BONITO MAI BOLLITO - ‘’LA DIFFERENZA TRA ME E SGARBI? IO SONO NARCISISTA, LUI È VANITOSO - RENZI SARÀ IL PRIMO PREMIER POSTMODERNO. QUI L’AZIONE VIENE PRIMA DEL PENSIERO. SI SENTONO TUTTI SALVATI DA RENZI, DA ARCORE A SANREMO”

Malcom Pagani per il "Fatto quotidiano"

Bruciando il sigaro nel tramonto di una strada romana che lo ospita dal '73: "L'avevo suggerito sia a Rutelli che a Veltroni ‘perché non la chiamiamo via Giulia Bonito Oliva?' È troppo presto, mi dicevano", ABO ride dei suoi decenni senza età. Insegnante universitario, critico d'arte, organizzatore di mostre, inventore di aforismi: "Come Dudù, tutti alla ricerca di un collare", Biennali, transavanguardie, linguaggi, scandali, ora anche conduttore di Fuori Quadro (Rai 3, domenica alle 13:25), 12 puntate d'arte varia sulla vita, le opere e i giorni: "La tv è un contenitore, è come il frigorifero, dipende da quello che ci metti dentro. Io mi diverto da sempre, mia madre mi chiese cosa volessi fare da grande e senza esitare risposi, il bambino".

Ci è riuscito?
Ci provo e mi misuro con la mia immaturità, la mia impazienza e il mio disprezzo per quel che vedo in giro. Il narcisismo è sempre stato il motore ecologico del mio vagare. Ho una dimensione infantile che non ho mai nascosto e da cui non mi sono mai difeso. Ho giocato a carte scoperte. Sono quello che sono grazie alla deresponsabilizzazione. All'umorismo. A Totò. Il mio antidoto.

A Totò?
Sono un totoista convinto. Come sostiene Goethe l'ironia non è altro che la passione che si libera nel distacco. Sa cosa faccio ogni tanto per strada?

Cosa fa?
Interrogo le persone a bruciapelo, gli sconosciuti: "7 per 8?". Qualcuno ride, altri rispondono, altri ancora si incazzano. Penso che con il riso si possa sedare qualsiasi violenza, ma in una città in cui basta uno sguardo di troppo a un semaforo per beccarsi una coltellata, qualcosa si rischia.

Coraggioso.
Il coraggio è sempre frutto di un'enfasi. Di un'esasperazione. Non aver paura è una condizione di fondo. Anche se sono il primo di nove figli e ho avuto successo fin da piccolo, sono diventato intellettuale per disperazione.

Racconti.
Famiglia molto benestante. Mia madre, la mia parte morale, discende da Celestino V. Mio padre, proprietario di terreni e convinto libertino, era invece il manifesto dell'aristocrazia di campagna. Nelle lunghe estati passate nel palazzo di famiglia leggevo un libro al giorno.

Le sono serviti?
Sono un ossimoro. Vivo di equilibri squilibrati, di nichilismi attivi, spinte che hanno prodotto un'economia creativa e culturale senza che in origine ci fosse un progetto. Ho cominciato come poeta. Poi senza mai lasciare la scrittura sono passato all'arte. Mi pareva più socievole e stimolante, permetteva un rapporto interpersonale.

Ha bisogno di un pubblico?
Da sempre. Con il pubblico, non diversamente da quando mi innamoro assecondando una natura erotica, divento anche più intelligente. Riesco a pensare cose che da solo non penserei.

Megalomania?
Il contrario. Umiltà. Mai avuta un'idea monumentale di me stesso. Lo specchio e il doppio sono per me esigenze imprescindibili. Ma non c'è alterigia e non ho nulla da insegnare. Come dico sempre, sono un basso napoletano.

Però vive a Roma.
Anche se il generone romano è patetico e la frequentazione costante dello stesso ambiente è stagnante, la città è il teatro visivo da cui mi piace essere circondato. Roma misura tutto con una cinica, imperitura aura che innalza il relativo ad assoluto.

Il suo primo volo in solitaria, Montepulciano 1968.
Una mostra intitolata "Amore mio" negli anni dell'esaltazione dell'io collettivo.

Una delle sue provocazioni?
Ho svolto un'attività sventolando un protagonismo leggero. Le mostre, la Biennale, le arti, il cinema altro non sono che un'implicita proiezione per arrivare agli altri. Lo facevo anche da ragazzo quando in una Stromboli selvaggia arrivavo con 20 mila lire e ripartivo con 80. Ero sempre ospite, non mi si consentiva di spendere, ero una presenza lieta che sfacciatamente sapeva rendersi indispensabile. Il rapporto con la natura era elementare. A Stromboli non potevi ammalarti, non c'erano farmacie né ospedali, si andava in giro scalzi, lo stato di salute era l'unica risposta che potevi dare alla selezione naturale dell'isola.

Si spogliava a Stromboli. Si spogliò nudo per la copertina di Frigidaire .
Diedi corpo al critico rispetto a una posizione laterale di servo di scena. In Italia la cultura ha quasi sempre rappresentato un mezzo per la scalata sociale. L'ipotesi mi nauseava. All'epoca alcuni professori della Sapienza si spesero nella delazione. Portarono le foto ai più alti in grado chiedendo il mio allontanamento. Mi trovai di fronte al Rettore Tecce e citai Duchamp. Anche lui si era fotografato mentre giocava a scacchi con una donna nuda. L'artista che gioca con la natura come io sono messo a nudo dalla natura dell'arte stessa, spiegai. Capì.

Si è spogliato anche Sgarbi.
Con le mani sulle palle e mi chiedo: "forse per coprire quello che non ha?" La differenza tra e me lui è che io sono narcisista e lui è vanitoso. La vanità ha bisogno dell'applauso immediato, è il prêt-à-porter del narcisismo.

Politica. Le piace Renzi?
Anche se il vecchio Pci non ha mai sopportato nulla a sinistra di sé, Renzi è un'altra storia. Sarà il primo premier postmoderno. Qui l'azione viene prima del pensiero. Ha un lato da performer che produce un paradosso: seda le ansie di inutilità della classe politica, sviluppa un speranza palingenetica per destra e sinistra. Si sentono tutti salvati da Renzi, da Arcore a Sanremo.

 

 

Achille Bonito Oliva Achille Bonito Oliva e Rosy Greco NICOLINI E ACHILLE BONITO OLIVASCONTRO DIPRÈ-BONITO OLIVA A "MI MANDA RAITRE"ACHILLE BONITO OLIVA ANNA MARIA BERNINI ACHILLE BONITO OLIVA sgarbi nudo

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO