BARBARESCHI FA LA BARBA ALLE 5315 BATTUTE DEL CORRIERONE E DE BORTOLI REPLICA: ”SO CHE IN CARRIERA LEI NE HA FATTE MOLTE DI PIÙ”

1 - LETTERA DI LUCA BARBARESCHI AL "CORRIERE DELLA SERA"
Caro direttore,
con 5.315 battute, è uscita un'intervista che non è mai stata mia intenzione rilasciare, scritta da un tuo giornalista con il chiaro intento di screditare la mia persona, la mia immagine di uomo pubblico, ex politico ed ora onesto cittadino che cerca di svolgere il proprio lavoro (Corriere, 2 luglio). Ho ricevuto una telefonata da parte di Fabrizio Roncone che mi chiedeva spiegazioni riguardo all'articolo apparso su Il Fatto Quotidiano di domenica scorsa.

Gli ho detto che avevo già parlato con il giornalista Antonello Caporale al quale avevo spiegato quanto di errato e ingannevole ci fosse scritto in quell'articolo. Solo per educazione ho risposto alla telefonata del suo giornalista pregandolo, anche per rispetto a quanto avevo già dichiarato a Il Fatto Quotidiano di non considerarla una intervista ma una normale telefonata informativa. Non mi sono mai tirato indietro ogni volta che ci sia stato il bisogno di chiarire una mia posizione, lo continuo ad affermare, non ho nulla da nascondere né ho mai commesso reati o azioni di cui mi possa vergognare.

La cosa che mi amareggia è essere bersaglio di attacchi gratuiti ingiuriosi. Sono convinto che il dovere di cronaca sia imprescindibile dal concetto di democrazia ma chi scrive sui giornali deve farlo in maniera consapevole, informata, obiettiva ed approfondita e soprattutto deve avere un riscontro con i fatti reali. Capisco che per chi non sia del mestiere non è facile comprenderlo, ma i tempi di realizzazione di una fiction hanno sviluppi produttivi anche di diversi anni per la complessa portata del lavoro.

Il tempo in cui è stato deciso di produrre le due fiction sono molto antecedenti al momento dei presunti favori che avrei ricevuto da Berlusconi. Il breve periodo in cui mi sono occupato di politica è infinitamente inferiore a quello in cui ho svolto la mia professione di artista e di produttore e, adesso, con immensa fatica sto cercando di ricostruire un'attività professionale ma è molto difficile continuando a ricevere discredito sul mio conto.

Non si tratta solo della mia persona ma di famiglie di lavoratori che stanno pagando le conseguenze di questa gogna mediatica. È un periodo di profonda crisi, ma per me le cose vengono ulteriormente complicate da questo clima da caccia alle streghe. È credibile che con un curriculum che abbraccia più di trent'anni di carriera e che vanta la produzione di più di 100 film, più di 1000 ore di trasmissioni televisive con format esportati nel mondo, attività di imprenditoria nel settore dell'informatica e molto altro ancora, tutto dipenda solo dallo scambio di favori per interessi politici maturati nel giro di un paio di anni?

La mia credibilità professionale non teme confronti o verifiche ma quello che mi fa male e mi danneggia sono gli atteggiamenti che mi riservano individui come Fabrizio Roncone che, tradendo la mia fiducia, manipolano per il loro interesse affermazioni che meriterebbero più attenzione ed approfondimento.

Ho sempre creduto nella serietà e nella professionalità di tutto lo staff del Corriere della Sera, nella vostra correttezza e nella trasparenza della qualità di informazione, vorrei dimostrazione di non sbagliarmi. Un giornalista non può infangare il mio nome solo perché fa notizia al pari di tante altre notizie di gossip.

Le conseguenze sono inaccettabili perché vanificano ogni sforzo nel proseguire il mio lavoro con serietà e professionalità. Una corretta informazione deve rivestire il suo ruolo centrale invece di scadere in chiacchiere grette e meschine.
Luca Barbareschi

2 - RISPOSTA DI FERRUCCIO DE BORTOLI
Caro Barbareschi,
Roncone fa benissimo il suo mestiere e ha contribuito con il suo articolo, dopo il colloquio, a ristabilire la verità dei fatti. In 5315 battute. So che in carriera lei ne ha fatte molte di più.

 

LUCA BARBARESCHI LUCA BARBARESCHI mfn07 barbareschi massimo finiFERRUCCIO DE BORTOLI A BAGNAIA

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