bibi ballandi

DA MINA A MIKA, C’È UN SOLO UOMO: BIBI BALLANDI. IL CARDINAL-PRODUTTORE DELLA MUSICA E DELLA TV FA 70 E RACCONTA UNA CARRIERA INIZIATA A 18 ANNI CON GIGLIOLA CINQUETTI - PARLA DI TUTTO, DALLE ACCUSE DI INCASSARE IN NERO AI SUOI 'FRATELLI' DALLA, MORANDI E ZERO, SUA 'SORELLA' ORNELLA VANONI E I SUOI 'FIGLI', FIORELLO E BEPPE CASCHETTO

 

Vittorio Zincone per ‘Sette - Corriere della Sera

 

bibi ballandibibi ballandi

Ha portato urlatori strappacuore e raffinati cantautori nei locali di tutta Italia. Ha fatto esibire un Nobel, Bob Dylan, di fronte a un Papa beato, Giovanni Paolo II. Ora è l’artefice del piroettante successo televisivo di Mika. Bibi Ballandi, classe 1946, è l’uomo che sussurrava alle star. Chiunque abbia gorgheggiato qualche strofa o frequentato i grandi show della Rai negli ultimi trenta anni ha avuto a che fare con lui.

 

Lo incontro nella sede romana della sua società di produzione. Sulla scrivania ci sono tre telefoni. Accanto troneggia una vecchia agenda in pelle nera. Chiedo di sbirciare. Dice: «Le leggo la prima pagina. C’è una cosa sullo Spirito Santo». Io: «Ha il numero dello Spirito Santo?». Lui: «È una preghiera… Lava ciò che è sordido… Bagna ciò che è arido…».

 

Il tono di voce è romagnol-pretesco. Ballandi è un democristiano non pentito. Il suo soprannome è “il Cardinale”. La leggenda narra che nel giardino della sua villa di Sasso Marconi ci sia un ulivo trapiantato da Gerusalemme. Sorride: «Non è una leggenda». Appese alla parete ci sono foto di Ballandi con Wojtyla, Ratzinger e Bergoglio. Racconta: «Papa Francesco ha festeggiato i 33 anni del mio matrimonio. Un amico gli ha riferito della ricorrenza e così io e mia moglie Lella siamo stati con lui una ventina di minuti».

bibi ballandi fiorellobibi ballandi fiorello

 

Accanto a quelle dei tre Pontefici c’è una foto di Mina con dedica: «Perché non mi fai mai lavorare?». Ballandi spiega: «È uno scherzo. Io e mio padre (Iso, anche lui impresario musicale, ndr) le abbiamo procurato decine di serate alla Bussola, in Versilia, o alla Pineta di Milano Marittima». La rete ballandiana di relazioni nello showbusiness è decisamente glocal.

 

A Fiorello serve un mega-ospite per superare gli ascolti di Maria De Filippi? Ballandi gli rimedia Dustin Hoffman. Celentano vuole riprodurre un ambiente meneghin-conviviale per cantare in tv Ho visto un re? Ballandi apparecchia una tavola con intorno Giorgio Gaber, Dario Fo, Enzo Jannacci e Antonio Albanese.

 

gigliola  cinquettigigliola cinquetti

Anche Al Bano, Nicola Di Bari, Caterina Caselli e Little Tony negli anni Sessanta lavoravano con i Ballandi: «A Mantova, per la festa patronale, organizzammo il concerto di Rita Pavone. Vennero 14.000 persone. Alla fine dello spettacolo mio padre girava con un sacco nero della monnezza pieno di banconote».

 

Mentre Bibi parla, su uno dei due grandi schermi che gli stanno di fronte appare l’immagine di Fiorello. Alza il volume. Si mette in affettuoso ascolto. Sospira: «Fiore è come un figlio. Sa qual è il segreto del mio mestiere?». Quale? «La cura». I care. «Gli artisti hanno una sensibilità che neanche i cani lupo. Vanno accuditi».

 

mika mika

Rilancio: «Contano di più i cachet, i soldi». Replica: «Soldi e contratti vengono dopo. Prima bisogna mostrare affetto. Le faccio un esempio: qualche mese fa Patti Pravo mi ha chiamato per dirmi che suonava al Duse di Bologna. Le ho fatto capire che non stavo bene. Avevo 39 di febbre. Però mi dispiaceva lasciarla sola. Allora ho preso il treno e da Roma l’ho raggiunta. Quando mi ha visto, si è commossa». Morale: «L’artista va ascoltato. Aiutato. Ha un problema col padrone di casa? Ci vado a parlare io. Per loro sono come un babbo».

 

Ha fatto il babbo anche con Mika?

«La prima volta che l’ho visto a casa sua, gli ho detto: “Quanto sei bello!” e gli ho dato un bacino da zio. Lui mi ha abbracciato».

 

Mika, Fiorello… Altri figli?

«Beppe Caschetto».

 

Il mega manager e produttore tv.

«Caschetto è stata una mia intuizione dei tempi in cui avevo ancora la discoteca Bandiera Gialla, a Rimini. Nell’anno dell’invasione delle alghe nell’Adriatico pensai che sarebbe stato bello realizzare una trasmissione per far vedere che in riviera ci si divertiva ancora. La Rai ci consigliò di chiedere alla Regione Emilia-Romagna dei contributi. Nell’ufficio dell’assessore incontrai Beppe, funzionario sveglissimo. Dopo un po’ gli chiesi di venire con me. La sua società, la ITC2000, l’abbiamo fatta nascere insieme».

lucio dalla gianni morandilucio dalla gianni morandi

 

Chi è il primo artista di cui si è occupato?

«Gigliola Cinquetti. Metà anni Sessanta. A quell’epoca i cantanti erano seguiti dai parenti. E se cominciavi a lavorarci dovevi diventare anche tu uno di famiglia: cresime, matrimoni… Dopo la vittoria sanremese con Non ho l’età, il padre di Gigliola chiamò il mio per gestire le serate in Centro Italia. Avevo 18 anni. Giravamo con la mia Fiat 1400. I biglietti d’ingresso nei locali erano il nostro Auditel».

 

In che senso?

«A fine serata si capiva subito se un artista attraeva pubblico. E immediatamente si fissavano date per i mesi successivi. Con Vanoni e con Mina non sapevi dove mettere la gente, con Lucio Dalla, invece…».

gigliola cinquettigigliola cinquetti

 

Non faceva incassi?

«Prima di Sanremo no. Per trovargli serate nei locali dovevo “fare la patta” con chi incassava molto».

 

La patta?

«Ai proprietari dei locali dicevo: se ti prendi Dalla, ti do anche Johnny Dorelli. Per Lucio avrei fatto di tutto. Era un fratello».

 

Quando lo ha conosciuto?

«Da ragazzo, a Bologna. Andavamo in giro tutto il giorno. Ogni tanto si inventava qualche fantasioso furtarello, per divertirsi: io distraevo il negoziante e lui arraffava qualche pennarello. Poi ha cominciato a portarmi in giro per le chiese, a farmi da guida culturale. Mi svegliava la mattina alle 7 e mi chiedeva se avessi già letto l’editoriale del Corriere. Io ho la terza media: è Lucio ad avermi fatto fare il salto da impresario a produttore. Ornella, invece…».

beppe caschettobeppe caschetto

 

Ornella Vanoni…

«Mi ha introdotto nel mondo dell’Italia bene. Una sorella. Le guidavo anche la macchina. Un’estate mi portò al bagno Piero di Viareggio e mi presentò agli Agnelli e ai Moratti come suo manager. Le andavo dietro come un cagnolino».

 

Lei ha lavorato molto anche con Renato Zero.

«Con lui ci siamo inventati il tour dei teatri tenda in città».

 

Come nacque l’idea?

«Ci eravamo incontrati negli studi della casa discografica RCA e lo avevo convinto a fare alcune serate dalle mie parti. Chiamai il proprietario della Locanda del lupo, a Miramare, e dissi che avevo un artista molto divertente. Pattuimmo che il primo spettacolo sarebbe stato gratis. Renato arrivò su un camioncino rosso, bello da morire, con un fisico pazzesco, sgargiante. I ragazzi presenti furono entusiasti: il primo giorno c’erano 500 persone, il secondo 2.000… Dopo qualche sera Renato mi disse: “Famo i tendoni”. Andammo a parlare con i Togni, la famiglia circense, per affittare le strutture. Cominciò un tour travolgente».

ballandi morandiballandi morandi

 

Con tutti questi artisti i rapporti restano buoni anche quando si smette di lavorare insieme?

