giacché "con la macchina da presa c' era chi volesse farci la guerra, Wenders lo mise persino in un film.

renzo rossellini e il padre roberto

 

Ma il cinema - rileva Bellocchio - non fu un alfiere del '68, vi andò dietro, al più procedette in parallelo". I cineasti protagonisti furono lui, Roberto Faenza, Silvano Agosti, Pier Paolo Pasolini e Bernardo Bertolucci, che ritroviamo ai Mercati Traianei sul set di Partner, nato nella convinzione che "un intellettuale europeo in questo momento è impotente a condurre una lotta rivoluzionaria". Eppure, Bertolucci la stava mettendo in campo, anzi, nei nostri orecchi: Partner era in presa diretta, rifiutava il doppiaggio, "perché ha ragione Godard quando dice che 'in Italia non conoscete il cinema parlato, ma solo quello doppiato'".

 

verdone

Scorrono i volti, Truffaut e Lelouch che terminano anzitempo la ventunesima edizione di Cannes, in solidarietà alle lotte operaie e studentesche, la giurata Monica Vitti che "deve tenere conto della realtà", il visionario Marco Ferreri che a Venezia era già oltre la contestazione stessa.

Poi quel peto inverecondo, e per finire Paul McCartney che si scaccola sulle note di Happiness runs di Donovan.

 

roberto rossellini e anna magnaniroberto rossellini ingrid bergman e vittorio de sicaroberto rossellini

paul mccartney concerto a sorpresa alla stazione centrale di new york 3paul mccartney 1

i personaggi di carlo verdone 5verdoneverdone

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO