pier silvio berlusconi mediaset gorgia meloni

A PROPOSITO DI PATRIOTTISMO E “PRIMA GLI ITALIANI”: CHI C'È DIETRO LA PRESSIONE SUL GOVERNO PER ABBATTERE I FINANZIAMENTI AL CINEMA ITALIANO INDIPENDENTE? ALLE 16.30 IL CONSIGLIO DEI MINISTRI DOVRÀ APPROVARE LA RIFORMA DEL TESTO UNICO SUI SERVIZI MEDIA AUDIOVISIVI, E MEDIASET STAREBBE SPINGENDO FORSENNATAMENTE PER DIMEZZARE LA QUOTA OBBLIGATORIA DI INVESTIMENTO NEL CINEMA TRICOLORE, CON BUONA PACE DI MEDUSA FILM - IL COMUNICATO DI TUTTE LE SIGLE DEL CINEMA E AUDIOVISIVO INDIPENDENTE, DAGLI AUTORI AI PRODUTTORI ALLE MAESTRANZE…

pier silvio berlusconi

APPELLO AL GOVERNO PER LA VALORIZZAZIONE DELL’INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA ITALIANA

Quando parliamo di riforma del Tusma (Testo Unico sui Servizi Media Audiovisivi) non stiamo parlando di soldi pubblici, bensì degli obblighi di investimento, come da Direttiva Europea, da parte dei grandi gruppi media italiani e stranieri a favore della produzione nazionale.

 

I produttori, i registi, gli sceneggiatori, tutti gli autori, gli interpreti, i direttori della fotografia, i montatori, gli scenografi, i costumisti, i macchinisti, gli elettricisti e tutte le maestranze dell’industria cineaudiovisiva italiana chiedono al Governo, che si riunisce oggi alle ore 16.30 in Consiglio dei Ministri per l’approvazione della riforma del Tusma, che vengano tutelati il cinema, l’animazione e il documentario indipendente italiano, specialmente in un trend di maggiori ricavi degli streamers e delle televisioni.

 

matteo salvini giorgia meloni. antonio tajani

La filiera cinematografica ed audiovisiva italiana è composta da oltre 9.000 imprese, e genera un’occupazione diretta di oltre 65.000 persone, oltre a 114.000 occupati nelle filiere connesse. È un settore giovane, dinamico e con elevate competenze digitali, che produce eRetti economici e occupazionali importanti con un moltiplicatore stimato in 3,5% e molto radicato nel territorio.

 

In Europa è il quarto mercato di riferimento, il terzo per produttività dopo Germania e Francia. Senza tacere l’impatto del prodotto audiovisivo e cinematografico sull’immagine dell’Italia nel mondo.

 

giorgia meloni antonio tajani

Dobbiamo continuare a competere sul mercato internazionale, a maggior ragione in un momento in cui diversi Paesi stanno adottando il nostro modello di sviluppo degli investimenti e di incentivi alle industrie. Il Regno Unito pochi giorni fa ha portato il Tax Credit al 40% per il cinema indipendente e ha detassato gli studi cinematografici, per attrarre più produzioni; la Germania per la prima volta ha introdotto le quote di investimento per sostenere il cinema indipendente.

 

Cosa chiediamo:

1. La quota di investimento cinema per le televisioni lineari deve rimanere al 3,5%, con la sotto-quota del 75% in opere cinematografiche recenti, ovvero prodotte negli ultimi 5 anni, come peraltro previsto nello schema iniziale proposto dal Governo.

 

2. La quota di investimento cinema per gli streamers deve essere alzata dall’attuale 2% al 5%, in linea con le televisioni lineari, che hanno storicamente sostenuto l’industria cinematografica italiana, in primis Rai, Mediaset e Sky.

 

cartoon italia 1

3. Le quote di investimento devono essere destinate alla produzione di cinema indipendente, e non allargate alla distribuzione e alla promozione che godono di altri strumenti di tutela (quali le aliquote straordinarie per il tax credit distribuzione).

 

4. Il ripristino dei principi contenuti nell’art. 57, comma 3, con particolare riferimento alla previsione di limitazioni temporali ai diritti acquisiti da broadcaster e piattaforme e alla previsione che gli obblighi di investimento siano assolti esclusivamente attraverso licenze, pre-acquisti e co-produzioni ovvero forme contrattuali che consentano ai produttori italiani di mantenere la titolarità di una parte dei diritti sulle opere realizzate, consentendone la crescita e la patrimonializzazione.

pier silvio berlusconi

 

5. L’introduzione delle sottoquote documentario e animazione per sostenere lo sviluppo del settore.

 

6. Il rafforzamento del livello degli investimenti a favore delle produzioni audiovisive italiane, come peraltro già previsto nella proposta originaria del Governo.

 

Le richieste sono necessarie al fine di mantenere e ra@orzare i livelli occupazionali raggiunti negli ultimi anni, garantire l’accesso al settore di giovani imprenditori e nuovi talenti, sostenere la crescita e la patrimonializzazione delle imprese cinematografiche indipendenti italiane, incentivare la biodiversità dell’industria audiovisiva italiana - composta per lo più da piccole e medie imprese, che hanno dimostrato grande resilienza durante e dopo il Covid – e di mantenere la titolarità delle idee sulle nostre storie, sviluppate e realizzate in Italia, da autori e talenti italiani.

 

PROMOTORI

100 AUTORI

AGICI

ANAC

CARTOON ITALIA

CNA - CINEMA E AUDIOVISIVO DOC/IT

UNIONE PRODUTTORI ANICA UNITA

WGI

 

ADERENTI

AIC

AIR3

AMC

ASIFA

ASC

CONFARTIGIANATO - CINEMA E AUDIOVISIVO

FIDAC (federazione italiana delle associazioni cine-audiovisive che include 17 associazioni) PMI CINEMA INDIPENDENTE

Ed altre in fase di adesione

 

 

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