«Zero lo sento spesso. Ci scambiamo cortesie. Gianni Morandi è un fratello. È stato quasi tutti i giorni al mio fianco, in clinica, durante i cicli di chemio che ho dovuto affrontare».

 

Lei una volta ha detto: i miei spettacoli sono anti-economici.

«Ormai neanche troppo. Ma le emittenti devono capire che la qualità si paga. Mika ha un milione di idee geniali al secondo. Che fai, non lo assecondi? E Celentano…? E Paola Cortellesi? Lo sa che dopo un suo monologo sulle donne, Renzi l’ha chiamata per complimentarsi? La tv ben fatta, con valori e qualità, è il vero servizio pubblico».

publio fioripublio fiori

 

Renzi…

«Ci siamo conosciuti durante uno spettacolo di Baglioni e di Morandi. Ci scambiamo sms. È un leader moderno. Se non stesse in politica potrebbe fare il super manager della Benetton o della Ferrari».

 

Lei è amico sia di Pierferdinando Casini sia di Walter Veltroni.

«Casini lo conosco da quando era un giovanissimo dc bolognese. Veltroni dal Tour Banana Republic».

 

Quello di Dalla e De Gregori?

«Sì. Dalla mi disse di andare a parlare con Veltroni, perché era un grande organizzatore. Quelli del Pci tra feste dell’Unità e manifestazioni erano pratici. Walter ci diede una mano con gli stadi. Venne con noi tutte le sere. Dalla lo ascoltava con molta attenzione».

 

Quanto conta la politica in tv?

«Contava. Ora conta meno».

vasco rossi bibi ballandivasco rossi bibi ballandi

 

A cena col nemico?

«Non credo di averne».

 

Pensavo che citasse Publio Fiori, ex parlamentare di An. Lui disse a Panorama che lei trafficava con molti  soldi in “nero”.

«Fiori frequentava la destra. Probabilmente i suoi amici fascistoni volevano danneggiarmi e portare avanti altri produttori. Il giorno dell’uscita dell’intervista è venuto da me e si è scusato».

ornella vanoniornella vanoni

 

I soldi in nero nel mondo dello spettacolo però ci sono. Corona ha confessato di aver preso milioni in nero per le sue comparsate.

«Corona si gestisce da solo. Un buon manager gli avrebbe fatto fatturare tutto. Chi lo fa più oggi il nero?».

 

Conosce l’articolo 70 della Costituzione?

«No».

 

È quello che attribuisce alle Camere la funzione legislativa. Al referendum del 4 dicembre che cosa voterà?

«Lo devo dire? Uhm… Sì, voterò sì».

 

Che cosa guarda in tv?

«Giro dappertutto. In casa abbiamo tredici televisori».

ornella  vanoniornella vanoni

 

Il film preferito?

«Uno degli ultimi è Chiamatemi Francesco».

 

Il libro?

«Mondo piccolo. Don Camillo di Giovannino Guareschi».

 

La canzone?

«Caruso, perché l’ho vista nascere».

 

Dove e come?

mina celentanomina celentano

«A Sorrento. Eravamo lì con Lucio per un concerto. Gli si era rotta la barca. Sceso a terra si infilò nell’Hotel Excelsior e chiese ai proprietari di visitare la stanza/museo dove aveva alloggiato il tenore Enrico Caruso. Una volta entrato cominciò a spostare i mobili: voleva mettere il pianoforte di fronte alla finestra. Io cercavo di dissuaderlo. C’erano cimeli custoditi dai Beni Culturali. Poi si piazzò davanti alla tastiera e guardando il mare… Te voglio bene assaaaai…».

 

 

bibi ballandibibi ballandibibi ballandi (2)bibi ballandi (2)ballandi bibiballandi bibipan02 bibi ballandi delnocepan02 bibi ballandi delnoceBIBBI BALLANDI GIGGI MARZULLO BIBBI BALLANDI GIGGI MARZULLO RENATO ZERO CON IL PRODUTTORE TELEVISIVO BIBI BALLANDI FOTO ANDREA ARRIGA RENATO ZERO CON IL PRODUTTORE TELEVISIVO BIBI BALLANDI FOTO ANDREA ARRIGA bibi ballandi e lorena bianchettibibi ballandi e lorena bianchetti

 

Ultimi Dagoreport

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!