MARINA MI-LETALE - MORTI SUL LAVORO DI CUI NESSUNO PARLA: 300 MARINAI DECEDUTI PER MESOTELIOMA PLEURICO, TUMORE CAUSATO DALL’AMIANTO (DI CUI LE NAVI ERANO IMBOTTITE) - OTTO EX ALTI UFFICIALI DELLA MARINA ACCUSATI DI OMICIDIO COLPOSO, LESIONI E MANCATA ADOZIONE DI CAUTELE SUL POSTO DI LAVORO - NEL 1992 L’AMIANTO DIVENTA FUORILEGGE, MA DALL’INCHIESTA EMERGE CHE NEL 2005 SU NAVI ANCORA DOVEVA ESSERE BONIFICATO - CON LA SCORSA FINANZIARIA SI ERA PROVATO A BOICOTTARE IL PROCESSO, CONCLUSO IN QUESTI GIORNI. A MARZO 2012 LA SENTENZA…

Stefania Fanni per "Linkiesta.it"
http://bit.ly/tXaF0b

Nel silenzio generale dei media, si è chiuso a Padova il processo per la morte di due ex alti ufficiali che hanno lavorato su navi dove c'era l'asbesto. L'inchiesta, nata nel 2005, ha portato alla luce almeno 300 casi di marinai deceduti per mesotelioma pleurico. Sotto accusa i vertici militari. La sentenza è attesa per marzo 2012.

Loro non potevano sapere. E, appena hanno saputo, hanno cercato di correre ai ripari. È questa la linea difensiva adottata dagli avvocati di otto ex alti ufficiali della Marina Militare nel processo di primo grado per omicidio colposo, lesioni e mancata adozione di cautele sul posto di lavoro che si è appena chiuso alla procura di Padova, nel silenzio più generale.

Due i militari morti, entrambi per una malattia polmonare che non lascia dubbi: il capitano di vascello Giuseppe Calabrò, di Siracusa, e il meccanico Giovanni Baglivo, di Tricase (Lecce), hanno lavorato a contatto con l'amianto. Ma è solo la punta dell'iceberg. L'inchiesta è nata nel 2005 e in questi sei anni negli uffici della procura sono state radunate seicento cartelle cliniche di altrettanti marinai ammalati, di cui almeno 300 deceduti per mesotelioma pleurico e malattie amianto correlate. Una strage silenziosa, fatta di uomini in divisa bianca che hanno lavorato, giorno e notte, su navi imbottite di asbesto: ne erano rivestiti tubi e manicotti di collegamento, piastre delle cucine, raccordi, coperture metalliche, condutture. Nel 1992 ufficialmente l'amianto diventa fuorilegge, ma dalle carte del processo emerge che almeno fino al 2005 su navi in manutenzione è stato bonificato l'amianto.

In questi giorni, con le arringhe degli avvocati della difesa, il processo si è concluso. Pochissimi i cronisti in aula, e solo dei giornali locali, per un processo che di fatto ha già portato ai risarcimenti civili alle famiglie dei deceduti, ma il dibattimento ha visto la costituzione di parte civile di Medicina democratica e dell'associazione esposti all'amianto.
L'inchiesta è stata possibile solo grazie alla dedizione a tempo pieno dell'ispettore Omero Negrisolo, un uomo di poche parole ma molto caparbio. Ogni volta che aggiunge un nome alla sua lunga lista di vittime, prova una sofferenza personale, conosce tutte le storie dei marinai, e delle loro - a volte ancora giovani - vedove.

Al banco degli imputati ci sono gli ex capi di Stato maggiore della Forza armata, Mario Bini e Filippo Ruggiero, gli allora direttori generali di Navalcostarmi Lamberto Caporali e Francesco Chianura, quelli della Sanità Militare Elvio Melorio, Agostino Didonna e Guido Cucciniello e l'ex comandante in capo della squadra navale Mario Porta. Erano loro i responsabili in capo mentre sulle navi l'amianto abbondava, si sgretolava sotto l'urto delle continue oscillazioni in mare, veniva respirato giorno e notte non soltanto dai macchinisti, ma anche da chi lavorava in coperta.

La storia di questo processo non è stata sempre lineare: con la scorsa finanziaria c'è stato il tentativo di boicottarlo grazie a un emendamento che interpretava autenticamente una legge del 1955, e che, equiparando le navi militari alle navi civili, "salvava" dalla responsabilità i Capi di Stato Maggiore e l'attribuiva solo all'effettivo comandante del vascello. Il pericolo è stato scongiurato dopo alcune interrogazioni parlamentari e un emendamento successivo che ha messo a posto la situazione.
La sentenza è attesa per il 22 marzo e intanto sta concludendo la fase istruttoria anche il processo "amianto in Marina bis", sempre a Padova, che raccoglie centinaia di casi, mentre anche Raffaele Guariniello, il superprocuratore torinese, ha aperto un fascicolo su decine di uomini in divisa deceduti per l'amianto.

In questi stessi giorni a Taranto si indaga per le morti per mesotelioma del personale dell'arsenale e proprio la settimana scorsa la Corte d'appello di Brescia ha riconosciuto la malattia professionale per mesotelioma pleurico che causò la morte nel 2007 di un operaio tarantino, poi trasferitosi a Mantova. Luciano Carleo, presidente di "Contramianto", ha commentato: «La decisione afferma la correlazione tra patologia tumorale da esposizione all'amianto e le lavorazioni svolte a bordo di navi della Marina Militare nell'Arsenale di Taranto. L'operaio aveva lavorato per oltre 30 anni con una ditta dell'indotto Arsenale in manutenzioni navali militari venendo, secondo la sentenza, esposto all'amianto». Una sentenza che aprirà il vaso di Pandora delle centinaia di persone che hanno lavorato a Taranto a contatto con la fibra killer.

 

Stalattiti amiantopericolo amiantoARSENALE DI TARANTOARSENALE DI TARANTO

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...