LO CHIAMAVANO FLEBUCCIO! - L’EX CORRIERE MUCCHETTI: “RENZI TROPPO VICINO ALLA FIAT BY MARCHIONNE, CHE HA VOLUTO LA CACCIATA DI DE BORTOLI” – “C'È UN DE BORTOLI CHE PARLAVA AL TELEFONO CON IL P2 BISIGNANI E UNO CHE SPARA CONTRO LO STANTIO ODORE DI MASSONERIA”

1 - RICCARDO BOCCA ‏SU “TWITTER”

ferruccio de bortoli   ferruccio de bortoli

Caso di omonimia! C'è un De Bortoli che parlava al telefono con il P2 Bisignani, e uno che spara contro «lo stantio odore di massoneria».

 

2 - VI SPIEGO PERCHÉ (FORSE) IL CORRIERE DI DE BORTOLI SCULACCIA RENZI. PARLA GIANCARLO GALLI 

Edoardo Petti per “Formiche.net

 

Raramente il Corriere della Sera aveva utilizzato contenuti e toni così aspri per bocciare una personalità politica e una figura di potere. L’editoriale firmato oggi dal direttore del principale quotidiano nazionale, intitolato “Il nemico allo specchio. Renzi tema soprattutto se stesso”, non lascia spazio a dubbi ed equivoci.

 

La riflessione di Ferruccio de Bortoli va ben al di là delle pungenti analisi di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi sulla strategia economica del premier, o i corsivi per nulla benevoli verso il renzismo di Antonio Polito, Ernesto Galli della Loggia o di Pierluigi Battista, per citare solo alcune delle firme del quotidiano rizzoliano.

bisignanibisignani

 

Costituisce il punto culminante di un crescendo di critiche taglienti portate avanti dalle firme di punta di Via Solferino. Per capire le ragioni di tale orientamento e i possibili riflessi nell’ex Patto di sindacato Rcs, Formiche.net ha sentito Giancarlo Galli, saggista economico e editorialista di Avvenire nonché autore di inchieste e libri che hanno messo in luce trame, ambizioni, rivalità e faide del ceto dirigente italiano.

 

Perché tanta asprezza nel fondo di Ferruccio de Bortoli su Matteo Renzi?

riccardo boccariccardo bocca

È possibile che il direttore del Corriere, prossimo all’uscita dal ruolo ricoperto per tanto tempo e spinto forse da aspirazioni politiche come la candidatura a sindaco di Milano, abbia cominciato a togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Le sue parole riflettono lo stato d’animo di un mondo imprenditoriale lombardo e italiano che, tranne l’eccezione della Fiat ormai pienamente americana, è preoccupato per l’eccessivo filo-americanismo del premier.

 

Si riferisce alla strategia di sanzioni nei confronti della Russia condivisa dal governo italiano?

Quella è la punta dell’iceberg. La classe economica del nostro Paese ritiene che gli sbocchi privilegiati delle attività commerciali italiane siano i mercati orientali. Russi e asiatici in primo luogo. E per questo motivo ha giudicato malissimo la politica muscolare perseguita dal Presidente del Consiglio verso Mosca, da cui importiamo energia e soprattutto gas metano. Comparto fondamentale in cui gli Usa si apprestano a far concorrenza alla Russia attraverso la ricerca e raffinazione dello shale gas.

 

Gli industriali italiani guardano con timore all’offensiva del premier verso le organizzazioni sindacali?

Antonio Martino Antonio Martino

Senza dubbio. Perché essa potrebbe creare una fase di turbolenza negli ambienti di lavoro. L’ultima cosa di cui gli imprenditori hanno bisogno. Ma al centro della loro diffidenza e ostilità è il comportamento e il linguaggio irridente mostrato dal leader del Partito democratico verso “i salotti buoni”.

 

La mancata partecipazione di Renzi al Forum Ambrosetti di Cernobbio ha prodotto una ferita profonda nell’establishment?

Certo. Per quell’universo è poco tollerabile un premier con l’aria da ragazzo di provincia che con stile da Gian Burrasca e in maniche di camicia dice “Siete vecchi e superati”. Per il gothaeconomico-finanziario del nostro Paese la forma è sostanza.

 

Ma De Bortoli esorta il premier a “liberare il Patto del Nazareno da vari sospetti, compreso lo stantio odore di massoneria”…

È un passaggio molto intrigante e non è caduto per caso. La Toscana è una terra di forte e radicata tradizione massonica, così come gli Stati Uniti cui Renzi è frequentemente accostato. Sinceramente però non capisco a chi si riferisca il direttore del Corriere con quelle parole.

Massimo Mucchetti Massimo Mucchetti

 

L’editoriale di De Bortoli è una stoccata all’azionista Fiat che con Sergio Marchionne ne ha favorito le dimissioni dal Corriere?

Potrebbe esservi anche un fattore del genere. Tuttavia, per come conosco Ferruccio, non si tratta di una rivalsa personale. Egli si richiama piuttosto ai risentimenti del gotha economico verso la “Fiat americana”.

 

Non è neanche una stilettata nei confronti di Diego Della Valle?

Della Valle è panna montata rispetto alla Fiat. È un azionista calzaturiero, la cui incidenza è inversamente proporzionale alla capacità di far rumore. Sgomita un po’ troppo e, pur avendo rotto con l’establishment e polemizzato con il Lingotto, non è un personaggio destinato ad andare lontano.

 

Le critiche espresse da de Bortoli segnano un riallineamento con le strategie di Giovanni Bazoli, altro socio pesante di Rcs?

Non credo che una persona intelligente come Ferruccio possa scommettere su un uomo di 82 anni come Bazoli. Il quale peraltro pensava di sostituirlo con il direttore de La Stampa Mario Calabresi. Anche il suo potere in Rcs si è molto attenuato rispetto a quando Intesa San Paolo era il punto di riferimento del Patto di sindacato. Adesso l’azionista forte è la Fiat. De Bortoli non punterà mai sui “cavalli stanchi” della finanza e della politica. Che si chiamino Bazoli, Berlusconi o D’Alema.

 

3 - GOVERNO: MARTINO, EDITORIALE DE BORTOLI SUSCITA MOLTI INTERROGATIVI - PRESA DI POSIZIONE POCO ELEGANTE E 'SPINTANEA' CON PREMIER IN USA

MARCHIONNE AL MEETING DI RIMINIMARCHIONNE AL MEETING DI RIMINI

 (Adnkronos) - "Una presa di posizione molto forte", che "suscita molti interrogativi". L'ex ministro degli Esteri Antonio Martino commenta così all'Adnkronos l'editoriale di oggi del direttore del 'Corriere della Sera', Ferruccio De Bortoli, molto critico nei confronti del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, proprio mentre si trova impegnato in una importante missione negli Stati Uniti.

 

“E' vero che da tempo il 'Corriere' ha iniziato a sollevare dubbi sulla capacità di governo di Renzi -afferma ancora Martino- ma il timing della presa di posizione di oggi obiettivamente un po' sorprende. Arriva nel pieno del dibattito interno al Pd sulla riforma del mercato del lavoro, mentre non si riesce a sbloccare lo stallo sull'elezione dei giudici costituzionali e soprattutto mentre il presidente del Consiglio si trova all'estero e in particolare negli Stati Uniti".

 

"A parte la battuta sulla massoneria che sicuramente poteva risparmiarsi, conoscendo De Bortoli sorprende nel complesso un intervento così poco elegante, tanto che viene da pensare che si sia trattato di una decisione non proprio autonoma ma 'spintanea'. E proprio per questo suscita molti interrogativi.

 

GIANCARLO GALLI PAOLO PILLITTERI GIANCARLO GALLI PAOLO PILLITTERI

Fermo restando -conclude Martino- che, al di là della tempistica, i contenuti possono essere anche condivisi: se guardiamo infatti all'operato di Renzi, viene in mente la frase di Lenin quando affermava che 'bisogna cercare il grano delle cose sotto la paglia delle parole'. E francamente è molto difficile trovare del grano sotto le parole di Renzi".

 

4 - GOVERNO: MUCCHETTI, CORRIERE DELLA SERA SFIDUCIA RENZI

(ANSA) - "Corriere della Sera, quasi sfiducia a Renzi. Con l'editoriale di oggi, Ferruccio De Bortoli esprime le profonde riserve di ampi settori della classe dirigente sulle attitudini del premier di adempiere al dover suo. E tuttavia Matteo Renzi, forte di un'innata abilita' nel marketing politico, conserva diffusi consensi nell'elettorato e nello stesso corpo del Pd.

 

Mutatis mutandis, Renzi si trova nelle stesse condizioni del primo Berlusconi: padrone delle urne, ma poco credibile tra coloro che hanno le responsabilita' maggiori in Italia e all'estero. E come Berlusconi puo' essere tentato di reagire alla reprimenda attaccando i giornaloni cinici e bari, strumento cieco d'occhiuta rapina di innominati "salotti buoni" ai danni del Paese".

 

ferruccio de bortoliferruccio de bortoli

Lo scrive oggi sul suo blog, Massimo Mucchetti (Pd), presidente della commissione Industria di palazzo Madama, commentando l'editoriale di oggi del direttore del Corriere. Secondo Mucchetti: "Se ascoltasse i piu' sofisticati tra i suoi consiglieri, Renzi potrebbe anche liquidare l'early warning del "Corriere" come l'estremo tentativo di battere un colpo da parte di un direttore in uscita (la Rcs Mediagroup ha annunciato il cambio di direzione per l'aprile 2015).

 

Se poi ascoltasse anche i consiglieri piu' spregiudicati, potrebbe brigare per anticipare la sostituzione di De Bortoli da parte dell'azionista di maggioranza relativa della Rcs, che e' poi la Fiat: quella Fiat marchionnesca non confindustriale e tanto, tanto filo governativa, forse in attesa di qualche supporto all'esportazione (probabilmente giusto), certo grata per il silenzio del premier (certamente sbagliato) sulla migrazione della sede a Londra e Amsterdam.

 

Ma se seguisse le orme del suo improprio alleato, leader ormai traballante del centro-destra, - conclude Mucchetti - il nostro premier perderebbe l'occasione per quel cambio di passo che solo puo' fermare la scivolata del Paese verso il nulla della politica come arte del governo".

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