“PER ANNI, MI SONO SENTITA SBAGLIATA. GIGI D’ALESSIO AVEVA VENT’ANNI PIÙ DI ME, UNA FAMIGLIA, E IO VENIVO DESCRITTA COME LA ROVINAFAMIGLIE” – ANNA TATANGELO: “DICEVANO CHE ERO PIÙ BELLA CHE BRAVA, VOLGARE, MALVESTITA. IO NON HO MAI RISPOSTO: VOLEVO SEMBRARE GRANDE, ALL’ALTEZZA DELLA SITUAZIONE, MA DENTRO, SOFFRIVO” – “DA PICCOLA VENDEVO CIAMBELLE AL MERCATO. DA MAGGIORENNE, SONO ANDATA A ROMA E, PER DUE ANNI, NON HO PARLATO CON MIO PADRE. COL SUCCESSO, ERANO NATI MECCANISMI TOSSICI: VOLEVA ESSERE IL MIO MANAGER ANCHE DOPO I MIEI 18 ANNI, ORA L’HO PERDONATO”

 

Estratto dell’articolo di Candida Morvillo per www.corriere.it

 

anna tatangelo 12

Anna Tatangelo, 38 anni, pancione di cinque mesi, ha un sorriso che la illumina tutta. Il barboncino Chupita saltella per l’appartamento romano. […] Su una mensola, ci sono i tre Leoni vinti a Sanremo, incluso quello conquistato a 15 anni fra i giovani, con Doppiamente fragili, un esordio che la rende istantaneamente un personaggio del presepe italiano nazionalpopolare: «Non avevo etichette, solo una valigia e mio padre. Ero tutta istinto, incoscienza. A quell’età, canti per sapere se piaci al ragazzino che ti piace, non pensi che ti guardano milioni di persone».

 

Accanto ai premi, una foto fonde nel segno dell’infinito l’iride sua, marrone, e quella blu del figlio quindicenne Andrea, avuto dal suo ex, Gigi D’Alessio. In un’altra foto, Giacomo, il nuovo compagno, ex calciatore, oggi allenatore (lei: «Non è del mondo dello spettacolo. E non vuole esserlo»). […] Anna, la ragazzina che vendeva ciambelle nei mercati intorno a Sora, nel Lazio profondo, trattiene le lacrime. Guarda altrove: «Lo stendino col bucato sta fuori. Fa parte di Essere una donna». Ride, pensando a quella canzone di Mogol, forse il suo maggior successo.

gigi d'alessio anna tatangelo

 

[…]Proprio allora nasceva la relazione con D’Alessio col suo carico di insulti: le hanno detto che era una sfasciafamiglie, che era più bella che brava, che era volgare, malvestita...

«Per anni, mi sono sentita sbagliata. Gigi aveva vent’anni più di me, una famiglia, e io venivo descritta come la rovinafamiglie anche se ci siamo messi insieme che era già separato. Ma il nostro sentimento era puro, infatti, è durato 15 anni. Non ho mai risposto, per proteggere quell’amore e non alimentare tensioni fra lui e la sua ex: volevo sembrare grande, forte, all’altezza della situazione, ma dentro, soffrivo. Uscivo da casa truccata, vestita da adulta, poi, piangevo al telefono con mia madre».

 

Passo indietro alla quindicenne che vince Sanremo 2002: chi era, che cosa sognava?

anna tatangelo 3

«A casa, si facevano sacrifici, eravamo quattro figli, i miei si svegliavano alle cinque per fare il pane tipico di Sora e, poi, sono stata catapultata nel mondo dello spettacolo, della musica, del gossip... Mi sentivo dire che sembravo una vecchia, ma se non conosci la storia di una persona, capire è difficile. Non aiutava che avessi un carattere chiuso, perché vengo da una famiglia patriarcale, severissima, e questo mi aveva reso una ragazzina introversa».

 

Com’erano quella severità e quel patriarcato?

«Tipo: in gita non si andava, a dormire da un’amica nemmeno... Ho visto volare qualche schiaffo su mamma e su noi figli. Mio padre era cresciuto così. Ho perdonato. E ringrazio entrambi: papà, e mamma, che è stata per me lo specchio di ciò che volevo e non volevo diventare: ho sempre creduto che noi donne dobbiamo essere rispettate e amate. Da qui, canzoni come Essere una donna o Rose spezzate. Ho sempre creduto nell’indipendenza. Come tante, sono cresciuta con l’idea che una donna sta a casa, lava, stira, cucina. Io lavo, stiro, ma per amore verso me stessa e mio figlio. L’autonomia, però, è tutto: ti permette di dire basta. Mia madre “basta” non lo disse mai».

anna tatangelo 1

 

Come succede che una ragazzina che non può andare in gita va però a Sanremo?

«La mia valvola di sfogo era la musica. Tornavo da scuola, mi chiudevo in una stanza e cantavo. Quando non andavo a scuola, vendevo ciambelle al mercato. Mi lasciavano lì la mattina e mi riprendevano all’ora di pranzo. Vento, freddo, pioggia: stavo lì. Poi, tornavo a casa e cantavo. La musica mi ha sempre salvata e continua a farlo.

 

La “ragazza di periferia” della canzone è ancora dentro di me. Da maggiorenne, sono andata a Roma e, per due anni, non ho parlato con mio padre. Col successo, erano nati meccanismi tossici: voleva essere il mio manager anche dopo i miei 18 anni. Abbiamo avuto discussioni. Ma gli sono grata: la musica gli era sembrata una luce e mi aveva permesso di iscrivermi ai concorsi».

 

anna tatangelo 6

Come avete fatto pace?

«Diventando madre, vedi che i genitori si fanno anziani e quindi li perdoni, li guardi con occhi più dolci».

 

Una volta, lei ha detto di essere stata educata a compiacere. Cosa intendeva?

«Mia madre era così: sempre presente, mai un lamento. E io sono cresciuta cercando di non deludere nessuno, di essere giusta per gli altri. Poi, salgo sul palco di Sanremo con Michael Bolton e si parla solo di Gigi in prima fila. Canto Bastardo e si parla delle sopracciglia, non dell’interpretazione. A un certo punto, capisci che vivere per piacere agli altri ti allontana da te stessa. Alla terza seduta con la psicoterapeuta, dopo aver parlato solo degli altri, lei mi fa: “E di te, quando parliamo?”. Mi si è acceso qualcosa dentro, ho cambiato passo. Senza quel momento, avrei conosciuto la depressione».

anna tatangelo 5

 

[…]  Come sono stati questi cinque anni post separazione?

«Durissimi. Ho cambiato casa, mio figlio non capiva cosa succedeva e sono arrivati il Covid e poi la malattia di mia madre. È stato un crollo totale. Salivo al San Raffaele a Milano, parlavo coi medici, stavo settimane in ospedale cercando di tenere insieme tutto, tipo Wonder Woman. Davanti a mamma, ai miei fratelli, a mio padre, ero forte. Poi, da sola, crollavo. Sono arrivata a pesare 55 chili.

 

Ognuno reagisce al dolore a suo modo: io mi caricavo tutto addosso, gli altri dicevano “pensaci tu, tu hai i contatti, tu puoi”. Gli anni più brutti della mia vita. Eppure, non ho rimpianti: ogni momento libero l’ho passato con mia madre, ho fatto tutto quello che potevo. Però, lei mi manca ancora. Vedo la mia vita come una rivalsa della sua. Lei tante scelte non aveva potuto farle. E quando ero sul palco, mi guardava con soddisfazione indimenticabile».

 

Ha mai pensato di ritirarsi, per le critiche?

anna tatangelo 7

«Mai. Amo troppo la musica. Posso piacere o no, ma quando canto succede qualcosa. In me e in chi ascolta. Ricevo messaggi incredibili, anche di persone che hanno trovato il coraggio di fare coming out ascoltando Il mio amico».

 

[…] Sta facendo il tour col pancione, fino a quando va avanti?

«Settembre, forse ottobre. Dipende da come sto, finora mi sono dovuta fermare solo cinque giorni per far riposare il diaframma. Mi piace salire sul palco e trasmettere la mia serenità. È un periodo speciale, in cui la ripartenza personale coincide con quella musicale. Nel prossimo disco, mi racconto come mai: cose personali, intime, e la leggerezza ritrovata. C’è anche una Ragazza di periferia 2.0 con un sound più attuale».

 

So che ha un, in inglese: «Lavora per una causa, non per un applauso...».

«“...Vivi la vita tatuaggio per esprimere, non per impressionare. Sforzati di far sentire la tua assenza, non la tua presenza”. Io vivo così: per esprimere. Oggi, per dire, si parla di catcalling, cyberbullismo, omosessualità, cose che cantavo più di dieci anni fa, quando non erano di moda».[…]

Anna Tatangeloanna tatangelo a ibiza 11Anna Tatangeloanna tatangelo 3anna tatangeloAnna Tatangeloanna tatangelo 1anna tatangelo 4anna tatangelo 10anna tatangelo 8anna tatangelo 9anna tatangelo 11anna tatangelo 13Anna Tatangeloanna tatangelo 2

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…